No, il Boss non era ubriaco

Man mano che emergono ulteriori dettagli sui guai giudiziari per fermo in stato di ubriachezza di Bruce Springsteen a novembre, sembrerebbe sempre più chiaro che la star del rock sia stata vittima di un “eccesso” da parte della polizia. Lo rivela il sito americano CoS, che cita il New York Post, fonti a cui a sua volta fa riferimento l’agenzia Adn Kronos. Nelle ultime ore si era diffusa la notizia che il livello di alcol nel sangue di Springsteen fosse superiore al limite legalmente concesso al momento del suo arresto. Ora, il New York Post ha condiviso altre informazioni sulle circostanze che hanno portato la polizia a fermarlo.

Citando un insider dell’industria musicale, il Post riferisce che Springsteen stava guidando la sua motocicletta (non era in auto come inizialmente si pensava) nella Gateway National Recreation Area, un parco federale nel New Jersey, quando si è fermato per scattare foto con i fan. Uno dei fan avrebbe poi offerto a Springsteen un bicchierino di tequila, “che ha preso, mentre era seduto sulla sua moto, che era ferma”. Secondo quanto riferito, un agente di polizia del parco ha osservato la scena e “ha immediatamente fermato Springsteen mentre si allontanava”.

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Poiché la vicenda è avvenuta in un’area sottoposta a norme federali, il caso di Springsteen sarà trattato in un tribunale federale e sarà gestito dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti a Newark. Springsteen dovrebbe, allo stato attuale, comparire davanti a un giudice entro un paio di settimane. Durante il fine settimana il rocker aveva fatto la sua prima apparizione commerciale in una pubblicità del Super Bowl per Jeep.

Dopo aver sentito la notizia dell’arresto, tuttavia, Jeep ha tolto lo spot da YouTube e ha rilasciato una dichiarazione. “Sarebbe inappropriato per noi commentare i dettagli di una questione di cui abbiamo solo letto e che non possiamo dimostrare”, ha detto un rappresentante dell’azienda. Il messaggio “di comunità e unità è più rilevante che mai. Come il messaggio che bere e guidare non possono mai essere tollerati”.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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