Connect with us

Cinema

New York celebra Fellini nel mese della cultura italiana: le iniziative programmate

La sua filmografia è così unica, ha dato vita al termine Felliniesque e alla parola Paparazzi

Published

on

Nel centenario della nascita di Federico Fellini, il Patrimonio e la Cultura Italiana (IHCC, NY) presenta una serie di discussioni online su Fellini e i suoi film, fatti e fantasia. La serie metterà in evidenza Fellini, l’uomo e la sua eredità, tra cui clip da alcuni dei suoi film più famosi: I Vitelloni, La Strada, Le Notti di Cabiria, La Dolce Vita, 8 1/2, e Amarcord.

Federico Fellini, sceneggiatore e regista italiano di molti film iconici, è stato nominato per molti Academy Awards, vincendone quattro per il miglior film in lingua straniera e il premio alla carriera dell’Accademia. Ha anche vinto prestigiosi premi al Festival di Cannes e alla Mostra del Cinema di Venezia. Ha ricevuto il Film Society of Lincoln Center Award per il successo cinematografico. Fellini ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

MyZona

Leggi anche: “La Strada”, il capolavoro senza tempo di Federico Fellini

A partire dal 30 settembre fino al 4 novembre, ogni mercoledì sera, settimanale, Fellini Sèries comprenderà una serie di esperti:

Richard Pena, professorei studi cinematografici alla Columbia University; Gianfranco Angelucci, sceneggiatore, autore e collaboratore di Fellini; Mauro Aprile Zanetti, storico e autore; Antonio VItti, Professore del Film e Direttore della Scuola Italia, Middlebury College; Giorgio Bertellini, Professore dei Studi del Film University of Michigan; Giancarlo Lombardi, Professore di Studi Italiani e Visivi; Eugenia Paulicelli, CUNY, Professore di Studi Italiani e Moda; Paolo Ceratto, autore e figlio di Caterina Boratto, attrice in tre film di Fellini; e membri del consiglio di amministrazione come host di sessioni.

Leggi anche: Roma omaggia Fellini: un tratto del lungo Tevere porterà il suo nome

Le sue sceneggiature hanno attinto ai suoi ricordi d’infanzia, alle sue esperienze, ai suoi sogni e alla fantasia, che negli anni successivi ritraevano immagini stravaganti e barocche. Giulietta Masina, sua moglie, ha recitato in molti dei suoi celebri film. I suoi film si annosi anche per la scenografie, i costumi e la musica di Nino Rota. La sua filmografia è così unica, ha dato vita al termine Felliniesque e alla parola Paparazzi.

Leggi anche: FanoFellini: una retrospettiva dedicata al regista dei sogni

La serie cinematografica IHCC-NY Inc. è un programma di collaborazione con il John D. Calandra Italian American Institute of Queens College (CUNY) e la Società Dante Alighieri di New York City. Il Consiglio di Amministrazione di IHCC-NY Inc. è un gruppo di volontariato di professionisti, fondato nel 1976, la cui missione è preservare, promuovere e presentare il patrimonio e la cultura italiana e italo-americana durante tutto l’anno e, soprattutto, durante l’annuale Mese della Cultura Italiana di ottobre. Nonostante COVID 19, la celebrazione del tema di quest’anno continua, anche se virtuale.

CALENDARIO DEGLI EVENTI

30 settembre, dalle 17:00 alle 18:30 Gianfranco Angelucci, “Federico Fellini maestro di cinema e di verità”. Host, Uff. Mico Delianova Licastro

7 ottobre, 18:00 – 19:30 Richard Peña, “Il prezzo dell’amicizia: I Vitelloni“ Host, Nancy Indelicato

14 ottobre, 18:00 – 19:30 Mauro Aprile Zanetti, “Fellini – Morandi: La Dolce Vita” Host, Cav. Josephine Maietta

21 ottobre, 18:00 – 19:30 Antonio Vitti, “Il ballo senza fine tra F. Fellini e P. P.Pasolini” Host, Lucrezia Lindia

28 ottobre, 18:00 – 19:30 Giorgio Bertellini, “Novel and Arguable: Fellini in America Up To La Dolce Vita” Host, Rosa Casiello O’Day

4 novembre, dalle 17:00 alle 18:30 Panel Finale: Paolo Ceratto, Giancarlo Lombardi, Eugenia Paulicelli Hosts, Josephine Belli & Cav. Anthony Julian Tamburri PRESIDENTE / PRESIDENTE Comitato Italiano Per Il Patrimonio e La Cultura di New York, Inc.

