Piero Pelù duro con Israele: ha chiuso donne, bambini e uomini in un campo di concentramento

Quanto sta accadendo tra Israele e Palestina non lascia indifferente la comunità internazionale. La guerra che vede coinvolte le due popolazioni, falcidiate da decenni di conflitti armati e sempre più lontane dalla pace, sconvolge il mondo che s’interroga sul come far cessare il fuoco. Uno scontro che ha già provocato centinaia di vittime tra morti e feriti, molti dei quali bambini e donne. Ogni giorno decine di innocenti perdono la vita a causa di un evento bellico che li vede protagonisti come parte attiva, ma solo perché presenti al posto sbagliato nel momento sbagliato.

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Anche il mondo della musica non resta indifferente e grida il proprio sconcerto, rivolgendo un appello di pace e auspicando che tutto si risolva nel più breve tempo possibile. Il prezzo del conflitto è già grave. Anche Piero Pelù è intervenuto e affidato ai propri account social network il suo pensiero.

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“Quella tra Israele e la Palestina non è una guerra, perché le guerre si combattono tra eserciti ad armi più o meno pari. Israele ha chiuso in un campo di concentramento chiamato Gaza 2 milioni di donne, bambini e uomini. È vero, ci vivono anche i sanguinari terroristi di Hamas che sparano razzi su Israele ma questi estremismi, che io non giustificherò mai, derivano da due cose: l’arroganza dittatoriale sionista nei confronti del popolo arabo; i problemi di Netanyahu ad avere una credibilità stabile dopo gli scandali che lo hanno coinvolto. E allora guerra, anzi, strage di civili come nel 2014 e come tutte le altre volte dal 1945 ad oggi. ONU ed EU abbiano il coraggio di fermare questa ennesima dimostrazione di arroganza internazionale perché ne va sempre di più della Pace mondiale”.

Una presa di posizione dura, quella del cantante e leader dei Litfiba. Parole che non lasciano spazio a fraintendimenti e che faranno sicuramente discutere.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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