Pinewood, festa per migliaia: L’Aquila capitale Indie per un weekend

La parola Indie in Italia vuol dire tutto e non vuol dire niente. Un contenitore talmente variopinto di generi musicali da inglobare quasi tutti gli scenari della musica emergente. Fin qui, ci sarebbe poco da stupirsi. Il punto è che, complici gli ascolti in streaming, gran parte delle etichette discografiche ha iniziato a investire in progetti sperimentali.

Negli ultimi anni, di fatto, anche la scena di Sanremo si è riempita di artisti Indie, inglobando stili e forme che non erano certo appannaggio del festival della canzone d’autore. Se affermiamo, dunque, che per quattro giorni L’Aquila è stata al centro della scena nazionale Indie, affermiamo che, grazie al festival Pinewood, il capoluogo ha costituito una delle attrattive della musica pop. Questo grazie a un cartellone fatto di artisti capaci di attirare spettatori anche da fuori.

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Il risultato? Circa duemila presenze a sera, nel parco ex Reiss Romoli, con due palchi allestiti in un’area esterna tanto da consentire – non senza fatica – il rispetto delle normative anti-covid. Domenica il concerto finale, con Aiello e Gazzelle, cantautori amatissimi nella scena It-Pop, in una serata dal sapore di altri tempi. “Siamo contenti di queste belle energie”, commentano Davide Romano e Luca Speranza, per conto degli organizzatori.

“Siamo contenti, soprattutto, di esser riusciti a coinvolgere così tante persone, anche da fuori città. Non ci aspettavamo questa risposta”. E dire che l’esordio non è stato dei migliori: prima il forfait di Francesca Michielin a causa della positività di un dei componenti dello staff. Poi la “nuvola di Fantozzi” su Coppito a spingere gli organizzatori ad annullare la serata. Le cose sono andate meglio nei giorni successivi, con concerti veramente memorabili.

Sul palco anche Willie Peyote, Frah Quintale, Ariete, Tutti Fenomeni, Bnkr44, Vipra così come  See Maw, Eseho, Hu e Masamasa. Una vetrina anche per la scena abruzzese con Lingue, Sirente, Stillpani, Itsgiuz, Il nome è puramente indicativo, Muffa, Lozzy, Lithium Quartet e L’Ode sul palco in seconda. 

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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