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Vulgar Display of Power: 29 anni di groove metal con il capolavoro dei Pantera

Una musica inconfondibile che ha segnato un’era

Luigi Macera Mascitelli

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Feroce, brutale, senza fronzoli e micidiale come un pugno in faccia, proprio come mostra la sua irriverente copertina. Questo, forse, il miglior modo per descrivere il sesto album dei leggendari Pantera, Vulgar Display of Power, uscito il 25 febbraio 1992. Oggi l’iconico capolavoro della band compie ben 29 anni, ed è nostro dovere ricordare una delle pietre miliari del groove metal e del metal in generale.

Parlare oggi dei Pantera e del loro album per eccellenza è compito assai arduo. I motivi sono molteplici. Il primo è di natura storica: su di loro è stato praticamente già detto tutto. Una musica inconfondibile che ha segnato un’era. La ribellione di 4 ragazzi texani incazzati che a suon di birra e metal grezzo urlavano al mondo la loro furia. Il secondo è certamente più emotivo: l’anniversario di Vulgar Display of Power ci riporta subito alla mente la tragica scomparsa di Dimebag Darrell e Vinnie Paul, i due iconici fratelli, uno chitarrista, l’altro batterista della band, che diedero vita al quartetto. Ci lasciarono rispettivamente nel 2004 e nel 2018. Insomma, è un colpo al cuore ogni volta.

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Pubblicato per East West Records, il disco uscì a distanza di due anni dal precedente Cowboys From Hell, considerato l’album della svolta per la maturazione stilistica del gruppo. Dall’heavy/hair metal iniziale al cosiddetto groove metal. Fu proprio con i Pantera che il genere divenne famoso ed iconico; ed è con Vulgar Display of Power che la band giungse all’apice del successo.

L’ album permise a Phil Anselmo, Dimebag Darrell, Rex Brown e Vinnie Paul di varcare la soglia della fama mondiale, con milioni di copie vendute. Il tutto consacrato poi con un leggendario tour che toccò perfino l’Italia. In quell’afosissimo Monster Of Rock del 1992 a Reggio Emilia, i Pantera devastarono ogni cosa non lasciando superstiti nel pubblico. L’energia del quartetto texano all’epoca non conosceva rivali, anche dopo la pubblicazione del successivo Far Beyond Driven.

Tutto merito delle tracce che resero il disco leggendario. Tra queste ricordiamo: Fucking Hostile, Walk (descritta da molti come la canzone simbolo del gruppo), This Love e Mouth for War. Tutte trasmesse sotto forma di video su MTV. Evento più unico che raro per un canale televisivo che ancora non dava grande spazio alle band metal. Ma i Pantera erano così inarrestabili che non si poté restare indifferenti di fronte alla loro inesorabile scalata sull’Olimpo della leggenda.

Curiosità: il titolo venne ripreso dal celebre film del 1973 L’esorcista, di William Friedkin. In una scena tra tra padre Damien Karras e Regan MacNeil, il prete chiede alla ragazza posseduta di liberarsi dalle catene, e lei risponde: “That’s much too vulgar a display of power” (“Sarebbe solamente un volgare sfoggio di potere”). Nel giugno del 2017, poi, la rivista Rolling Stone ha inserito il disco alla decima posizione dei 100 migliori album metal di tutti i tempi.

25 anni, laureato in “Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Metallaro da quando ha memoria. La chitarra elettrica e il Death metal sono i suoi migliori amici. Appassionato di fitness, sport, videogames, musica e lettura (fantasy e opere filosofiche soprattutto). Speranzoso di trovare, un giorno, il suo posto nel mondo. Nel frattempo “Run! Live to fly! Fly to live! Do or die!”

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Albert Eno reinterpreta i Nirvana in veste intima e delicata: online “Come As You Are”

Redazione

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Come As You Are è il nuovo singolo di Albert Eno in uscita oggi 23 aprile 2021 per Bagana – B District Music e distribuito da Pirames International. Reinterpretazione dello storico brano dei Nirvana, il pezzo è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Su YouTube trovate il video ufficiale. Come As You Are è il secondo singolo estratto, dopo A Kind Of Cure, dal nuovo album solista Dark ‘n’ Stormy in uscita il 21 maggio 2021. 

Pietra miliare e simbolo del grunge e della musica rock anni Novanta, la canzone viene reinterpretata da Albert Eno in una veste nuova, intima e delicata. Un messaggio di autenticità e di libertà d’espressione, veicolato attraverso un sound essenziale e pulito. Una percezione che ben si adatta al concept profondo e intricato di Dark ‘n’ Stormy.

«Inutile nascondere quanto la musica rock e grunge degli anni Novanta, e in particolare le 4 band di Seattle, siano sempre stati un’importante fonte di ispirazione. La scelta del brano è stato abbastanza immediata e spontanea, eppure si adatta perfettamente all’idea che voglio veicolare nel mio nuovo album» commenta l’artista.

