Green Pass e limitazioni: mondo della musica in rivolta

Tra voci di corridoio, notizie più o meno veritiere che rimbalzano ovunque, l’incertezza è ancora la protagonista riguardo le possibilità di riaperture totali o quasi di stadi, cinema, teatri ed eventi in generale.

Sergio Mattarella, firmando ieri il decreto Green pass, ha esteso l’obbligo della certificazione anche nei luoghi di lavoro, pubblici e privati. L’obbligo scatterà dal 15 ottobre. Chi ne sarà sprovvisto non percepirà lo stipendio, ma non ci saranno sospensioni o licenziamenti. La patata bollente è ancora in mano al Governo che sembra intenzionato a portare all’80% la capienza di teatri, cinema e stadi. La data decisiva potrebbe essere quella del 30 settembre quando avverrà una valutazione che includerà anche le discoteche.

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Il mondo dello spettacolo, degli eventi ludici e sportivi, rimane in attesa. Un’attesa snervante che vede migliaia di lavoratori sul lastrico.

Se la produzione sembra aver ripreso a buon ritmo, complice l’ottima ispirazione avuta da attori e registi in questo anno e mezzo di buio, il contraltare è la difficoltà a tornare sui palchi, a riabbracciare per intero il pubblico.

Cosa che però non sembra valere per la cosiddetta “casta”. Comizi e campagne elettorali, da destra a sinistra, fanno il bello e il cattivo tempo. L’ormai ex premier Giuseppe Conte è stato però quello che più di tutti ha scatenato l’ira social di alcuni artisti.

Ermal Meta ha commentato tra l’ironico e l’arrabbiato l’evento a Cosenza in cui il leader del Movimento 5 Stelle ha incontrato in piazza centinaia e centinaia di persone senza distanziamenti, senza mascherine, senza alcun controllo. “Quindi da domani – scrive il cantante – le capienze degli spettacoli in generale tornano alla normalità?”.

L’artista italoalbanese con una storia su Instagram ha anche chiesto scusa al tanto criticato Salmo per il suo concerto a Olbia. “Chiedo pubblicamente scusa a @lebonwsky (nick name sul social di Salmo ndr) per la battuta che ho fatto dopo il suo concerto a Olbia. A giudicare da queste immagini (quelle del comizio di Conte ndr), ora penso che avesse ragione lui”.

Lo stesso Salmo non si è lasciato scappare l’occasione di far sentire la sua voce. A modo suo, come sempre. ““In questi giorni è iniziato il Flop tour (in riferimento al nuovo album in arrivo il primo ottobre, ndr), abbiamo riempito le piazze d’Italia. Grazie a tutti la vostra accoglienza è stata incredibile, ora andatevene a faxxxlo!”.

Non è stato solo lui a farsi saltare la mosca al naso. Anche Piero Pelù, sempre via social, ha criticato apertamente il privilegio di cui ha goduto il politico. “Assembramenti: due pesi e due misure. Migliaia di lavoratori del mondo dello spettacolo sul lastrico perché la politica italiana impone massime restrizioni all’aperto e non sa decidere le capienze al chiuso per la stagione imminente. La politica italiana però non si fa scrupoli sulle proprie capienze nei comizi. Noi artisti non vi faremo più tanto divertire”.

Il tutto corredato con un’immagine dell’ex premier tra la folla calabrese.

Anche Enrico Ruggeri, che già un mese fa creò scalpore ponendo gazebo per tamponi all’ingresso del suo concerto, punta sul lato del divertimento. “Mi fa piacere per lui (Conte ndr), ma suona come l’ennesimo sfregio ai cantanti che ci fanno divertire”.

Alla protesta si è unito Fedez, che proprio da Conte fu utilizzato come sponsor per la sua politica durante il periodo di lockdown.

“Mi continuo a domandare perché solo in Italia non si fa letteralmente nulla per introdurre norme e progettualità per far ripartire il mondo dello spettacolo con gli strumenti che oggi sono a disposizione e potrebbero garantire la sicurezza di tutti – le parole sui social del cantante milanese -. E se da una parte il Ministero dei beni culturali e il Governo non fanno nulla, dall’altra veniamo deliziati da queste immagini festose che rappresentano un vero e proprio schiaffo in faccia per intere famiglie che per voi evidentemente sono inesistenti. La vostra propaganda non può venire prima delle persone. Quando parliamo di concerti e di spettacoli non stiamo parlando di stronzate di poco conto, ma parliamo di più di 200 mila lavoratori falcidiati da due anni di immobilità quasi totale e politiche assenti. C’è un intero settore in ginocchio da due anni, dimenticato da tutti. Fate caxxre”.

Quasi a sorpresa, ma non troppa visti i rapporti tra i due, arriva la risposta via social di Giuseppe Conte proprio al marito di Chiara Ferragni.

“Buongiorno Fedez, mi rivolgo a te e agli artisti che, come te, in queste ore state lamentando le restrizioni per la cultura e lo spettacolo, mentre invece gli incontri della politica avvengono con piazze gremite di gente. Non va bene e infatti sono quattro o cinque giorni che lo sto dicendo in tanti punti stampa. Dobbiamo ripartire tutti insieme e la filiera della cultura, dello spettacolo ma anche degli eventi sportivi che ha tanto sofferto, deve poter ripartire. Non va bene portare la capienza all’80%, dobbiamo portarla al 100%. Dobbiamo ripartire forti, dobbiamo ripartire tutti insieme”.

L’ex premier dunque non si fa pregare e non perde l’occasione di rispondere sul tema delle riaperture dei luoghi di spettacolo e cultura che lui stesso contribuì a limitare.

Venerdì comunque è previsto un incontro stampa a Milano con le principali agenzie live teso a inviare un messaggio forte alle Istituzioni per cercare un modo di sbloccare la situazione in cui si sono arenate.

Il mondo dello spettacolo, in particolare quello della musica, è ormai sul piede di guerra. Con l’obiettivo di tornare al più presto ad abbracciare tutto il pubblico e per non essere considerato di serie B rispetto a quella “casta” che anche in questo caso sembra godere di privilegi non dovuti.

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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