“Jonathan Coe & Artchipel Orchestra”: al Castello Sforzesco musica e letteratura si incontrano in anteprima assoluta

È un appuntamento davvero imperdibile, uno spettacolo di grande valore artistico e culturale, rappresentativo di Milano e della sua tradizionale vocazione internazionale, quello in programma lunedì 19 luglio e inserito all’interno del cartellone Estate Sforzesca. Nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, Jonathan Coe, uno dei più noti e apprezzati scrittori inglesi, e l’Artchipel Orchestra, formazione jazz tra le più quotate del panorama italiano, porteranno in scena in anteprima assoluta “Jonathan Coe & Artchipel Orchestra”, inedito progetto basato su alcune composizioni originali del celebre romanziere britannico (ore 21; ingresso 15/18 euro; biglietti acquistabili su www.mailticket.it).

Prima del concerto, Jonathan Coe presenterà Io e Mr Wilder, il suo ultimo romanzo (pubblicato da Feltrinelli Editore), nelle cui pagine scorre con forza una vena di nostalgia: degli anni che passano, delle cose che si lasciano, di quello che siamo stati e che non siamo più.“Io e Mr Wilder” è un ritratto immaginario di Billy Wilder, visto con gli occhi di una giovane donna ingaggiata per lavorare sul set di “Fedora”, il penultimo film del grande regista.

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La serata di lunedì 19 luglio proseguirà nel segno della musica. Probabilmente non tutti sanno che l’autore è anche musicista e compositore. Prima di raggiungere il successo come scrittore, Jonathan Coe si è dedicato con trasporto e passione alla musica, sperando che potesse diventare per lui una professione. Negli anni Ottanta era il tastierista di “Wanda and the Willy Warmers”, un gruppo femminile di cabaret, e“The Rotters’ Club”, il titolo originale di quello che è probabilmente il suo romanzo più noto in Italia (“La banda dei brocchi”), è anche il titolo del secondo album degli Hatfield and the North, uno dei principali gruppi progressive rock inglesi.

La musica, del resto, ha un ruolo di primo piano nella sua produzione letteraria. Quanto ai gusti e alle preferenze, Jonathan Coe ha dichiarato più volte, in passato, di amare non solo il progressive rock ma anche la classica («Ascolto Bach, Ravel e Debussy»), il jazz (in particolare, Miles Davis, Bill Evans, Charles Mingus, Steve Swallow e Carla Bley) e la musica strumentale.

L’Artchipel Orchestra eseguirà alcune composizioni di Jonathan Coe. Gran parte dei brani scelti e arrangiati da Ferdinando Faraò e dai suoi musicisti è tratta da due raccolte pubblicate dallo scrittore inglese nel 2015 sulle piattaforme Bandcamp e Spotify, intitolate rispettivamente “Unnecessary Music” e “Invisible Music”.

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Coe definisce così la sua musica: «La descriverei come rock strumentale, con una forte enfasi sulla melodia. Un po’ come facevano le band britanniche della scena di Canterbury degli anni ’70. Ma non ho ancora sentito gli arrangiamenti di Ferdinando, che potrebbe averla trasformata in qualcosa di completamente diverso. Ho assistito a un concerto dell’Artchipel Orchestra nel 2014 a Milano, che eseguì musiche di Alan Gowen e Robert Wyatt. In quel periodo Massimo Giuntoli suonava le tastiere con loro e anch’io stavo lavorando con Massimo per un concerto di mie composizioni originali che si sarebbe tenuto pochi giorni dopo al Festival Collisioni di Barolo. Così ho conosciuto alcuni degli altri membri dell’orchestra, incluso Ferdinando Faraò.

Poi, all’inizio di quest’anno, ho messo on line un album di mie composizioni (sul sito Bandcamp) e ho mandato il link ad alcuni amici, incluso Ferdinando. Con mia grande sorpresa mi ha risposto dicendo che gli piaceva la musica e che avrebbe voluto creare degli arrangiamenti per l’Artchipel Orchestra. Non potevo esserne più contento. Ho sempre sognato che la mia musica venisse eseguita da musicisti così talentuosi. Io non sono abbastanza bravo per esibirmi al loro fianco, quindi, se suonerò qualcosa al Castello Sforzesco, sarà solo come “ospite” in uno o due pezzi. Per lo più starò seduto fra il pubblico ad ascoltare. Ma potrei salire sul palco per dire qualche parola sulla mia musica e su come la mia vita da compositore, che è un hobby per me, si relaziona con la mia vita da scrittore, che è la mia vocazione».

Per l’Artchipel Orchestra, gruppo milanese che in poco più di dieci anni di attività ha pubblicato quattro album, aggiudicandosi per due volte (nel 2012 e nel 2017) il primo posto nella categoria “Miglior formazione italiana” nel referendum “Top Jazz” indetto dalla rivista specializzata “Musica Jazz”, la collaborazione con Jonathan Coe rappresenta, quindi, una nuova e affascinante sfida artistica.

L’ensemble diretto da Ferdinando Faraò, che da subito ha riscosso i favori del pubblico e della critica, si è esibito nei più importanti festival jazz nazionali, affiancato da ospiti internazionali. Il concerto di lunedì 19 luglio è prodotto da AHUM (con la direzione artistica di Antonio Ribatti), con il sostegno di Winelivery e la partnership di Feltrinelli Editore. AHUM, che quest’anno festeggia la XXII stagione, è riconosciuto a livello internazionale come soggetto promotore di progetti innovativi e di reti di collaborazione tra ricerca artistica, committenza privata e pubblico

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