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Jesus Christ Superstar, l’opera rock compie 50 anni e conserva intatto il suo messaggio dirompente e provocatorio

Fabio Iuliano

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I giorni della Passione negli occhi e nell’umanità dei suoi protagonisti. La storia di Gesù raccontata attraverso gli occhi Pilato, Caifa, Pietro, di Maria Madddalena, ma soprattutto di Giuda, in un’opera rock dalla forza provocatoria e drammatica. Ecco Jesus Christ Superstar, il cui messaggio resta invariato, anche cinquant’anni dopo.

Era la primavera del 1969 quando l’allora ventenne e sconosciuto Andrew Lloyd Webber compose la canzone Superstar, sul testo dell’amico 23enne Tim Rice nei pressi di Ventimiglia. Quel singolo è stato il primo embrione su cui si è sviluppata l’opera nel 1970: un doppio album con un’orchestra sinfonica di 85 persone, 6 musicisti rock, 3 cori.

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Una miscela originale a cavallo tra rock, soul, pop, punk e psichedelia. La parte di Gesù venne interpretata da Ian Gillan dei Deep Purple. Due anni dopo andò in scena il primo musical, un mix. Nel 1973 arrivò il film di Norman Jewison girato in Israele.

Un concept e una fotografia originale e un cast capace di registrare delle performance strepitose, Ted Neeley (Gesù), Carl Anderson (Giuda) e Yvonne Elliman (Maria Maddalena) e Barry Dennen (pilato). Un successo planetario, insomma, ma sempre accompagnato da polemiche. Inizialmente, la Bbc bollò l’album come “sacrilego” e lo bandì dalle sue trasmissioni. Poi, il fronte della contestazione arrivò un po’ ovunque.

“Abbiamo trattato il Cristo più come uomo che come Dio”, si trovò a dire Tim Rice. “Noi come autori non prendiamo posizione. Però il primo spunto ce l’ha offerto proprio il decano di San Paolo che una volta ci ha detto: ‘Prendete Gesù e portatelo via dalle vetrate istoriate’. Come base abbiamo scelto il Vangelo di Giovanni”.

#Musica, #Bollani, Jesus Christ Superstar a modo mioDal 3/4 la rivisitazione dell'album culto a 50 anni dall'…

Pubblicato da ANSA.it su Mercoledì 1 aprile 2020

Mentre oggi, anche Stefano Bollani annuncia una sua rilettura, in Italia l’adattamento, pur sempre in lingua originale, è firmato da Massimo Romeo Piparo: in scena da 26 anni, ha superato le 2000 rappresentazioni. Dal 2014 arruola lo stesso Neeley, oggi 77enne. Due anni fa, in occasione della sua performance all’Aquila, in occasione della Perdonanza celestiniana, abbiamo avuto modo di intervistarlo per il Centro, il quotidiano abruzzese.

Agosto 2018Cappello con visiera, pantaloni sportivi e camicia fuori, Ted Neeley fa quattro passi nell’anello del Forte spagnolo in attesa che finiscano di allestire il palco. Ha una bottiglietta d’acqua in mano, ti assicura di essere in grado di tramutarla in vino o di camminare sull’acqua delle fontane cittadine. In città da qualche giorno, l’attore-musicista ha avuto il tempo di vedere con i propri occhi le ferite del sisma del 2009, prima di prepararsi alla cerimonia di accensione del tripode della Perdonanza.

“Ricordo bene quelle immagini in tv di questa bella città distrutta dal sisma”, racconta. “I segni della tragedia si vedono ancora, ma trovo significativo che nell’arco di questi anni gli abitanti siano riusciti in qualche modo a rialzare la testa”. Sorride quando viene informato che sul web qualcuno ebbe il coraggio di dare la colpa del terremoto aquilano a una rappresentazione di Jesus Christ Superstar in scena proprio la notte del sei aprile in una chiesa della zona. “Negli anni Settanta i nostri show si riempivano di contestatori che consideravano l’opera sacrilega. Io mi armavo di pazienza e andavo a parlare con loro a uno a uno, invitandoli ad assistere a una replica per condividere il messaggio universale del musical. Poi anche Paolo VI volle vederla e ci disse: proiettatelo, contribuirà a diffondere la figura di Gesù“.

