Johnny Cash e la lettera d’amore per June Carter: “la prima ragione della mia esistenza”

Sono passati 18 anni da quel 15 maggio del 2003 quando, a seguito di complicazioni post intervento chirurgico, June Carter morì. Esponente dell’omonima famiglia tra le più celebrate e conosciute nella country music a stelle e strisce, cantante dal timbro ben riconoscibile, moglie di Johnny Cash, June aveva 73 anni. Anche se morì il 12 settembre dello stesso anno, quel giorno, di fatto, cesso l’esistenza anche di Johnny.

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Il loro legame era indissolubile. Amici, colleghi, amanti, coppia. Una vita spesa a girare gli Stati Uniti suonando, incontrando gente, mostrando tutta la loro umanità e vicinanza alle varie comunità mano mano incontrate sul loro tragitto. Un amore, quello tra June e Johnny, capace di “bruciare l’anima“, di superare ostacoli insormontabili, destinato a riecheggiare nell’eternità. Insieme hanno scritto pagine indelebili nella storia della musica.

“Because you’re mine, I walk the line”

Poco più di un anno fa, un sondaggio condotto da Beagle Street, compagnia d’assicurazione belga, ha eletto la lettera che Johnny Cash scrisse alla moglie June Carter in occasione del suo compleanno, la “più bella di tutti i tempi”. A leggerla, ben si capisce il perché. Ecco il testo integrale:

“Buon compleanno principessa, ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l’uno all’altra. La pensiamo nello stesso modo. Leggiamo la mente dell’altro.

Sappiamo quello che l’altro vuole anche senza dirlo. A volte ci irritiamo anche un po’. Forse a volte ci diamo anche per scontati. Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con la più grande donna che abbia mai incontrato.

Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi. La tua influenza mi rende migliore. Sei l’oggetto del mio desiderio, la prima ragione della mia esistenza. Ti amo tantissimo.

Buon compleanno principessa, John”.

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Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.