Joe & Joe il 22 dicembre saluta due leggende del rock

Sono già passati dalla morte di Joe Strummer, era il 22 dicembre 2002 quando se ne andò l’indimenticabile chitarrista e voce dei Clash. Una delle figure chiave del punk britannico nato ad Ankara, capitale della Turchia, come John Graham Mellor. Poi verrà ricordato con tutti come “Strummer”, lo strimpellatore.

Dopo aver girato a lungo, al seguito della famiglia – suo padre era un diplomatico inglese – si trasferì in Gran Bretagna. Entrò in contatto con tale Bernie Rhodes, manager dei Clash, si convinse a entrare nel gruppo che all’epoca era formato da Mick Jones, Paul Simonon e Keith Levene. Nel 1977 la band pubblicò il primo album – The Clash – una pietra miliare del punk britannico, al cui interno figurano inni come White Riot, Remote Control e London’s Burning.

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Poi si arrivò a London Calling, il capolavoro assoluto. Strummer era anche un runner e partecipò alla maratona di Londra. Un infarto lo stroncò a soli 50 anni.

Ma il 22 dicembre lo si ricorda anche per la scomparsa di un altro musicista britannico, ricordato anche tra gli eroi di Woodstock: parliamo di Joe Cocker, morto a Crawford nel 2014. Era nato a Sheffield è diventato, proprio grazie alla sua voce roca, una vera e propria icona per il mondo del soul, del blues e del rock.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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