Che tipo di messaggio?
“Spiritualità, dialogo, amore e perdono. Con la musica a dar forza alle parole. Qualcosa che trascende il messaggio stesso di Celestino V nella Perdonanza.

Quanto è importante che queste parole si facciano strada in un momento in cui tutto viene mercificato, anche la religione?
“Il fatto che i testi e le scene pongano l’enfasi sul lato umano di Giuda e Gesù, consapevole di dover salire sulla croce, riempie l’opera di riferimenti al perdono, alla grazia, alla comprensione dell’altro, come nel caso della Maddalena”.

La sua voce raggiunge le note più alte nel brano dell’Orto di Getsemani quando Gesù chiede a suo Padre il perché della sua passione. Che risposta si è dato a questo perché?
“La risposta devo trovarla ogni sera, per arrivare al punto in cui non si può che accettare la volontà di Dio. Un bicchiere tanto amaro da mandar giù, così come la consapevolezza che sia Lui a tenere in mano ogni singola carta del gioco. Quelle domande senza risposta che ci troviamo a fare di fronte a una tragedia, o di fronte a decisioni apparentemente inspiegabili, come la scelta di un padre di sacrificare il proprio figlio”.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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#senzafestival, contest musicali e culturali online per chiedere la ripartenza

Luigi Macera Mascitelli

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A distanza di un anno dalle prime chiusure causa Covid e dopo il Festival Day del 30 aprile 2020 con oltre 100 festival aderenti, arriva #senzafestival. Un evento in diretta online domenica 28 Febbraio, alle ore 18:00, con oltre 50 Festival e Contest che hanno già aderito da oltre metà delle province in tutta Italia. L’obiettivo è quello di sottolineare l’importanza e il valore della musica popolare italiana contemporanea per la tutela, la crescita e lo sviluppo dei nuovi artisti.

#senzafestival è un evento a cura del circuito della Rete dei Festival con It Folk, Musica Jazz, Circuito Ska e tante altre reti, che vuole tornare a porre l’attenzione sull’assoluta incertezza e instabilità in cui versano attualmente queste realtà e sul loro futuro. I festival musicali indipendenti e i contest per emergenti, così come i premi dedicati alla musica, sono fondamentali per la crescita di tutti gli artisti. Inoltre si tratta di elementi imprescindibili per la diffusione culturale, sostenendo processi di importantissima coesione sociale. 

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Nella diretta #senzafestival interverranno Mauro Ermanno Giovanardi e Tommaso Cerasuolo (voce dei Perturbazione). Ci sarà anche un momento dedicato al ricordo di Omar Rizzato , professionista dello spettacolo della provincia di Padova, mancato lo scorso sabato.

Alle ore 18 partirà uno zoom sulla pagina Facebook della Rete dei festival che durerà circa 15 minuti in cui si illustreranno questi punti:

1) rivendicare la necessità di garantire la sopravvivenza dei festival attraverso apposite forme di sostegno 

2) la loro fondamentale importanza, per la funzione di scouting, di aggregazione culturale, sociale e di comunità

3) la loro funzione di trampolino di lancio per i giovani talenti

4) appello a Mibact, alla Siae, al Nuovo Imaie e altri soggetti per piccoli finanziamenti straordinari al fine di tenere in vita questa realtà che stanno scomparendo

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“Temere il fondo”, il nuovo singolo di No Lodo in bilico tra paure e speranze

Redazione

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E’ uscito quest’oggi, mercoledì 24 febbraio 2021, “Temere il fondo”, secondo singolo del cantautore abruzzese Franco Alfano, in arte No Lodo. E’ disponibile su tutte le piattaforme streaming e digital stores. Il brano del giovane artista abruzzese segue il singolo d’esordio “Umana Follia”, rilasciato lo scorso 14 gennaio e fa parte di un ampio progetto solista che caratterizzerà tutto il 2021.

