Jesus Christ Superstar trasforma il Sistina in “un’isola di pace e perdono”

Il carisma inossidabile di Ted Neeley. L’impatto musicale rinnovato, anche grazie alla presenza di Frankie hi-nrg mc per la prima volta in un Erode in versione hip hop. Il grido di dolore dell’Ucraina che fa breccia tra le 39 frustate inferte a Gesù, in cui vengono proiettate altrettante 39 immagini di martiri contemporanei. Il canto liberatorio della giovane ucraina Sofiia Chaika e della sua collega russa Anna Koshkina, avvolte dalle loro rispettive bandiere, entrambe nei panni di Maria Maddalena. Jesus Christ Superstar ritrova il palco del Sistina dopo tre anni, trasformando questo luogo in un’isola di pace e perdono, da cui lanciare e sostenere il messaggio di speranza di mettere fine all’orrore della guerra, celebrando idealmente il ritorno alla pace.

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L’opera rock più amata di tutti i tempi nella versione di Massimo Romeo Piparo con oltre 2 milioni di spettatori in Italia e in Europa, torna in una nuova versione prodotta dalla PeepArrow Entertainment nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Protagonista ancora una volta Neeley, il Gesù originale del film di Norman Jewison del 1973, chiamato a dare volto, corpo e voce a un personaggio che rinnova un mito eterno con il suo messaggio di pace, spiritualità e dialogo necessario oggi più che mai. Una voce un po’ affaticata dagli anni, ma un timbro e una presenza scenica unici.

La “Resurrezione” di Cristo sul palcoscenico si propone come emblema di rinascita, dopo la catastrofe umana e culturale lasciata dalla pandemia, e ora dalla guerra. Tra le novità, l’esordio di Frankie Hi-Nrg nel ruolo di Erode. Precursore italiano del genere (è stato il primo italiano a pubblicare un brano hip-hop per una major nel ’92), Frankie Hi-Nrg veste i panni di un personaggio che evoca tristemente la tremenda attualità di un comandante egoista e concentrato su se stesso. Una partita a scacchi con l’inevitabile e il potere costituito, in un gioco che non trascura le ragioni che hanno spinto personaggi come Giuda o Caifa ad agire nel modo come viene raccontato dai vangeli.

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La storia di un mito che travolge con la sua passione gli spettatori di tutte le età: oltre 300mila solo tra il 2014 e 2016, che in Europa e in Italia hanno scelto di andarlo a vedere. E se dopo ormai quasi 25 anni di successi (più di 1.600 rappresentazioni, 190 artisti che si sono alternati nel cast, oltre 2 milioni spettatori, quattro diverse edizioni e ancora, 12 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1994 al 2006) questo spettacolo continua ad emozionare gli spettatori di tutte le età, passando di generazione in generazione, il merito va tutto a un mix di fattori vincenti: innanzitutto il grande lavoro artistico e produttivo di Massimo Romeo Piparo e della sua squadra, che hanno saputo rendere al meglio sulla scena la forza trascinante di una storia universale. Senza contare l’imponente e spettacolare allestimento che rende onore all’Italia sui palcoscenici internazionali, dimostrando che il nostro Paese ha raggiunto ormai livelli competitivi in termini di qualità artistica e professionalità nel musical. Certo, qualche problemino tecnico non è mancato alla prima.

Con l’orchestra dal vivo diretta dal maestro Emanuele Friello e un cast di oltre 30 artisti, la storica edizione italiana firmata Piparo, in scena dal 1994, oltre Roma (Teatro Sistina fino 17 aprile) toccherà nel corso del 2022 molte città italiane: Firenze (Teatro Verdi dal 22 al 24 aprile), Bari (Teatro Team dal 30 aprile al 1 maggio), Bassano del Grappa (Pala Bassano 2, 6 maggio) Genova (Politeama Genovese, dall’11 al 14 maggio), Torino (Teatro Colosseo dal 17 al 19 maggio), Reggio Emilia (Teatro Municipale Valli dal 27 al 29 maggio), Bologna (Teatro EuropAuditorium dal 31 maggio al 1 giugno), Parma (Teatro Regio dal 7 all’8 giugno).

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.