Comm. Joseph Sciame MEMBRI DEL COMITATO Josephine Belli • Rosa Casiello O’Day • Uff. Mico Delianova Licastro • Nancy Indelicato • Lucrezia Lindia • Cav. Josephine Maietta • Maria Marinello • Cav. Anthony Julian Tamburri.

Per maggiori informazioni sul Comitato Italiano per il Patrimonio e la Cultura di New York,Inc, visita il nostro sito web all’indirizzo www.italyculturemonth.org.La serie è sponsorizzata in parte dal John D. Calandra Italian Ameri-can Institute (Queens College, CUNY) e dalla Società Dante Alighieri NYC, Inc

Cinema

Il mito intramontabile di Grease, simbolo della rebel generation

Published

on

Grease fil John Travolta Hoolywood

Generazioni e generazioni hanno rischiato di rimanere senza capelli per imitare John Travolta. Lui e la sua combriccola con giacchetti di pelle e litri di brillantina. Quella “grease” che ha dato il titolo al musical forse più famoso di sempre. Sicuramente il più longevo e apprezzato anche dai ragazzi di oggi. Chi non ha provato a fare un movimento “anca-bacino” sulle note di “Greased Lightning” ? In ogni villaggio vacanze che si rispetti almeno uno spettacolo dell’animazione è sempre stato ripreso da uno spezzone di questo film.

Brillantina, gelatina o cera che fosse, sono stati milioni i ragazzi che hanno provato a pettinarsi come Danny Zucco. 

MyZona

Risultati del pubblico a parte, lo stile del giovanissimo Travolta ha fatto la storia. Jeans, chiodo e atteggiamento da un lato spaccone. Un duro, amante dei motori e delle donne. Ma in grado di sciogliersi solo davanti a Sandy. La bella australiana conosciuta durante l’estate.

Come ogni bulletto che si rispetti Danny non poteva lasciar trasparire i suoi sentimenti verso di lei. Però, come in ogni storia d’amore che si rispetti, alla fine sarà proprio Cupido a trionfare.

Il tutto in un trionfo di canzoni travolgenti, balli e galloni di “grease”.

Il 16 giugno del 1978 usciva nelle sale cinematografiche americane questo splendido musical che ancora oggi, quando viene trasmesso in TV, tiene incollati al divano generazioni di ogni età.

GREASE NONOSTANTE LE POLEMICHE

Nonostante la cancel culture abbia provato ad additarlo come “sessista e razzista” il successo di questo film non è venuto meno.

Continua a rappresentare un simbolo, una favola in carne e ossa. Quell’amore estivo, nato al tramonto in spiaggia, sognato da milioni di ragazze in attesa del principe azzurro. O di un macho in decappottabile e sigaretta sempre accesa. 

Un film del 1978 ambientato negli anni ‘50. Impossibile non contestualizzarlo. Inutile, quanto stupido, fare il contrario. La stessa Olivia Newton John zittì le polemiche affermando che “è solo un film. È una storia degli anni Cinquanta, anni in cui le cose erano sensibilmente diverse. Tutti dimenticano che, alla fine, anche lui cambia per lei. Sandy è solo una ragazza che ama un ragazzo, e pensa che se proverà a cambiare, riuscirà nel suo intento. È una cosa abbastanza reale. Le persone lo fanno l’una per l’altra. E’ solo una divertente storia d’amore”.

Ed è stato proprio questo a far appassionare il pubblico. Attratto dai movimenti, dai canti, dal carattere di Danny Zucco. Dalla bellezza di Sandy Olsson. Dalla leadership di Rizzo che sotto quell’aria matriarcale nascondeva un bisogno di essere considerata una ragazza adolescente. E quante giovani donne hanno imitato le Pink Ladies. Quelle studentesse vestite uguali, un po’ ribelli e un po’ bambine. 