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“Il singolo è una rappresentazione metaforica del disagio che l’essere umano vive ogni giorno”, spiega No Lodo. “L’uomo è un equilibrista su un sottile filo che rappresenta la vita. Affronta il percorso, da una sponda all’altra, trasportando in spalla un peso, che varia di volta in volta, ed esprime il concetto di normalità nella nostra società. Prosegue con la paura inconscia di uscire fuori dagli schemi. La paura di cadere lo costringe a guardare sempre avanti, per mantenere quell’equilibrio imposto a priori ma se avesse il coraggio di guardare in basso, potrebbe scoprire che in fin dei conti non c’è nulla da temere, ma solo da esplorare”.

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TEMERE IL FONDO

Testo

Ti scrivo e guardo nella mente
La nostra lotta tra marionette
Giostrate ma con le manette
Che saggiamente tremende paure
Agganciano a mani che
Ferite facilmente
Sfidano il fuoco che brucia la vita
Che brucia la vita

Siamo diamanti
Così taglienti
Uniti da un sottile filo
Su cui poggia
L’intero peso
Della normalità del mondo
Della normalità del mondo

Ancora osservo nella mente
Le nostre linfe tra le penombre
Che dalle quinte delle lotte
Rammendano ferite che
Appongono colpe senza meditare
Quel fuoco toglie alla vista il bagliore

Alla vista il bagliore
Siamo diamanti
Così taglienti
Uniti da un sottile filo
Su cui poggia
L’intero peso
Della normalità del mondo
Della normalità del mondo

Su questo filo
su questa vita
In equilibrio
i nostri sogni stanno
I nostri sogni sanno
Su questo filo
su questa vita
In equilibrio
i nostri sogni stanno

I nostri sogni sanno
Su questo filo
su questa vita
In equilibrio
I nostri sogni stanno
I nostri sogni sanno di
Temere il fondo

Biografia

Il 2021 segna il debutto di No Lodo, autore di brani in lingua italiana. Classe 1989, Franco Alfano, in arte “No Lodo“, grazie alla militanza come frontman e autore nella prima band “Luci Rosse Senza Porno”, colleziona dal 2015 esibizioni dal vivo che gli consentono di aprire i concerti di: Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo, Luca Barbarossa, Renzo Rubino, Management, Voina, Giorgio Ciccarelli, Silvia Mezzanotte, L’Orchestraccia, Punkreas.

Prende parte al “Meeting Del Mare 2019”, al MEI di Faenza e al “Sanremo Rock Festival” oltre a svariati festival e palchi minori dislocati soprattutto nel centro Italia. In Abruzzo, terra natìa, è ospite del “Non il solito Festival” e “Arzibanda” dove hanno lasciato traccia artisti come Mannarino, Levante e Diodato.

Lo scorso 14 gennaio No Lodo ha rilasciato il suo primo singolo dal titolo “Umana follia”, disponibile su tutti i digital stores e piattaforme streaming.

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“Sulle Mie Tracce”, il nuovo videoclip di Gimbo con Fabrizio Bosso

Luigi Macera Mascitelli

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Sulle Mie Tracce è il titolo del nuovo videoclip del cantautore romano Giampietro Pica alias Gimbo. Per questo nuovo lavoro ha voluto coinvolgere la tromba del musicista jazz Fabrizio Bosso. Il brano anticipa il primo album Come l’uomo della Luna in uscita il prossimo 26 febbraio per RedgoldgreenLabel

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Una ballad intima dove convivono gli arpeggi di chitarre e le armonie della tromba, in un gioco di chiaroscuri dal retrogusto folk. Nelle immagini firmate dal regista Andrea Casella (StudioCapta), un bambino e una danzatrice sono immersi in effetti di luci ed ombre inframezzati dal playback dei due musicisti. La semplicità delle parole e l’intensità delle liriche di Gimbo si mescolano in un arrangiamento sospeso tra le sonorità più classiche della black music e un pop d’autore dai colori più accesi. Il testo descrive il ricordo lasciato da un sogno nel quale il protagonista si rivede bambino, seguito poi da una riflessione sull’uomo che è diventato.

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