L’11 settembre dei complottisti: tutte le teorie più improbabili

Da grande amante del parossismo in ogni sua forma, questo speciale sull’11 settembre ho scelto di dedicarlo alle teorie cospirazioniste. Quanto più queste teorie diventano eccessive e sospettose, tanto più mi piacciono. È chiaro che il mio gradimento non nasca da una vera forma di rispetto per il complotto, ma dalla capacità esagerata della mente umana di partorire una situazione fuori dallo schema del reale per il puro gusto del sospetto. Un complotto nasce per diverse ragioni, ma è bene precisare da subito che, prima di ogni altra cosa, il complotto nasce, esiste, è un fatto reale della storia dell’uomo e importanti esempi potrebbero essere portati a sostegno di quella che, dopo tutto, non è una tesi ma una constatazione: l’assassinio di Giulio Cesare nasce da una cospirazione, come la Congiura delle Polveri nasceva da un preciso programma dei gesuiti. Che poi quei gesuiti, tre secoli dopo, non abbiano davvero fatto affondare il Titanic per poter creare la Federal Bank con il beneplacito dei Cavalieri di Malta, è un altro discorso. E arriviamo al cuore della questione: ben prima della diffusione su larga scala di internet, le teorie cospirazioniste sull’11 settembre hanno avuto larga fortuna tra i circoli dei buontemponi, soprattutto nella sinistra anti-americana e nei circoli antisemiti, e infatti esiste una precisa gradazione di gravità di queste teorie, da una dimensione realistica nei termini narrativi ma improbabile per mancanza di fonti a una vera incursione del fantastico. Tutti però accomunati dal seme del terrore che un fatto anche eclatante possa essere spiegato in minimi termini, da qualcuno che vuole farci le scarpe. Da questo terrore, una serie di spiegazioni alternative per chi non vuole farsi fregare dalla propaganda americana – e ha voglia di farsi due risate. 

La banconota

Ci sarebbe questa inconfutabile prova della banconota americana, che se piegata in una certa maniera va a formare le due torri, e piegata ancora in un’altra maniera andrebbe a formare la scritta “Osama”. E piegata ancora in un’altra maniera verrebbe fuori una pernacchia. 

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Il complotto giudaico

Versione molto apprezzata negli ambienti islamici radicali. Nasce da una televisione libanese che sosteneva che quel giorno, migliaia di cittadini di ebraici preallertati dal Mossad, fossero coscientemente rimasti nelle proprie case per evitare una giornata particolare negli uffici del World Trade Center. In realtà quel giorno morirono circa 150 lavoratori ebrei.

Gianni Minà e gli aerei radiocomandati

Il giorno successivo all’attacco contro le torri gemelle, Gianni Minà intervenne con un pezzo che criticava i sistemi di sicurezza americani, farneticava qualcosa su Bush che avrebbe potuto decidere di insabbiare alcuni documenti della CIA in merito a un possibile attacco, della politica acida degli Stati Uniti contro l’America Latina e della serpe intrinseca del Governo americano. Un mappazzone, come direbbero a Bologna. Insomma, una stronzata. Qualche tempo dopo Minà insistette su questa tesi, e durante il tour del suo nuovo libro aggiunse che gli aerei esplosi contro le Torri erano vuoti e radiocomandati. Manca ancora un tassello: che fine hanno fatto i – fittizi, a questo punto – passeggeri? Tutta una grande farsa? Minà è ancora vivo e ci piace immaginare che si sia preso quella ventina d’anni per rispondere.

Raggi fotonici e traguardi della computer grafica

Arriviamo alla fantascienza: c’è chi sostiene che le torri gemelle siano state colpite da dei raggi fotonici, sparati da un punto imprecisato, da qualche malintenzionato. Niente arei, che sarebbero stati inseriti in fase di post-produzione. Kubrick? No, era già morto. Forse.

Gli alieni, Israele e il Presidente

Sì, ci sono anche loro. La teoria aliena alla Marco Berry, che conoscendo i gusti c’avrebbe messo anche due nani, un’ascia e un viaggio nel tempo, esiste ma ha una nascita più recente. Le prime tesi cospirazioniste su un intervento alieno dietro l’11 settembre sono nate con la comparsa di alcuni video – quelli no, non hanno aggiunte in post produzione – che mostrano chiaramente dei dischi volanti monitorare la situazione attorno alla zona delle Torre Gemelle poco prima dell’attacco. Scott C Waring, esperto di UFO – “non mi infastidisca con questo cazzo di spelling” – sostiene che gli alieni avrebbero osservato da vicino l’avvenimento, e che alcuni di noi sarebbero entrati in un contatto visivo diretto con loro: “Spesso gli UFO sono visti durante eventi tragici, perché stanno monitorando gli eventi. Loro vogliono vedere gli umani nel loro peggio e nel loro meglio.” Aggiunge Phil Young: “Soltanto gli israeliani e il governo controllano gli ufo, li conoscono, sanno che sono stati loro”. Alcuni esperti di UFO si sono infastiditi della cosa, sostenendo che questa tesi rovini la loro autorevolezza. I democratici si augurano che questi dischi volanti non inquinino troppo.

Sostiene Babilonia

Una tesi che ci porta leggermente lontani dal fatto specifico delle Torri Gemelle, ma che parla un linguaggio universale abbracciando tutte le grandi catastrofi naturali e non degli ultimi vent’anni. Il Dottor Babilonia Emiliano ha da oltre dieci anni un’associazione no-profit con cui si occupa di “lotta al controllo mentale MKO e sistemi di spionaggio”. Cinque anni fa ha aperto un blog chiamato “Vittime del controllo neurale.blogspot” dove denuncia “agenzie deviate sovraistituzionali, forse servizi segreti non convenzionali”. Se non fosse abbastanza chiaro, l’11 settembre sarebbe avvenuto perché “le famigerate voci che sentiamo nel nostro cervello sono comunicazioni infra-soniche inserite nei condotti uditivi”. Insomma, un attacco indotto. Ma da chi? Il Dottor. Babilonia Emiliano ci parla di “Satelliti Spia radiocomandati” che il Governo francese starebbe tentando di combattere con un satellite a raggi ultravioletti. Un giretto sul suo blog vi darà le giuste delucidazioni, qualora foste scettici.

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Alberto Mutignani
Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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