Rhapsody Of Fire: Alex Straropoli presenta “Glory For Salvation”

Rhapsody Of Fire, la leggenda dell’heavy metal tricolore. Sinfonico, power, epic, attribuitegli tutte le sfumature che ritenete necessarie o indicative della personalità della band, l’essenza non cambia. “Glory For Salvation” è il tredicesimo studio album della band ed è stato mixato e masterizzato da Sebastian “Seeb” Levermann.

Nell’ultimo studio album l’energia di ogni membro della band scorre con precisione e furia, i cori si intersecano con la superlativa voce di Voli in una cinematica escalation polifonica orchestrale verso le più alte e epiche vette musicali, gli assoli profondamente ispirati del chitarrista Roby De Micheli e le magiche orchestrazioni di Alex Staropoli creano ancora una volta il loro caratteristico sound.

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Ne abbiamo parlato proprio con Alex Straropoli, cuore e anima dei Rhapsody of Fire.

E’ da poco uscito Glory For Salvation, secondo capitolo di una trilogia avviata nel 2019 con The Eight Mountain. Cosa lega i due album?

Il legame dei due album è dovuto al fatto che Glory For Salvation è il proseguimento della storia iniziata con The Eighth Mountain, ossia quello che accade nel momento in cui il nostro eroe, Kreel, torna nella sua forma umana. In questo disco si susseguono svariati eventi che porteranno poi al terzo capitolo della saga.

Parliamo del processo di songwriting: quanto è durato e come si è svolto? Gli eventi legati alla pandemia hanno influenzato la tua scrittura o le atmosfere del disco?

La pandemia non ha avuto nessun impatto sul processo compositivo che era già iniziato nel 2019. Avevo già programmato che dopo il tour del 2020 mi sarei dedicato al completamento del lavoro del nuovo disco nel mio studio. Vivendo in Inghilterra ho potuto sempre uscire per fare jogging o stare all’aria aperta a piacimento.

Le palestre erano chiuse per un breve periodo ma mi sono attrezzato in casa. Avendo la fortuna di avere un giardino ho passato il periodo in tranquillità. Tra l’altro è ormai da oltre 20 anni che lavoro in “lockdown”, ci sono abituato e non sono una persona che cerca soddisfazioni nella vita sociale, anzi.

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Il sound presente su disco tiene fede al connubio tra elementi orchestrali ed heavy metal. In quest’occasione avete aggiunto anche strumenti inusuali, come l’uillean pipe. È un tuo obiettivo, quello di arricchire la tua proposta pur mantenendo intatto il trademark della band?

Penso che qualsiasi strumento Barocco, Medievale o Celtico possa integrarsi benissimo con la nostra musica. Su questo disco ci sono vari elementi che si alternano, devo dire che mi sono divertito parecchio a registrare i strumenti solisti.

“Terial the Hawk” è il singolo estratto dal full-length. Vuoi parlarci di questo brano?

Questo brano nasce proprio dall’idea di voler usare la Uillean Pipe, l’arpa celtica, i flauti e vari archi. Associare suoni acustici all’energia del metal è sempre stato un mio grande desiderio, ovviamente utilizzando strumenti originali e musicisti di talento.

Come è cresciuto l’impatto, in termini di composizione o di spunti sui quali lavorare, di Giacomo Voli in questi anni? La sensazione è che la band sia sempre più affiatata…

Sono responsabile della band da un decennio ormai e mi occupo praticamente di tutti gli aspetti legati al gruppo. Comporre, arrangiare, produrre e registrare. Ritengo che la fase di registrazione sia un’estensione della composizione, lavoro che devo fare in prima persona per assicurarmi che tutto proceda nella direzione giusta.

Oltre che a comporre brani da solo, molto viene fatto a quattro mani assieme a Roby. Selezioniamo svariati riff e varie parti di chitarra assieme per poi sviluppare le varie idee. Giacomo ha scritto tutti I testi relativi alla saga, ideata a sua volta da Roby. Entrambi hanno fatto davvero un gran lavoro. Giacomo sta dando il massimo e registrarlo da grosse soddisfazioni.

È propositivo e al contempo comprende la validità del nostro stile unico, integrandosi alla perfezione. Anche la sezione ritmica ha la sua importanza ovviamente. Alessandro Sala e Paolo Marchesich sono due macchine da guerra. La band sul palco ha raggiunto un affiatamento tale da riuscire a divertirci nonostante i brani domandino un certo impegno tecnico.

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In questi giorni si è tornati al 100% di presenze ai concerti. Questo aspetto contribuirà a farvi tornare in tour? Cosa ne pensi dello stato di salute della scena metal italiana?

Sicuramente una buona notizia! Abbiamo il tour europeo pronto per gli inizi del 2022, 30 date in cui torneremo sui palchi a suonare i brani classici ed i più recenti, includendo sicuramente qualche canzone nuova. Non vediamo l’ora di rincontrare tutti i nostri fans. L’Italia è piena di musicisti validissimi, in molti generi musicali e questo ti fa sentire fiero. Come accennavo in precedenza io vivo parecchio “isolato” e sono sempre al lavoro su nuova musica, tendo quindi ad ascoltare poco o nulla di metal a dire il vero. Ho visto che gli Eldritch hanno rilasciato un nuovo album e mi fa molto piacere, sono proprio forti.

Siamo in chiusura, grazie per la disponibilità e per aver risposto alle nostre domande. Vuoi salutare i lettori di The Walk of Fame magazine svelando i piani dei Rhapsody of Fire per l’immediato futuro?

Grazie a voi per lo spazio che ci dedicate! Ci sono alcune novità in arrivo, quindi vi invito a tenere d’occhio i nostri canali ufficiali nelle prossime settimane!

Invito tutti anche a visitare il nostro online store: rhapsodyoffire.merchcowboy.com

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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