L’Abruzzo piange Gigi Proietti, storico direttore del Teatro Stabile

Tante le reazioni in Abruzzo alla morte di Gigi Proietti. L’attore è stato anche direttore artistico del Tsa per poi arrivare alla presidenza dell’ente nel 1999.

“Il grande Maestro, non ce l’ha fatta”, scrive Stefania Pezzopane (deputato Pd). Ho avuto per lui una ammirazione sconfinata. Orgogliosa di averlo conosciuto e di averlo nominato Pesidente del Tsa quando ero assessore regionale alla cultura. Ho riso ai suoi spettacoli come non mai. Un vero mattatore, che passava dalla musica (fa il verso a Louis Armstrong, diverte con Nun me rompe er ca’) alle celebri macchiette di Petrolini, per arrivare a Shakespeare. I primi successi dell’attore romano”, aggiunge, “arrivano in una cantina in Prati in cui recita Brecht e poi con lo Stabile dell’Aquila diretto da Antonio Calenda, che lo guida in testi di Gombrowicz e di Moravia”.

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“Amava L’Aquila e quando veniva”, conclude la Pezzopane, “non rinunciava mai alla sua passeggiata ed a salutare gli amici dei suoi primi passi da attore. Stare con lui, anche solo 10 minuti ti dava la carica per sempre. Lo adoro come milioni di altre donne ed uomini e lo piango, ora che non c’è più”.

Cordoglio anche dal governatore Marco Marsilio. “Un ultimo scherzo. Questa volta l’ha fatto al destino, andandosene proprio il giorno del suo compleanno.
Piangiamo la scomparsa di Gigi Proietti, legatissimo al teatro abruzzese, in particolare a quello dell’Aquila in cui era stato dapprima attore esordiente negli anni ‘70 per arrivare poi alla direzione del Teatro Stabile a fine anni ‘80. Addio, maestro. Ogni risata, oggi, la rivolgiamo al cielo in tuo onore”.

In mattinata è arrivata dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, una nota di Cordoglio. “Gigi Proietti, ovvero il Dio Kurt, scritto da Alberto Moravia, prodotto dal Teatro Stabile dell’Aquila nel 1969, con la regia di Antonio Calenda. Fu per quel successo di pubblico e critica, fu in quel momento, che il giovane Proietti capì che il teatro sarebbe stata la sua vita. Non sbagliamo ad affermare che Proietti è nato artisticamente all’Aquila, accolto in quel Teatro Comunale che ancora custodisce la sua interpretazione magistrale dell’ufficiale delle Ss in preda a un furore verbale ossessivo. Uno spettacolo, quello, che vinse diversi premi, tra i quali il prestigioso premio Saint Vincent”.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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