Perfect Day, il viaggio introspettivo di Lou Reed tra amore, droghe e rimpianti

Perfect Day, cioè il giorno perfetto. Lou Reed lo ha visto, lo ha vissuto, lo ha sentito sulla sua pelle e lo ha omaggiato con una poesia. Lo ha, inoltre, immortalato in uno dei suoi brani più conosciuti. Una poesia o forse, un epitaffio.

Il pezzo, contenuto sul lato B del singolo Walk of the Wilde Side, è stato pubblicato il 24 novembre del 1972, ed è contenuto nell’album Transformer stampato dalla RCA Records.

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Il full-lenght uscì nel periodo in cui lo split con i Velvet Underground era diventato inevitabile. Frizioni interne e ambizioni personali, coniugate con i vizi e gli stravizi di Reed e degli altri componenti della band furono artefici della rottura della formazione newyorkese.

Ognuno per la sua strada e tanti cari saluti a un gruppo che, come pochi altri negli anni Settanta, è stato realmente artefice di una rivoluzione. Per il cantante e chitarrista il debutto solista avvenne con un disco omonimo. Non ebbe grande successo commerciale e fu pesantemente stroncato dalla critica.

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Lo stesso Reed ammise di non esserne pienamente soddisfatto e così, a distanza di pochi mesi, diede alle stampe Transfomer.

Un lavoro iconico, tra i migliori della carriera solista di Lou Reed. Al suo interno sono contenute alcune tra le hit più celebri della sua discografia. La RCA affidò la produzione a David Bowie, spalleggiato dal fedele Mick Ronson. La registrazione del disco avvenne a Londra.

Sono molti a sostenere che la presenza di Bowie abbia dato a Reed quelle motivazioni ulteriori per scrivere testi raffinati, a tratti criptici e introspettivi, pur se contornati da una chiave poetica elegante e raffinata, sintomatica della poetica di entrambi.

Perfect Day è, forse, l’archetipo del lirismo del Reed cantautore.

La chiave di lettura del testo è apparentemente una sola. L’autore del brano trasse l’ispirazione per scriverlo dopo una passeggiata a Central Park, cuore verde di New York. L’essenza della natura, composta da profumi, colori, atmosfere e suggestioni, rappresentarono la base per raccontare un amore sincero.

Perfect Day è una dedica, quella per la fidanzata Bettye Kronstad che anni dopo diverrà sua moglie.

Ma l’immersione nell’incantevole semplicità della natura è il modo migliore per ritrovare la serenità con se stessi, per scrollarsi di dosso i propri fantasmi, le proprie angosce e le claustrofobiche turbolenze dell’anima.

Lou Reed di conflitti interni ne ha sempre vissuti un’infinità, fin dai tempi dei Velvet Underground. Il Giorno Perfetto, infatti, potrebbe essere anche quello nel quale ha trovato la consapevolezza di dover reagire di fronte ai propri demoni.

Ecco, quindi, che, pur se mai esplicitamente rivendicato, il testo del brano potrebbe essere un’allusione al rapporto tra l’artista e le droghe delle quali è stato a lungo succube e schiavo. Ma anche una sincera riflessione sul passato e suoi condizionamenti ne hanno minato il percorso umano.

E’ un brano malinconico e dolce, delicato e introspettivo.

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You just keep me hanging me on“, canta. E nell’ambiguità della frase, il riferimento potrebbe essere all’amore della sua vita oppure alla prossima dose, quella che per un eroinomane è indispensabile per tirare avanti.

Non a caso, il brano, è parte della colonna sonora del film Trainspotting del 1996, diretto da Danny Boyle.

You’re going to reap just what you sow“, recita a un certo punto del brano. “Raccoglierai ciò che hai seminato”, letteralmente. Già, ma il riferimento a cosa è: al passato e agli errori oppure al presente e al futuro ancora tutto da scrivere?

Perfect Day è un viaggio di sola andata, un’ammissione dell’essere Lou Reed. Decriptarlo aiuta a comprenderlo, ma non smaschera quella patina di ambiguità che ne ha certificato il successo. Dei suoi tanti epitaffi musicali, questo è tra i più sinceri.

Lou Reed – Perfect Day

Just a perfect day
Drink sangria in the park
And then later, when it gets dark
We go homeJust a perfect day

Feed animals in the zoo
Then later a movie, too
And then homeOh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you

Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging onJust a perfect day
Problems all left alone
Weekenders on our own

It’s such funJust a perfect day
You made me forget myself
I thought I was someone else
Someone goodOh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you

Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging onYou’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow

https://www.youtube.com/watch?v=QYEC4TZsy-Y

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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