Un sound senza troppi fronzoli punta i riflettori su chitarra e voce limpida, proprio ad enfatizzare il messaggio che si vuol trasmettere: «Il brano è nato in studio nel bel mezzo di una sessione di registrazione di un’altra canzone. In un momento di pausa ho iniziato a suonare la progressione di accordi, ho premuto il tasto rec e ho iniziato insieme al produttore a registrarla. Quel che è risultato è stata una traccia di chitarra, una di voce e un leggero dubbing di voce nell’intermezzo, mantenendo una sonorità piuttosto essenziale e lavorando a uno stile ‘alla vecchia maniera» racconta Albert Eno.

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Bad Coburns, l’esordio della band piemontese: Ep dal sound classic rock e rock anni Settanta

Redazione

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Killer In Disguise è titolo dell’EP d’esordio dei Bad Coburns in uscita il prossimo 16 luglio 2021.
Il disco racchiude un’anima irrequieta e sincera, esattamente come il concept western che lo ispira. Cinque tracce che identificano un carattere forte e sfrontato, ben definito da uno stile composito, eclettico ed energico, con cui la band piemontese si presenta al pubblico. 

Killer In Disguise  propone un sound coinvolgente che getta le sue radici nel rock classico e nell’hard rock degli anni Settanta, arricchito da sperimentazioni moderne, sfumature blues ed elementi southern, stoner e metal.

«Il nostro sound è una perfetta sintesi di ciò che ci ha fatto maturare come musicisti, come band e che ci rappresenta ad oggi: la forza di quelle influenze con cui siamo musicalmente cresciuti, che ci hanno arricchito e  che ci ricordano da dove veniamo.» commenta la band. Ritmi incalzanti, assoli prepotenti e compatti, un groove cadenzato e aggressivo sono i protagonisti indiscussi di questi cinque brani: «I pezzi nascono dalla semplicità dell’improvvisazione in sala prove, convogliando e plasmando quell’energia e quella musicalità primordiale che si genera dall’unione dei nostri differenti stili musicali, senza troppi schemi o giochi a tavolino, proprio come quando eravamo ragazzini»
 
Killer In Disguise è frutto della forte armonia tra Amedeo Taffi (batteria e voce), Matteo Minacapilli (basso), Adalberto Bellini e Umberto Zigiotti (chitarre). I testi sono a cura di Umberto Zigiotti, la musica è dei Bad Corburns. Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato ad Arona da Giulio Capone. L’artwork dell’album è opera dell’artista Sam Mayle ed è ispirato al nome della band: «Abbiamo scelto il nome Bad Coburns  in omaggio all’attore James Coburn, il “cattivo” di tantissimi famosi film western. Dopo tutto esprime bene quel concetto, che proviene proprio dal western, del “brutto ,sporco e cattivo” che ci piace parecchio. Grezzo, ma efficace: un po’ come il buon vecchio rock, fatto di alcol e sudore, che amiamo». 

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Leggi anche: “A tu per tu con John Steinbeck: l’intervista impossibile sulle radici del rock

 
Tracklist

  1. The Needle
  2. Killer In Disguise
  3. Devil May Come
  4. Long Time Gone
  5. Be The One

Formazione:
Amedeo Taffi – voce
Umberto Zigiotti – chitarra
Adalberto Bellini – chitarra
Matteo Minacapilli – basso
Massimo Di Rocco – batteria

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Moriel, pubblicato il nuovo EP “Segni Opposti”

Federico Rapini

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Moriel nuovo EP Segni Opposti

Moriel, artista modenese , pubblica il nuovo EP Segni Opposti. Un lavoro eterogeneo in cui l’autore sorprende variando fra diversi registri, generi, mood. Estremi polarizzati, lontani e a prima vista incompatibili ma che in realtà convivono armoniosamente in questi brani perché presenti nella ricerca artistica come nelle personalità stessa dell’autore.

Le due costellazioni presenti all’interno dell’artwork, toro e scorpione, rappresentano graficamente questo dualismo. Segno e ascendente, letteralmente i due Segni Opposti che danno il nome all’EP e al brano omonimo. Le due costellazioni e il loro principio di attrazione incarnano così alla perfezione il concetto di equilibrio e complementarietà tra due mondi diversi. Le scelte dei colori rosa e blu sottolineano ulteriormente questa complementarietà.

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Un concetto intimo quanto basilare con cui Moriel tenta di riappropriarsi delle infinite sfumature del proprio carattere. Queste sono simboleggiate e semplificate da 5 brani che esplorano varie declinazioni di un personale Pop contemporaneo con cui l’autore lascia dietro di sé ogni timore per accettare la propria contraddizione che altro non è se non la propria umanità

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