A passo d’asino fra le terre della Baronia, ecco il trekking someggiato

Cinque chilometri verso Rocca Calascio, altrettanti per tornare al lago di Santo Stefano di Sessanio, due asinelle – Scilla e Dafne – per affiancare due famiglie al seguito. Il sentiero che unisce i due borghi passa sopra un monte che divide i due piani di Viano e Lucchiana. Pochi chilometri in linea d’aria tra loro, ma un clima distinto, a partire dalla temperatura e dall’escursione termica. Il trekking someggiato – il trekking con asini – attraversa le Terre della Baronia in un’esperienza di “turismo lento”.

Il trekking someggiato offre la possibilità di fare un salto nel passato, di riscoprire il tempo lento dei viaggi di una volta, senza frenesia, permettendo ai camminatori di ammirare a pieno la bellezza dei luoghi attraversati. Durante le escursioni i partecipanti conducono gli asini imparando così a conoscerli e ad entrare in relazione con loro. Oltre a fare compagnia, gli asinelli possono trasportare zaini e bambini, per rendere più leggera e piacevole la camminata.

Leggi anche: i nostri luoghi My Zona

IL PROGETTO. Il progetto, con base a Santo Stefano di Sessanio, si chiama “Gira e Rigira”. È nato nel 2017 da un’idea di Chiara Ciaglia e Luigi Calabrese per contribuire alla promozione e valorizzazione del territorio in cui operano attraverso trekking e iniziative culturali in compagnia di simpatici e infaticabili amici: gli asini.

Entrambi guide escursionistiche e appassionati di tradizioni locali, cinema, musica: Chiara è laureata in economia e specializzata nella gestione delle risorse naturali e del territorio; Luigi operatore certificato per svolgere attività con animali.

È quest’ultimo, prevalentemente, a guidare le escursioni (anche se chiara non perde occasione) e a spiegare il perché della scelta dell’asino come animale guida: l’asino, per secoli denigrato, con i suoi modi semplici, accoglienti ed empatici, con il suo passo lento e costante permette di ammirare a pieno le bellezze dei territorio che si va ad esplorare offrendo un’esperienza unica per recuperare il contatto con la natura.

ASINI DAVVERO? Il trekking con gli asini è una esperienza molto costruttiva per conoscere verità, falsità e curiosità su questo bellissimo animale, per imparare a interagire con lui, per rallentare il ritmo frenetico di ogni giorno e concentrarsi sulle cose semplici ma importanti che ci circondano, per una nuova relazione tra uomini e animali, basata su conoscenza, rispetto e cura reciproca.

Adatto anche a famiglie perché i bambini possono cavalcare gli asini per alcuni tratti e divertirsi conducendoli. La formula “un asino a famiglia” garantisce il distanziamento tra famiglie e gruppi di amici, e ti obbliga al lavoro di squadra, infatti ogni famiglia-gruppo dovrà gestire l’asinello esclusivamente dedicato per tutta la durata dell’escursione, ovviamente con l’assistenza della guida.

Non solo. Tra le proposte che richiamano turisti e visitatori da dall’Italia e dall’estero ci sono anche escursioni tematiche, eventi culturali e incontri con produttori agricoli, allevatori e artigiani locali, per scoprire le tradizioni secolari e prodotti tipici che fanno del Parco Nazionale del Gran Sasso una meta magica, tra borghi incantevoli e una natura incontaminata. Possibili escursioni anche per più giorni.

TEATRO IN CAMMINO. Le escursioni tematiche tirano in ballo la recitazione, con il percorso teatro in cammino, insieme ad attori, raccontastorie ed esperti di folklore. Un teatro itinerante tra sentieri e pianure, vallate e colline alla scoperta delle leggende sulla montagna e i suoi abitanti, musica e canti antichi, storie di tradizione orale tramandate da secoli, racconti di vita campestre, di uomini, lupi e… asini naturalmente. Un’attività legata soprattutto ai percorsi “Locce e Condole” (itinerario ad anello con vista sulla piana delle locce e visita alle “condole” caratteristiche e antiche costruzioni in pietra) o “village trek”, tutto all’interno del borgo di Santo Stefano. Tra attori e cantastorie coinvolti anche Ugo Capezzali e Marcello Sacerdote.

SLOW FOOD. Altro tour è incentrato sulla scoperta della lenticchia di Santo Stefano, inclusa tra i presìdi Slow Food. Il percorso attraversa i campi aperti dove viene coltivata il rinomato legume e durante l’attività, contadini e titolari di aziende agricole, ci presenteranno e descriveranno il loro lavoro e le caratteristiche del prodotto coltivato.

Le piccole dimensioni degli appezzamenti e i colori variopinti delle diverse colture caratterizzano il territorio rendendolo unico. Quando la fioritura delle lenticchie si trova al suo apice, nel mese di giugno, gli appezzamenti assumono colori che vanno dal celestino al viola intenso colorando le vallate ma ogni stagione ha il suo fascino.

“La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio è una leguminosa tipica dell’area pedemontana del Gran Sasso d’Italia e in particolare del territorio di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, riconosciuta tra i prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi e tra i presidi di Slow Food.
La coltivazione dei legumi sugli altipiani aquilani è una pratica antichissima; nel caso della lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, essa è documentata sin dal X secolo, addirittura prima della fondazione dello stesso borgo, datata al XII-XIII secolo….”.

TREKKING & CINEMA. Altra idea per appassionati è “Trekking & cinema a passo d’asino”. Nella provincia dell’Aquila sono stati girati circa 150 film, di cui una cinquantina nel territorio tra L’Aquila, il Gran Sasso, Santo Stefano di Sessanio e Calascio. Molti di questi film sono celebri, altri poco conosciuti, e di altri ancora in pochi sanno che sono stati girati nel territorio aquilano.

Piercesare Stagni, esperto di cinema si interessa di queste ricerche da circa venti anni, autore del libro “Il Cinema forte e gentile”, ha fatto parte dell’Abruzzo Film Commission e con l’Accademia dell’Immagine e la Lanterna Magica ha lavorato per la promozione del territorio in numerose iniziative.

Durante l’escursione da Santo Stefano di Sessanio a Rocca Calascio si parla dei film legati al territorio e dei luoghi precisi delle riprese, con storie e aneddoti legati ai registi, oltre alle leggende su quei luoghi. Il tutto ben contestualizzato anche con la storia dell’Italia contemporanea.

Al termine del viaggio vengono riprodotti alcuni spezzoni dei film e degli spot menzionati. Infine, asino chi gufa. un’escursione someggiata affiancata, questa volta, da Majanocte con i suoi rapaci notturni. Il percorso può essere scelto nella sezione “escursioni con asini”. Della “scuderia”, oltre a Scilla e Dafne, fanno parte Cleo, Leandra, Milla, Semolino (unico maschietto), Riccardina e Agnese, mentre Rosina è momentaneamente fuori zona.

Articolo precedenteHeath Ledger: 14 anni fa la scomparsa dell’indimenticato Joker
Articolo successivoL’affondo di Trotta sul super green pass: misura umiliante che sta distruggendo il Paese
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.