“Nosferatu”, Robert Eggers dirigerà Anya Taylor-Joy nel remake del capolavoro espressionista

L’attrice argentina Anya Taylor-Joy, classe 1996 ha fatto letteralmente scacco matto. Pare ormai confermata la sua presenza nel prossimo progetto di Robert Eggers, un remake del famoso film muto del 1922Nosferatu il vampiro”. La giovane artista, famosa principalmente per il ruolo nella miniserie televisiva “La regina degli scacchi” (2020), dopo aver collaborato con il regista statunitense in “The Witch” (2015) e in “The Northman” (prossimo all’uscita) è pronta alla terza collaborazione.

IL REGISTA E L’ATTRICE

A darne conferma è stata la stessa Anya Taylor-Joy, la quale pochi giorni fa, parlando con il Los Angeles Time ha raccontato i progetti futuri che la vedranno coinvolta.

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Dopo i cupi e affascinanti “The Witch” e “The Lighthouse” (2019), la carriera del giovane Robert Eggers, classe 1983 ha ormai spiccato il volo. Senza dubbio, molto ambizioso il suo prossimo progetto, il quale andrà a rendere omaggio nientemeno che al capolavoro del 1922 di Friedrich Wilhelm Murnau, film horror muto e capolavoro indiscusso del regista tedesco.

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Ispirato liberamente al “Dracula” (1897) di Bram Stoker, “Nosferatu” è il caposaldo del cinema espressionista, una delle correnti contenute all’interno delle avanguardie del cinema tedesco degli anni ’10 e ’20 del Novecento.

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L’uso assiduo del primo piano, temi misteriosi, personaggi allucinati e mondi distorti ed irreali. Queste erano le caratteristiche principali della corrente espressionista tedesca. Vedremo, dunque Robert Eggers quanto saprà rendere giustizia al film sul vampiro più famoso. Considerando le ambientazioni cupe di “The Witch” e la realtà (o forse no?) distorta ed allucinata di “The Lighthouse”, i presupposti sembrerebbero molto buoni.

IL FILM COMPLETO DEL 1922

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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