Ventisette anni di F∙R∙I∙E∙N∙D∙S: la chiave del successo di una delle sitcom più amate di sempre

“I’ll be there for you – ‘Cause you’re there for me too”. Bastano queste poche parole cantate dai The Rembrandts, una fontana e un divano per ritrovarsi nel Greenwich Village, a New York. Perché questo è l’effetto che fa la sigla di “F∙R∙I∙E∙N∙D∙S” dall’ormai lontano 22 settembre 1994.

Dieci stagioni, duecentotrentasei puntate in dieci anni ma la sitcom di Marta Kauffman e David Crane continua a cavalcare l’onda del successo ancora oggi.

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Come definire F∙R∙I∙E∙N∙D∙S? Come suggerisce il titolo (che invece originariamente doveva essere Insomnia Café), si tratta semplicemente della storia di sei amici che affrontano insieme la transizione dai venti ai trent’anni tra relazioni romantiche, sfide professionali, lotte familiari, esattamente come la gran parte dei giovani adulti degli anni ’90. È una storia di amicizia e di amore, di famiglia “non di sangue ma per scelta”, una storia di crescita. E i giovani degli anni Novanta, ma anche i cosiddetti millennials, sono cresciuti insieme a loro.

In F∙R∙I∙E∙N∙D∙S abbiamo scoperto il valore della vera ricchezza insieme a Rachel Green (Jennifer Aniston), che è arrivata in fuga dal suo matrimonio come una figlia di papà, viziata e snob, ma ritrovando un porto sicuro nella storica amica del liceo Monica ha cominciato a lavorare come cameriera per giungere a realizzare il suo sogno lavorando nel campo della moda. Insieme a lei abbiamo sospirato per la sua travagliatissima storia d’amore con Ross, abbiamo amato da subito la piccola Emma e sopportato l’ossessione di Gunther.

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Abbiamo sorriso per le tenere stranezze di Ross Geller (David Schwimmer), fratello maggiore di Monica, paleontologo orgoglioso della sua passione per i dinosauri. Figlio prediletto dai genitori, impacciato in tutte le situazioni e sfortunatissimo in amore (riuscendo a collezionare ben tre divorzi prima dei trent’anni), ci ha fatto sorridere con il tormentone we were on a break einsegnato che troppo borotalco non aiuta con i pantaloni di pelle.

Ci siamo fatti conquistare dalla dolcezza e disponibilità di Monica Geller (Courteney Cox), che nonostante le sue manie di controllo e di pulizia e la sua estrema competitività, è stata la “mamma del gruppo”. Chef appassionata e secondogenita che spera di riuscire a guadagnare l’appoggio dei suoi genitori, Monica ci ha regalato grandi risate e forti emozioni, come nella proposta di matrimonio a Chandler e nel duro percorso dopo la scoperta di non poter diventare davvero una madre.

E chi avrebbe mai detto che lo strano amico del college di Ross, Chandler Bing (Matthew Perry), sarebbe poi diventato l’amore della vita di Monica? Rischiando di sembrare spesso inopportuno, Chandler maschera la sua insicurezza dietro lo scudo dell’ironia e del sarcasmo. Nonostante le sue freddure che gli fanno quasi perdere il lavoro (anche se nessuno era in grado di rispondere alla domanda Che lavoro fa Chandler?) e gli rendono difficile approcciare con le ragazze, Chandler si è rivelato un uomo romantico ed amorevole, paziente e comprensivo in una storia d’amore che ci ha fatto sognare.

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Ancor più stravagante appare l’ingenua ed altruista Phoebe Buffay (Lisa Kudrow), che anche a causa della sua strana e difficile storia familiare è estremamente sopra le righe ed eccentrica. Tenera e sensibile, ci fa sorridere con la sua tendenza a credere a fenomeni paranormali o a fossilizzarsi su questioni piuttosto anomale. Massaggiatrice nella vita e convinta cantante per passione (farà cantare la sua Gatto rognoso a Lady Gaga), ci ha appassionati trovando il grande amore nel musicista Mike che ha sposato in una cerimonia intima sotto la neve di New York di fronte al celebre bar del Central Perk.

E ci siamo dispiaciuti per il mancato lietofine amoroso di Joey Tribbiani (Matt LeBlanc), forse quello che lo avrebbe meritato davvero. Perché Joey è l’amico di cui tutti avremmo bisogno: lascia Ursula per non perdere l’amicizia con Phoebe, rinuncia a Kathy perché pensa che Chandler possa amarla anche di più, fa di tutto per mantenere segreta la relazione di Monica e Chandler, accoglie la piccola Emma e Rachel ma seppur innamoratosi di quest’ultima, chiude la loro breve storia per l’amicizia con Ross. Aspirante attore italoamericano, affronta la sua altalenante carriera in tv e teatro senza mai rinunciare al suo sogno. Non dotato di una grande intelligenza, Joey ci ha subito conquistati con il suo grande carisma e il savoir-faire con le ragazze (con lo storico How you doin’?), con la sua insaziabile fame ed il suo ottimismo.

Sono passati 17 anni da quando quell’iconica porta viola si è chiusa l’ultima volta e i sei mazzi di chiavi dell’appartamento di Monica sono state lasciate sul piano della cucina. Eppure quella che probabilmente è l’ultima sitcom che rispecchia l’originale definizione continua ad avere grande seguito. Ne sono una prova i continui meme sui social, la presenza della sitcom su Netflix (e per i meno tecnologici, la riprogrammazione quasi annuale su Italia1) e l’hype che si è creato intorno all’evento Friends: The Reunion mandata in onda lo scorso 27 maggio su HBO e in Italia su Sky (oggi visibile su NowTV).

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Perché tutto questo successo di F∙R∙I∙E∙N∙D∙S? La chiave sta nel nome dello show: prima di tutto l’amicizia tra gli attori che sono tuttora legati (e la decisione dei produttori di puntare sull’ensemble, facendo sì che i sei protagonisti fossero tutti ugualmente importanti) ha permesso di creare un’armonia sul set e un coinvolgimento emotivo da parte del pubblico. E poi perché i sei F∙R∙I∙E∙N∙D∙S sono anche amici nostri: lasceremmo anche noi una copia delle chiavi di casa per permettere a Joey di fare uno spuntino quando il suo frigo è vuoto e faremmo di tutto per andare a prendere un caffè tutti insieme sull’unico divano arancione che potremmo mai comprare. Quello del Central Perk.

di Sara Paneccasio

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Sara Paneccasio
Classe 2001 e studentessa di “Letteratura Musica Spettacolo” in Sapienza. Alla continua ricerca di meraviglia, di entusiasmo e di un significato in ogni cosa. Le piace lasciarsi attraversare dalle emozioni davanti ad un film, a una poesia o ad un’opera d’arte, riempire i polmoni di bellezza fino a sentire il bisogno di sospirare. Ama l’arte ai suoi antipodi: sempre con la musica in sottofondo, da Vivaldi a Lady Gaga passando per Queen, Jovanotti, Achille Lauro o Ultimo; perde il fiato davanti alle sculture di Canova, agli stencil di Banksy o alle tele di Perez. Con il cuore diviso tra Abruzzo e nord della Francia, ama viaggiare in treno o in aereo, ma mai senza auricolari o un libro di poesie e una matita tra le mani.

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