È morto Gigi Proietti, proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno

Ricoverato da giorni in una clinica romana per accertamenti, era stato colpito ieri da un grave scompenso cardiaco. Da subito le sue condizioni erano apparse molto serie. Proprio oggi Proietti avrebbe compiuto 80 anni. In una carriera lunga oltre 50 anni ha spaziato dal cinema al teatro. Memorabile il successo di “A me gli occhi, please”.

HA GUIDATO IL TEATRO STABILE D’ABRUZZO

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“Nelle prime ore del mattino – spiega la famiglia – è venuta a mancare all’affetto della sua famiglia Gigi Proietti. Ne danno l’annuncio Sagitta, Susanna e Carlotta. Nelle prossime ore daremo comunicazione delle esequie”.

“Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere”

Proietti era nato Roma il 2 Novembre 1940, in via Giulia nel cuore della città. Una città della quale ha vissuto nel corso degli anni le trasformazioni, i drammi, nonché la straordinaria capacità di rinnovamento, di recupero. Una città che gli è sempre somigliato come una madre somiglia al proprio figlio. Una città mai rinnegata, di cui continua a rappresentare gli umori e la memoria. Se la teatralità è anche espressione di un territorio, Gigi Proietti è una delle incarnazioni più compiute della teatralità.

Attore e regista teatrale, cantante, doppiatore, maestro di recitazione, imitatore, interprete al cinema e mattatore in televisione, fin dagli anni Sessanta. Chi non lo ricorda, a teatro o in tv, seduto sul baule dei costumi di scena – simbolo supremo del mestiere – in A me gli occhi, please o, con Ornella Vanoni nel varietà di Antonello Falqui Fatti e Fattacci? Chi non conosce a memoria almeno una strofa della canzone Che brutta fine ha fatto il nostro amore che Proietti sussurrava con la sua voce calda sui titoli di coda dello show televisivo di Ugo Gregoretti Sabato sera dalle 9 alle 10? O, ancora, Nun je da’ retta Roma, il brano musicale composto da Armando Trovajoli, con testi di Luigi Magni, scritto per la colonna sonora del film La Tosca e interpretato da Proietti nei panni del pittore Mario Cavaradossi.

E poi l’avventura straordinaria del Silvano Toti Globe Theatre di Roma di cui è stato direttore artistico dal 2003. Un luogo magico che riproduce l’omonimo teatro elisabettiano di Londra dove Proietti mette in scena le opere di William Shakespeare nel cuore verde di Villa Borghese. 

Alla fine degli anni ’70 Proietti aveva fondato il primo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche in Italia, utilizzando con i suoi alunni una  didattica inconsueta, assegnando al canto e alla musica un posto di rilievo nella formazione dell’attore. Dal Laboratorio sono usciti artisti come Flavio InsinnaRodolfo Laganà, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Chiara Noschese, Massimo Wertmuller, Sandra Collodel e tanti altri.

Alcuni personaggi ormai entrati nell’immaginario collettivo come il “Mandrake” di “Febbre da Cavallo” o “Il Maresciallo Rocca” della popolare fiction. Doppiò Silvester Stallone in Rocky.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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