Mulholland Drive torna al cinema per il 20° anniversario

In occasione dei vent’anni dall’uscita, “Mulholland Drive“, capolavoro indiscusso di David Lynch, torna al cinema restaurato in 4K da StudioCanal e distribuito dalla Cineteca di Bologna.

Per soli 3 giorni, ovvero il 15, 16 e 17 novembre, “Mulholland Drive” sarà disponibile in più di 100 sale italiane, nelle quali si potrà tornare ad ammirare sul grande schermo questa perla senza tempo e vero proprio cult del regista statunitense.

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Era il 2001 quando David Lynch presentò al mondo il suo nono lungometraggio, destinato ad entrare nell’immaginario collettivo, fino ad essere etichettato come il miglior film del 21° secolo, secondo un sondaggio del 2016 in cui la BBC chiamò a votare oltre 177 critici cinematografici da 36 paesi diversi.

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Colmo di simbolismi e più che mai onirico, la pellicola prende il nome da una delle strade più famose di Los Angeles, la Mulholland Drive. È proprio in questo luogo che inizia il film, il quale prenderà le sembianze di un intricato enigma diviso tra allucinazione e realtà.

Rita (Laura Elena Harring), reduce da un terribile incidente d’auto avvenuto proprio sulla Mulholland Drive, si ritrova a girovagare sola e priva di memoria, fin quando incontra Betty (Naomi Watts), aspirante attrice appena giunta nella città dei sogni in cerca di fortuna. Questa aiuterà Rita a rimettere insieme i pezzi, cercando di far luce sul suo passato.

Atmosfere cupe e angoscianti compongono la pellicola, la quale ricalca lo stile e alcune tematiche dei precedenti “Velluto blu” (1986) e “Strade perdute” (1997), spingendosi ancora più all’estremo. Il risultato è un lavoro complesso e più che mai enigmatico. Certo, non di facile visione e comprensione, ma un viaggio, quello sulla Mulholland Drive, che tutti almeno una volta devono compiere.

Quale migliore occasione se non questa?

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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