The Boys 2, com’è iniziata la nuova stagione

The Boys è tornata. La seconda stagione è arrivata su Amazon Prime Video con i suoi tre episodi di lancio – i restanti usciranno ogni venerdì, fino al 9 ottobre – e sono ben sopra le aspettative. A che punto siamo? La serie tv ideata da Eric Kripke (Supernatural) continua sulla linea del fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, con importanti differenze: una time-line sfasata, l’assenza di alcuni personaggi (forse arriveranno in futuro) e il rimaneggiamento di altri (quest’anno c’è anche Stormfront, ma è una donna) che condizionano anche uno dei discorsi portato avanti dalla serie TV: l’immagine femminile nell’industria dei supereroi.

È un discorso meno pretestuoso di quello che sembra, che si lega bene alla sottotrama legata ad Abisso, ancora in esilio dopo gli scandali della prima stagione. E poi c’è Patriota: il figlio più vivo del revisionismo supereroistico, ma in questa stagione lo scopriamo più debole, vulnerabile. Dopo la morte di Stilwell, la scalata al potere è frenata sia dall’amministratore delegato Stan Edgar – arrendiamoci all’idea che Giancarlo Esposito possa interpretare solo il villain diplomatico -, sia dalla stessa Stormfront, una star dei social network, con una grande eloquenza e dei poteri fuori dal comune.

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In generale, un personaggio interessante, ma c’è ancora molto da sviluppare perché possa essere convincente. Al centro però, c’è la minaccia dei super-terroristi. Uno di loro è entrato clandestinamente in America: trovarlo è la possibilità per i nostri eroi di togliersi le taglie di dosso.

La seconda stagione inizia con un grande montaggio alternato: alla Vought discutono le condizioni per l’entrata dei Super nell’esercito, mentre Black Noir – finalmente – compie una vera e propria strage in medio oriente, sulle note si “Sympathy for the devil”, contro un super villain jihadista. Starlight deve trovare un suo posto nei Sette dovo la dipartita di Traslucent, lo scandalo con Abisso e gli intrighi che la vedono coinvolta con Hughie contro A-Train.

La seconda stagione sembra aver ripulito i personaggi da quella patina di retorica che li sporcava in passato, ma c’è ancora qualche tempo morto di troppo e dopo una stagione e mezzo ancora sfugge il ruolo di Queen Maeve: la sua sottotrama è una soap senza colore ed è un buffo controsenso, una serie che ride spesso della retorica democratica infila una sottotrama tanto per scaldare i cuori.

In attesa dell’arrivo di Fiaccola, godiamoci questo ritorno in grande stile e, per chi non l’avesse ancora fatto, il “Prime Rewind: Inside The Boys”, uno show di approfondimento condotto da Aisha Tyler, che dialoga con il cast e lo staff attorno alla realizzazione della serie. Fidatevi, ne vale la pena

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Alberto Mutignani
Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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