The Kolors, la magia del revival anni Ottanta al Terzo Tempo del Peroni Village

L’indie, l’omaggio perenne agli anni Ottanta, le canzoni tormentone ma anche il carisma su e giù dal palco. I The Kolors, ospiti allo stadio Olimpico in occasione della sfida del Sei Nazioni tra la Nazionale Italiana di rugby e la Scozia, che ha registrato la sconfitta degli azzurri per 0-17, si sono rivelati un’ottima consolazione per chi si aspettava di veder vincere gli azzurri.

“Siamo contenti ed orgogliosi di essere il gruppo chiamato ad aprire il Peroni Terzo Tempo Village 2020, un grande momento di condivisione”, hanno detto arrivando a Roma per il concerto del post-partita. Un’occasione per fare il punto sulle prospettive di questa stagione musicale. “Ci auguriamo he il 2020 sia, per noi, un anno importante”, ha detto Antonio “Stash” Fiordispino, voce e chitarra della band. “Certo, siamo scaramantici e quindi non azzardiamo previsioni, anche se non vediamo l’ora di imbarcarci nel lungo tour che ci porterà a spasso per la Penisola”.

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Mesi importanti per questa band anche in virtù di successi come Pensar male, frutto della collaborazione con Elodie: uno dei brani tormentone dello scorso anno. Sul palco si sperimenta molto. “Il periodo musicale che perseguiamo è quello degli anni ’70, ‘80”, ha proseguito Stash. “Lo abbiamo appreso dai nostri genitori che erano musicisti e ne abbiamo fatto tesoro. Erano anni molto belli musicalmente parlando, sia a livello nazionale che internazionale”.

Un concerto che si è proposto anche come omaggio a tante band dal pop al rock, compresa una particolarissima cover di Radio Ga Ga dei Queen. Spazio anche a “citazioni d’autore come” Relax dei Frankie Goes to Hollywood e Il mondo di Jimmy Fontana, in una cover-medley unita con la recente “We are Young” di Fun.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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