“Vicky Cristina Barcelona”: tutte le declinazioni dell’amore secondo Woody Allen

Era il 15 agosto del 2008 e il simpatico, a volte cinico, Woody Allen presentava “Vicky Cristina Barcelona”. Una commedia ottimamente riuscita, calda come il giorno di ferragosto, piena di spunti interessati sul vivere l’amore nelle sue più svariate declinazioni.

“Vicky Cristina Barcelona” fu una delle pellicole più proficue per il regista statunitense, la quale venne molto apprezzata da pubblico e critica e si aggiudicò l’Oscar alla miglior attrice non protagonista per la spagnola Penélope Cruz, oltre al Golden Globe per il miglior film commedia o musicale.

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Siamo a Barcellona e Cristina (Scarlett Johansson) e Vicky (Rebecca Hall) decidono di passare l’estate nella vivace città spagnola, alloggiando a casa di alcuni amici di famiglia di Vicky. Le ragazze, pur molto amiche, sono estremamente diverse nella visione della vita, dell’amore e dei rapporti.

Vicky è una ragazza molto inquadrata e prossima alle nozze, la quale vede l’amore come sinonimo di sicurezza e tranquillità, al contrario di Cristina, la quale essendo estremamente passionale, non sopporta la monotonia ed è sempre in cerca di emozioni forti e travolgenti.

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Una sera in un locale incontrano un affascinante artista spagnolo, Juan Antonio (Javier Bardem), famoso in città per i litigi e le scenate che lo hanno visto protagonista insieme ad una ex moglie un pochino nevrotica, Maria Elena (Penélope Cruz) .

L’artista, senza troppi scrupoli, avvicina le due ragazze proponendo un romantico weekend ad Oviedo, all’insegna del buon cibo, del buon vino e dell’amore. E se Cristina trova interessante ed eccitante la proposta di Juan Antonio, Vicky rimane allibita da tanta sfacciataggine.

Convintasi a mettere da parte, per una volta, le proprie rigide regole morali, Vicky accetta l’invito e insieme all’amica e all’affascinante uomo partono per il bizzarro weekend. Qui Vicky avrà modo di sperimentare dei sentimenti del tutto nuovi e scoprire dei tratti del proprio carattere che ancora non conosceva.

La sue idee di amore così calcolato, sicuro e… noioso iniziano piano piano ad andare in fumo quando si ritrova a passare del tempo con Juan Antonio. Quest’ultimo, vivendo all’insegna del Carpe Diem, ha delle visioni dell’amore e della vita così diverse e romantiche da far vacillare la dura Vicky e tutto il muro che si è costruita intorno.

Convinta che non potrebbe mai funzionare tra loro, la ragazza cerca di tornare con i piedi per terra e concentrarsi sul proprio e imminente matrimonio. Allontanatasi da Juan Antonio, quest’ultimo inizia una relazione passionale con la più affine a lui Cristina.

E se quest’ultima è convinta, finalmente, di aver trovato tutto ciò che ha sempre desiderato, abbandonando tutte le etichette e le regole sociali che le sono sempre andate strette, ben presto si renderà conto di non essere così aperta come credeva. L’entrata, o meglio, il ritorno in scena della ex moglie del romantico artista, Maria Elena, porterà non poco scompiglio nella vita della ragazza, facendole capire che a volte l’amore tranquillo e sicuro non è poi così male.

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Insomma, svariate tematiche porta con sé Woody Allen in “Vicky Cristina Barcelona”. Primo fra tutti i rapporti di coppia e l’amore, analizzato e spiegato da più punti di vista e da personaggi molto diversi tra loro, i quali vivono e sentono i sentimenti umani in maniera del tutto personale.

La monotonia e la disperazione della vita, tematica chiave nel cinema di Allen, il quale anche in questa pellicola non rinuncia a trattare, pur portandola in maniera molto soft e non esasperata. Insomma, quale è il modo, sempre se questo esista, per affrontare la futilità e la tristezza della vita, si chiede Woody Allen?

Ed ecco, che ogni personaggio fornisce la propria personale risposta. Chi come Cristina e Juan Antonio credono che il modo per farvi fronte sia vivere a pieno, senza porsi troppe domande e senza pensare alle conseguenze. C’è solo qui ed ora.

Chi come Vicky crede che la soluzione arrivi dal vivere una vita strutturata e ordinata, nella quale tutto è calcolato. E poi c’è chi come Maria Elena è vittima della propria emotività e che una via ben delineata non l’ha ancora trovata.

Ma in tutto ciò, le due ragazze, le quali si ritroveranno a vivere delle emozioni e delle esperienze molto forti, ad un certo punto si fermano. Capendo che forse in Cristina c’è un po’ di Vicky ed in Vicky c’è un po’ di Cristina.

Una risposta non c’è. Non so quello che voglio, so solo quello che non voglio, dice Cristina.

IL TRAILER DEL FILM

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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