Perché “Grease” è stato questo. La trasposizione cinematografica del musical omonimo. Ma soprattutto una perfetta rappresentazione, almeno agli occhi del pubblico, dei “favolosi” anni ‘50. Il decennio in cui le star del cinema a stelle e strisce invasero le copertine delle riviste femminili. Da Marilyn Monroe alla piccola Audrey Hepburn, la cui immagine è legata a doppio filo con quel giro in Vespa insieme a Gregory Peck in “Vacanze romane”.

A distanza di 43 anni “Grease” continua a resistere nelle classifiche dei film più visti e apprezzati. E lo fa senza invecchiare. Perché, nonostante l’ambientazione, la storia e i personaggi sono senza spazio e al di là del tempo. Chiunque, ancora oggi, può riconoscervisi. Magari con maggiore difficoltà nel reperire un tubetto di brillantina. Ma qualche nonno, o papà, ormai calvo, sicuramente l’avrà conservato in qualche cassetto in soffitta. In ricordo di fantastiche “summer nights”.

Continue Reading

Cinema

Asian Film Festival, il programma della 18° edizione a Roma

Published

on

Asian Film Festival a Roma Giappone e Cina

Giappone, Corea del Sud, Cina, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam e Singapore. Saranno gli 11 Paesi coinvolti nella diciottesima edizione dell’Asian Film Festival, la manifestazione organizzata da Cineforum Robert Bresson e diretta da Antonio Termenini in programma dal 17 al 23 giugno al Farnese Arthouse di Roma (piazza Campo de’ Fiori 56).

Il ricco calendario, che prevede quattro proiezioni quotidiane, comprende 28 lungometraggi e 2 cortometraggi con 5 anteprime internazionali, 6 anteprime europee e numerose anteprime italiane. Un’iniziativa che rivolge in particolare il proprio sguardo agli esordi e ai “Newcomers”, i giovani registi più promettenti.

MyZona

Provengono dal Giappone il film di apertura dell’Asian Film Festival. “Wife of a Spy” di Kiyoshi Kurosawa, già vincitore del Leone d’Argento all’ultimo festival di Venezia e altre pellicole stranianti, divertenti e pieni di contaminazioni. Come “Dancing Mary” di Sabu, “Red Post on Escher Street” di Sion Sono e il più autoriale “Under the Stars” di Tatsushi Ohmori.

Leggi anche Lollapalooza 2021 si farà: rivelata la line-up completa del festival

Tra gli eventi speciali, avrà luogo la seconda edizione del Korean Day. Una intera giornata – sabato 19 giugno – dedicata al cinema sudcoreano in cui saranno presentati 4 lungometraggi e un cortometraggio, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Coreano di Roma. Lo sguardo impertinente e autoriale dell’Hong Sang-soo di “The Woman Who Ran” si alternerà alla commedia sentimentale amara “Our Joyful Summer Days”, allo sguardo sulle tradizioni delle pescatrici dell’isola di Jeju in “Everglow”, fino al noir al femminile di “Go Back”, della regista indipendente Seo Eun-young.

Altro evento speciale, in collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia è il Vietnam Day, che vedrà presentare il 22 giugno 4 lungometraggi in anteprima assoluta: si passa dagli straordinari successi, ancora nelle sale in Vietnam, di “Dad I’m Sorry”, commedia generazionale, e “Blood Moon Party”, nuovo inaspettato remake di “Perfetti sconosciuti”, all’affascinante “Rom” e l’horror “Home Sweet Home”. L’iniziativa porta a compimento una fruttuosa collaborazione con il Vietnam, dopo la promozione di cinema italiano a Hanoi e Ho Chi Minh City tenutasi lo scorso anno in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Hanoi e il consolato a Ho Chi Minh City.

Dalla Cina, verranno poi presentati una serie di opere significative. Le spiazzanti e abbacinanti “The Waste Land” e “Sons of Happiness”, firmate da registi esordienti ma dallo sguardo maturo, forte e riconoscibile, e “Mosaic Portratit”, inteso ritratto di un’adolescente vittima di un abuso.

Altri temi che percorrono in filigrana il festival sono i difficili e complessi rapporti familiari sviscerati nel cinese “Grey Fish”, in “Leaving Hom e” da Singapore, nel malese “Sometime, Sometime”, in “Malu” di Edmund Yeo e nel filippino “Tangpuan”Il senso di perdita dovuto a problemi economici (“Repossession”). Lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici dell’omnibus che attraversa cinque paesi “Mekong 2030”, seguendo il corso del fiume Mekong.

