Zerocalcare. Dopo il botto: la mostra evento alla Fabbrica del Vapore di Milano

Particolare della locandina della mostra "Zerocalcare. Dopo il botto"

Dal 17 dicembre 2022 al 23 aprile 2023 la Fabbrica del Vapore a Milano ospita la grande mostra personale di Zerocalcare. Oltre cinquecento tavole originali, video, bozzetti, illustrazioni e un’opera site specific, introducono lo spettatore nel mondo del celebre fumettista aretino, con un’attenzione particolare ai temi più caldi della società contemporanea.

Una riflessione esplosiva sulla società contemporanea

“Il meteorite non sta cadendo. È caduto. Il Covid ci ha dato la possibilità di ripensare la società, di tirare fuori uno spirito diverso, più attento agli altri e alla collettività ma non è accaduto. La mostra parla di tutto questo”.

Queste le parole usate da Michele Rech, in arte Zerocalcare, per presentare l’esposizione personale che il prossimo 17 dicembre colorerà gli spazi della Fabbrica del Vapore a Milano. Più che un annuncio, un monito ad alzare lo sguardo sui temi più scottanti della realtà contemporanea; non con rassegnazione ma con l’intento di unire le forze per un cammino collettivo volto al cambiamento.

La riflessione inizia già dal titolo della mostra: Zerocalcare. Dopo il botto. In senso figurato il botto sta ad indicare la situazione politica e sociale lasciata dalla pandemia da Covid 19. Dopo due anni passati nella morsa del virus, la frammentazione sociale, l’isolamento e il distacco dalla realtà sono cresciuti in maniera esponenziale e a questi si aggiunge la paura di una crisi globale e di un conflitto europeo.

Attraverso la quasi totalità del materiale prodotto in questi anni, il grande fumettista denuncia senza troppi fronzoli la precarietà della società contemporanea, ma lascia anche intuire che si può ancora fare un tratto di strada insieme, uniti dai valori della cooperazione e della resistenza politica.

Particolare di un’illustrazione di Zerocalcare per il settimanale “7”, Corriere della Sera, 25/03/2022

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Il percorso espositivo

Non a caso questa “strada da percorrere insieme” all’interno del percorso espositivo esiste davvero. I visitatori vengono infatti catapultati in un’immaginaria città post-apocalittica, più precisamente lungo una strada circondata da inquietanti palazzi disegnati dallo stesso Zerocalcare. Dietro le porte delle case si scorgono occhi impauriti, in cerca di una via di fuga, e tentacoli di esseri mostruosi che cercano di evadere.

Questa parte del percorso espositivo, caratterizzato da tavole e bozzetti eseguiti durante il lockdown, dà accesso a varie sezioni tematiche della mostra. La matita dell’artista romano tratteggia con agilità problematiche contemporanee fondamentali: le battaglie di resistenza del popolo curdo, lo sfruttamento dei lavoratori in cerca di un futuro migliore, il ruolo delle donne nella società, i tentativi di resistenza quotidiana della gente comune.

La mostra poi continua nelle due aree retrostanti i palazzi, concepite come due mondi differenti, quello esterno e quello interno al fumettista.

Zerocalcare, “Kobain Calling”, particolare della copertina, Bao Publishing 2020

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Il mondo di Zerocalcare

Il cosiddetto “mondo esterno” propone contenuti grafici e multimediali relativi al vasto argomento delle relazioni e delle ingiustizie sociali. Tra i tanti lavori meritano una menzione: La memoria è un ingranaggio collettivo (La nostra storia alla sbarra, 2004), La Rabbia (2016), tavola ispirata al mondo punk da cui proviene l’autore, e Strati (L’Essenziale n. 15, 2022).

Il “mondo interno” invece è quello appartenente a Michele Rech, uomo prima che artista, persona comune prima che celebrità. Vicende biografiche, episodi quotidiani, sono qui rappresentati ed esposti con grande autoironia, la stessa che permea i celebri fumetti e che permette a tanti di identificarsi con la semplicità e la schiettezza dell’autore.

Al termine del percorso espositivo si trovano i “Santi protettori” ovvero ritratti su tela e foglia d’oro dei personaggi più iconici dell’universo Zerocalcare. Tra questi spiccano sicuramente Cinghiale, Lady Cocca, T-Rex, Kurt Cobain, la coraggiosa attivista dei diritti umani Nasrin, l’anarchico Gaetano Bresci, fino allo storico amico del fumettista soprannominato Il Secco.

Zerocalcare e il Secco, immagine dalla serie tv “Strappare lungo i bordi”, 2021.

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I Santi protettori

I Santi protettori hanno sempre popolato il geniale immaginario di Zerocalcare. Dalle prime tavole abbozzate per i suoi amici punk, all’acclamatissima serie Netflix “Strappare lungo i bordi“, ai numerosi volumi a fumetti (di cui l’ultimo No Sleep Till Shengal uscito lo scorso 4 ottobre).

Figure buffe, antropomorfe o animalesche, che non hanno nulla a che vedere con la sfera religiosa o con la figura classica dell’eroe. Sono altresì protettori delle ingiustizie e delle iniquità; un simbolo di chi lotta ogni giorno per una quotidianità dignitosa. Zerocalcare si presenta ogni volta come portavoce della gente comune e ogni tentativo si rivela essere un successo.

Zerocalcare. Dopo il botto” alza ancora di più l’asticella. Non un prodotto fruibile a casa ma un vero e proprio invito a entrare fisicamente nel mondo di Michele Rech, combattente tra i combattenti.

Da un’idea di Silvia Barbagallo e a cura di Giulia Ferracci, la mostra è prodotta da Arthemisia e organizzata da Minimondi Eventi e Arthemisia, in collaborazione con Piuma e il Comune di Milano-Cultura. Il catalogo è edito da Bao Publishing, casa editrice di tutti i libri di Zerocalcare in Italia.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile collegarsi al sito web www.fabbricadelvapore.org

La Fabbrica del Vapore a Milano
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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.