Isola Maggiore, la tappa di San Francesco sul Trasimeno

Il lago Trasimeno è sin dall’antichità punto di incontro di storia e religione. Se sulle sue sponde i romani, guidati da Gaio Flaminio, nel 217 a.C. subirono una delle più famose sconfitte contro i cartaginesi di Annibale, su una delle sue tre isole vi trovò ristoro San Francesco d’Assisi nel 1211.

Il santo, durante la quaresima di quell’anno, approdò infatti sull’isola Maggiore dove si racconta digiunò per 40 giorni mangiando solo mezza pagnotta. Il padre dei francescani è un simbolo dell’isola. A lui sono infatti dedicate due statue. Ma anche una piccola cappella, costruita dai marchesi Guglielmi, per custodire il sasso che Francesco utilizzò come giaciglio. Questa si trova nella riva opposta rispetto al porticciolo, per chi giunge da Tuoro sul Trasimeno.

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Sempre su quel lato dell’isola, proprio sulla spiaggetta di ciottoli in prossimità della cappellina, sotto un’antica statua in legno raffigurante il santo vi è ancora la sorgente d’acqua che si dice fosse stata scavata dal religioso.

A San Francesco è dedicata anche la piazza dell’isola, quella dove si approda dopo pochi minuti di battello. Proprio dall’imbarcazione è possibile ammirare il castello Guglielmi, che però da anni versa in stato di abbandono. I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza vanno avanti dal 2005.

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Era il 1887 quando il senatore Giacinto Guglielmi fece costruire l’edifcio incorporandovi anche il vecchio monastero trecentesco dei Frati Minori e la chiesa di San Francesco. La nuova costruzione ripresen lo stile neogotico de castello Miramare di Trieste.

Oggi purtroppo il castello non è visitabile e gli accessi sono chiusi. Circumnavigando l’isola è possibile comunque ammirare l’antico splendore e anche un piccolo vecchio mulino a vento.

L’isola, percorribile a piedi in meno di un’ora, offre anche la chiesa di San Michele Arcangelo con numerosi affreschi. Altra chiesa interessante da vedere è quella di San Salvatore, sulla cui facciata è riconoscibile il simbolo di Federico Barbarossa.

La Maggiore è comunque una piccola chicca umbra. Oggi conta 15 abitanti e nel periodo autunnale e invernale è facile trovare quasi tutto chiuso, anche con pochi battelli per raggiungerla.

Questo la rende sicuramente poetica, lontana dal caos e dalla confusione che può creare un turismo selvaggio. Tanto che nella via principale si trova la panchina dei poeti, dietro la quale sono appese alcune maioliche dipinte a mano con frasi di poeti.

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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