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Teatro

Luca Ward: “Il teatro è quel luogo in cui artisti e spettatori si sentono a casa”

Antonella Valente

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Da oggi gran parte dell’Italia è in zona gialla. Non si può né si deve tirare un sospiro di sollievo perché non si può abbassare la guardia. Certo è che ci sono settori, come quello del teatro, che ancora ad oggi non vedono la luce. Tra i luoghi di cultura solo i musei possono riaprire secondo delle modalità particolari.

Nulla si dice dei cinema, tantomeno dei teatri che sembrano essere stati dimenticati dall’alto. O meglio, l’attenzione nelle ultime settimane è stata rivolta solo alla querelle “Sanremo con o senza pubblico” e al botta risposta tra il pugno di ferro di Franceschini e i patemi di Amadeus che non se la “arrischiava” ad abbandonare l’edizione 2021 del Festival.

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Nel frattempo, però, i lavoratori dello spettacolo non si sentono tutelati, forse perché non lo sono. I teatri privati, la stragrande maggioranza di quelli presenti sul territorio italiano, sono al secondo posto dopo quelli pubblici. Tra i primi non si può non menzionare il Teatro Sistina che per dare un segnale importante nelle settimane precedenti ha anche ospitato la trasmissione “Ricomincio da RaiTre” pensata per sostenere e dare la possibilità di esibirsi a moltissime realtà dello spettacolo dal vivo bloccato dal lockdown.

Ma circa due anni fa, nel marzo del 2019, Luca Ward recitava tra le poltrone del Teatro Rendano di Cosenza la famosa poesia di Jaques Prèvert, “Questo amore”.

Il Teatro è quel luogo in cui, tramite scambio di emozioni, artisti e spettatori si sentono a casa“, così la voce più famosa del cinema italiano ha ricordato oggi sul proprio profilo Facebook quell’interpretazione, quell’emozione che solo chi vive di teatro, chi lo apprezza, chi lo esalta e chi lo rispetta, può capire.

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INTERVISTA A LUCA WARD: #TWOF1: “La voce umana è il miglior social network: ruoli e responsabilità del doppiatore” con Luca Ward

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

Cinema

Semaforo verde a teatri e cinema dal 27 marzo, il nuovo Dpcm sulla scia di Franceschini

Redazione

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La svolta per cinema e teatri.

“A decorrere dal 27 marzo 2021, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi”.

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Leggi anche: Da Washington la folle idea: sacche anticontagio per i musicisti

La novità per teatri e cinema è contenuta nel testo del nuovo Dpcm con le disposizioni in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, così come anticipato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini. Palestre e piscine ancora chiuse, spazio alla Dad nelle scuole, con bar e ristoranti a lavorare sino alle 18.

Leggi anche: Le riserve dell’Atip

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Teatro

Riapertura teatri, l’Atip frena: impossibile il 27 marzo

Fabio Iuliano

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Forti perplessità nei confronti di una eventuale riapertura dei teatri il 27 marzo, in occasione della giornata mondiale del teatro, arrivano dall‘Atip – Associazione teatri italiani privati – che rappresenta 18 grandi strutture distribuite nella Penisola.

“Dopo aver appreso la volontà del ministro della Cultura Dario Franceschini di riaprire i teatri (e dei cinema) il prossimo 27 marzo“, si legge in una nota, “l’associazione evidenzia l’impossibilità per il settore privato dello spettacolo dal vivo di ipotizzare una riapertura delle sale nei prossimi 30 giorni senza la certezza di un sostegno economico e operativo.

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In una lettera indirizzata al ministro Franceschini, l’associazione presieduta da Massimo Romeo Piparo, anche in considerazione di un’emergenza sanitaria non ancora superata, sottolinea la necessità di valutare le obiettive difficoltà delle aziende private produttrici e organizzatrici degli spettacoli dal vivo che operano rischiando in proprio e senza il sostegno di significative risorse statali: il clima di incertezza, l’assenza di un protocollo sanitario specifico e collaudato per i lavoratori del palcoscenico, le restrizioni ancora presenti e la riduzione delle capienze impediscono di fatto di poter tornare a lavorare in sicurezza nei teatri.

Nella lettera, l’Atip coglie l’occasione di proporre al ministro di usare la simbolica giornata mondiale del Teatro del 27 Marzo “per un momento di confronto con l’intero comparto dello spettacolo dal vivo, delle Istituzioni e della Politica, della Cultura, della Stampa per definire tutti insieme i parametri e la tabella di marcia per una organizzata, strutturata e ponderata apertura delle nostre attività”.

Nata nel maggio dello scorso anno, l’Atip – Associazione teatri italiani privati vede come nucleo fondatore 18 grandi strutture sparse lungo tutta la Penisola ai quali si sono aggiunti numerosi teatri (al momento oltre 48) e molte realtà produttive. I 18 teatri fondatori – da soli – sviluppano 28.632 posti a sedere; 2300 giornate di spettacolo dal vivo in una stagione; 2.5 milioni di biglietti venduti; 55 milioni di euro di incasso; 5,5 milioni di Iva sui biglietti.

