Dissacrante e caustico, Ricky Gervais mette in ginocchio il politically correct hollywoodiano

Non ha vinto un Golden Globe ma, come da previsione – questa sì rispettata – ha fatto parlare di se. Cinico, caustico, dissacrante e spigoloso, senza alcuna remora nello scoccare frecciatine a chiunque gli sia capitato a tiro, Ricky Gervais è senza dubbio il protagonista di questa 77esima edizione dei premi assegnati dall’HFPA, l’associazione stampa estera di Hollywood. E, in omaggio al principio del non fare una parola di meno di fronte a nessuno, anche quest’ultima è stata oggetto di una battuta al fulmicotone: “Kevin Hart fu licenziato dagli Oscar per alcuni tweet offensivi. Hello? Per mia fortuna la Hollywood Foreign Press parla a stento inglese. Non hanno idea di cosa sia Twitter“.

Un monologo di quasi dieci minuti in cui non ha risparmiato nessuno, dall’ipocrisia benpensante dell’establishment a stelle e strisce a quella di attori, registi, produttori e cast vario che, come sempre accade quando salgono su un palco per ringraziare del premio ottenuto, si rivolgono a Dio, affetti e speranze varie. Per loro, l’attacco più duro: “Cari attori, se vincete un premio stanotte, non fate discorsi politici. Non siete nella posizione di fare lezioncine al pubblico su nulla. Non sapete nulla del mondo reale. La maggior parte di voi ha passato meno tempo dietro i banchi di scuola di Greta Thunberg. Quindi, se vincete, venite qui, accettate il vostro piccolo premio, ringraziate il vostro agente e il vostro dio e andate a fan… “.

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Che con Ricky Gervais il politically correct fosse in grave pericolo lo si sapeva e, paradossalmente, è stato proprio questo l’elemento su cui tutti hanno focalizzato la propria attenzione. Perché la battuta al vetriolo fa male, certamente, ma la verità ancora di più. E’ il primo a saperlo e, quindi, ci scherza sopra: “Vi farà piacere sapere che questa è l’ultima volta che presento questi premi, quindi non mi interessa più nulla. Scherzo, non me n’è mai fregato. E neanche alla NBC interessa”. Per rompere il ghiaccio e preparare tutti a un fuoco serrato, con sorriso malizioso ha affermato: ” La limousine con cui sono arrivato ha una targa fatta da lei “, con richiamo allo scandalo legato a Felicity Huffman, fresca di arresto per corruzione. Il comico e sceneggiatore britannico è così, non fa prigionieri, come quando ha dato del baby Yoda a Joe Pesci.

Hollywood? No. Weinstein, Mia Farrow e Woody Allen. E quindi? Semplice, scandali sessuali. “Voi avete paura di Ronan Farrow”, ha dichiarato con riferimento ai produttori del cinema statunitense. Ronan Farrow è il figlio nato dalla relazione tra Allen e, appunto, Mia Farrow, colui che per primo ha portato alla luce gli abusi sessuali perpetrati da Weinstein. Dopo un brevissimo ma interminabile silenzio, in cui era chiaro che la bomba stava per esplodere, ha detto: “Sta venendo a prendervi“. Risate sincere e imbarazzate in sale. Imbarazzo come quando, nel parlare del film “I Due Papi“, ha citato Neverland e la pedofilia.

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Come detto, nessuno è rimasto incolume dalla sua furia linguistica. Sopraffina ma pungente, cattiva ma precisa, senza freni ma controllata. Martin Scorsese è stato preso di mira per le sue dichiarazioni sui film Marvel, Leonardo Di Caprio per la sua fidanzata assai più giovane di lui e anche la tv non si è salvata: da Amazon alla Disney, passando per la Apple (paragonata all’Isis!!!) e Netflix, Gervais ne ha avute per tutti.

A nessuno interessa più niente dei film, nessuno va al cinema. Tutti guardano Netflix. Questo cerimonia avrebbe più senso se venissi qui semplicemente a dire Brava Netflix, hai vinto. Tutto. Apple si è messa in gioco con le serie tv con The Morning Show, un drama superbo sull’importanza della dignita e del fare la cosa giusta… Le compagnie per cui lavorate, è incredibile… Apple, Prime Video, Disney. Se l’ISIS lanciasse il suo servizio streaming, contattereste subito il vostro agente, vero?

Gervais, un rullo compressore di satira. Una bordata addosso alla faccia pulita ma sporca nell’anima e corrotta nel sangue di Hollywood. Nessuno ne è uscito indenne. E ha solo scherzato. Pensate cosa sarebbe accaduto se avesse fatto sul serio.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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