Completano il programma dell’Asian Film Festival, “Genus Pan” del maestro filippino Lav Diaz e l’anteprima europea dell’hongkonghese “Stoma”, film quasi-biografico sul fotografo e regista prematuramente scomparso Julian Lee.

Continue Reading

Cinema

The Gloaming – le ore più buie: dall’Australia il nuovo thriller disponibile su Disney Plus

Published

on

Non sono presenti molti prodotti australiani nel mondo delle serie tv e del cinema. Spesso le riprese vengono effettuate in Australia e Nuova Zelanda, grazie alla bellezza dei paesaggi sconfinati e alle molteplici possibilità che questi offrono, ma le produzioni effettivamente ambientate in quei luoghi sono sempre state più uniche che rare. Basti pensare a successi come Il Signore degli Anelli e True Detective, entrambi girati in Nuova Zelanda ma collocati, nella storia, altrove.

Questo è uno dei motivi che rende The Gloaming un prodotto interessante. Una serie thriller- sovrannaturale ambientata in Tasmania, dalle parti di Hobart, dove una donna viene brutalmente assassinata. A indagare sul caso vengono chiamati due detective dal passato tormentato, che si ritrovano a fare i conti, oltre che con le difficoltà delle indagini, anche con la corruzione locale.

MyZona

Leggi anche: Benny Goodman: ricordando “The King of Swing”

Ad indagare è la poliziotta poco ortodossa e problematica Molly McGee (Emma Booth), insieme all’ex marito e collega Alex O’Connell (Ewan Leslie). I due non si parlano da più di vent’anni, ma ora sono disposti a collaborare per scoprire la verità sull’efferato delitto, che sembra essere collegato ad altri omicidi irrisolti del passato, accomunati dalla corruzione politica e dalla presenza di pratiche occulte.

The Gloaming si sviluppa su una struttura crime piuttosto convenzionale, dove troviamo una coppia di detective che inizialmente si detestano ma pian piano legano sempre di più, c’è un delitto iniziale che scuote una piccola cittadina e rivela segreti inconfessabili e c’è un vecchio trauma, legato ai casi irrisolti del passato, che fa da collante per tutti i protagonisti. Uno schema classico che viene però reso unico dalle atmosfere cupe, che generano una forte suspance, e dalla componente sovrannaturale creata da delle presenze mute, che vivono nell’ombra e possono essere percepite solo da alcuni abitanti del luogo.

Leggi anche: Il Signore degli Anelli: annunciato il ritorno al cinema

La serie, creata da Victoria Madden e prodotta da Sweet Potato Film per Stan, che ne ha rilasciato tutti gli episodi il 1° gennaio 2020, è stata trasmessa da Starz negli Stati Unti ed è distribuita a livello internazionale da Disney plus, dove appare nella sezione dedicata agli adulti del catalogo Star.

Nel cast della serie troviamo, oltre ai già citati Emma Booth, vista in C’era una volta e Alex O’Connell (Top of the Lake), Martin Henderson, il Dottor Rigs di Grey’s Anatomy e Jack di Virgin River, nel ruolo di Gareth McAvaney. Al suo fianco Aaron Pedersen (Mistery road) nei panni dell’ispettore Lewis Grimsham, Rena Owen (The Orville) nella parte di Grace Cochrane, Josephine Blazer (True History of Kelley Gang) che interpreta Lily Broomhall e Matt Testro (Nowhere Boys) nel ruolo di Freddy Hopkins.

Al momento sembra si stia discutendo della possibilità di una seconda stagione, fortemente voluta dal governo della Tasmania, che si è reso disponibile a finanziare lo sviluppo della sceneggiatura di un potenziale seguito. Per ora non risulta nulla di ufficiale, ma gli autori sono al lavoro su nuove storie, sempre in collaborazione con l’emittente Stan.

Leggi anche: Lupin, la seconda stagione della serie Netflix delude le attese

La prima stagione di The Gloaming è composta da 8 episodi, disponibili a partire dall’11 giugno nel catalogo Star di Disney Plus, che saranno rilasciati con cadenza settimanale tutti i venerdì.

Continue Reading

In evidenza