Trainspotting, in arrivo una serie tv su Begbie

Adattamento del romanzo di Irvine Welsh, “Trainspotting” (1996) è un vero cult. Una pellicola, diretta da Danny Boyle, capace di segnare un’intera generazione. Nel 2017 all’uscita di “Trainspotting 2“, il regista statunitense, a distanza di circa vent’anni, raccontò cosa ne era stato del famigerato gruppo di amici scozzesi, Mark (Ewan McGregor), Sick Boy (Jonny Lee Miller), Spud (Ewen Bremner) e, naturalmente, Begbie (Robert Carlyle).

Ed è proprio quest’ultimo, il più scalmanato del gruppo, colui che neanche si faceva di droga, si faceva di gente, il protagonista di una notizia diffusasi nelle ultime ore. Questa, parrebbe confermare la decisione di produrre una serie tv dedicata all’iconico personaggio, interpretato dal bravissimo Robert Carlyle.

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La serie sequel sarà basata su un altro romanzo di Irvine Welsh del 2016, “The Blade Artist”, il quale racconta e si focalizza sul passato e il presente di Begbie. Danny Boyle, aveva già anticipato nel film del 2017, il passato tormentato dell’irriverente Begbie, scandito da un’infanzia turbolenta e da un padre alcolizzato.

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In chiave e in ottica decisamente introspettiva, caratteristica assente nel film del 1996, in Trainspotting 2 Begbie lasciò, invece, da parte, per un breve momento, il lato duro e rabbioso per confessarsi e riaprire quelle ferite dell’infanzia, le quali lo portarono a diventare ciò che è.

La serie tv riprenderà da quanto accaduto nell’ultimo film e si svolgerà a San Francisco, luogo in cui l’uomo vive con la moglie e le figlie. Ma è lo stesso Robert Carlyle a raccontarlo, durante un’intervista rilasciata a NME.

“Abbiamo chiacchierato un bel po’ di recente con Irvine e con un paio di ottimi produttori a Londra su come continuare la storia. Come sai, c’era un altro libro intitolato The Blade Artist che parlava interamente di Begbie e della sua pazza storia. La produzione è ancora agli inizi, ma sembra abbastanza probabile che si farà.

Stiamo pensando di farlo come un evento televisivo di sei ore, come si dice al giorno d’oggi. Qualsiasi cosa significhi. Ma mi sembra giusto vederla così, è Irvine adorava quell’idea. È una storia grande – è tutta ambientata a Los Angeles avanti e indietro fino a Edimburgo – ed è difficile fare tutto questo in un’ora e mezza!

Soprattutto se vuoi mantenere pura la base del libro. Penso che al giorno d’oggi anche alla gente piaccia questo tipo di cose. Quindi, dopo diverse chiacchiere abbiamo pensato che fosse la strada da seguire. Quindi questo è il piano”.

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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