I 18 teatri fondatori sono (in ordine alfabetico):

  1. Ambra Jovinelli, Roma (800 posti)
  2. Augusteo, Napoli (1420 posti)
  3. Celebrazioni, Bologna (966)
  4. Colosseo, Torino (1503)
  5. Creberg, Bergamo (1526)
  6. Degli Arcimboldi, Milano (2346)
  7. Geox, Padova (4500)
  8. EuropAuditorium, Bologna (1700)
  9. Lyrick, Assisi (1000)
  10. Manzoni, Milano (850)
  11. Metropolitan, Catania (1780)
  12. Morato, Brescia (1800)
  13. Politeama, Genova (1054)
  14. Quirino, Roma (850)
  15. Repower, Milano (1730)
  16. Sistina, Roma (1565)
  17. Team, Bari (2056)
  18. Verdi/A. Pagliano, Firenze (1538)

Oggetto: RIAPERTURA DELLE SALE TEATRALI IL 27 MARZO

Ill.mo Ministro Franceschini,
abbiamo appreso dagli organi di informazione della sua intenzione di riaprire al pubblico le sale teatrali (e quelle cinematografiche) in una data simbolica quale quella del 27 Marzo, Giornata Mondiale del Teatro, esattamente tra 30 giorni. Pur ringraziandola per l’interesse mostrato nei confronti del nostro settore, ci corre l’obbligo di evidenziare l’assoluta impossibilità per il settore Privato dello Spettacolo dal Vivo di ipotizzare una simile tabella di marcia. Oltre al limite psicologico – che vede di nuovo il nostro Paese piombare nello sconforto di una situazione pandemica tutt’altro che risolta, sconcertato dalla lentezza della campagna vaccinale i cui limiti sono all’ordine del giorno -, ci appare palese la difficoltà economica di affrontare un altro tentativo di ripartire senza la certezza di un sostegno economico e operativo affinché tale eventuale riapertura non si traduca una irreversibile debacle per il settore. La preghiamo – ancora una volta- di poter distinguere le “facoltà” di un Ente Pubblico che opera nello Spettacolo dal Vivo sostenuto da significative risorse Statali, da quelle delle Aziende Private che rischiano in proprio e devono per forza ricorrere ai proventi della vendita dei biglietti, e per giunta con congruo anticipo. La invitiamo anche, ove possibile, a mettere a fuoco – come già Ella ha saputo encomiabilmente fare in occasione dei ristori concessi all’esercizio Privato- quanto sia importante e vitale preservare l’incolumità finanziaria dell’Azienda produttrice e organizzatrice degli Spettacoli dal vivo al fine di poter al contempo garantire la tutela dei lavoratori e delle maestranze che tanto desiderano tornare in piena attività.

Lei comprende bene quanto sia poco praticabile per i Teatri Privati poter riaprire in presenza di una tale incertezza sanitaria e soprattutto coi limiti imposti – e che verranno possibilmente via via inaspriti- dal CTS, quali la drastica riduzione delle capienze, gli accorgimenti sanitari e l’imposizione delle mascherine per tutto il personale e il pubblico, oltre all’assenza di un protocollo specifico e collaudato per i lavoratori del palcoscenico (inclusi musicisti, cantanti e tersicorei), e l’impossibilità di muoversi tra le Regioni. Last but not least la chiusura per coprifuoco entro le 22. ATIP Le propone di usare la simbolica Giornata Mondiale del Teatro del 27 Marzo per un momento di confronto con l’intero comparto dello Spettacolo dal vivo, delle Istituzioni e della Politica, della Stampa -a cui speriamo vivamente Lei vorrà aderire e partecipare come Patrocinante- per definire tutti insieme i parametri e la tabella di marcia per una organizzata, strutturata e ponderata apertura delle nostre attività. Siamo certi che da un confronto aperto anche a noi operatori del settore Privato, Lei possa trarre tutte le informazioni necessarie e tutte le istanze oggettive per giungere a quella “normalità” che tutti noi desideriamo arrivi prima possibile.

Massimo Romeo Piparo – Presidente ATIP

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Cinema

Cinema e teatri potrebbero riaprire il 27 marzo, data al vaglio del Cts

Fabio Iuliano

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Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il 27 marzo sarebbe la data indicata dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per la riapertura di cinema e teatri. La proposta presentata al Comitato tecnico scientifico ha ottenuto l’appoggio della titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Perché proprio quel giorno?

Perché il 27 marzo è la festa del teatro, per il governo potrebbe diventare una data simbolica specie se la morsa dei contagi consentirà un allentamento. I protocolli saranno molto stringenti e si prevede l’obbligo in sala delle mascherine FFP2 per tutta la durata dello spettacolo.

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SCREENDAILY: Questa pagina monitora l’andamento delle riaperture di teatri e cinema nel mondo

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