“It’s only after dark…”: Salma Hayek e LA scena cult in Dal tramonto all’alba

Chiariamo subito una cosa: all’interno di questo articolo saremo costretti a censurare il nostro essere e, soprattutto, il nostro scrivere. Faremo i bravi o, almeno, ci proveremo. La precisazione è d’obbligo, perché quando si parla di “Dal tramonto all’alba“, film cult del 1996 della cui regia si rende onore a Robert Rodriguez e della cui sceneggiatura si tessono le lodi di Quentin Tarantino, lasciarsi andare al classico turpiloquio da esaltazione collettiva è facile e, tutto sommato, inevitabile. Parlarne di fronte a un bicchiere di brandy, a gambe incrociate davanti a un camino come se l’oggetto della discussione fossero i massimi sistemi, non è esattamente il modo migliore per sbrodolarsi addosso di quel fomento che il film è in grado di trasmettere.

Tutti, almeno una volta nella vita, avremmo voluto tracannare una birra al Titty Twister in compagnia di camionisti e messicani col colpo in canna, dove ballerine nude servono ai tavoli e fiumi di alcool inondano i buzzurri presenti in sala mentre Tito Y Tarantula ci canta situazioni al limite del fantascientifico in preda ai fumi delle peggiori sostanze psicotrope. Il problema, semmai, verrebbe dopo, quando le presenze sopra descritte muterebbero pelle e venderebbero la loro anima agli Inferi trasformandosi in vampiri assetati di sangue e cazzotti.

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Il 2 settembre di ogni anno, in occasione del suo compleanno, rendiamo onore a Salma Hayek, ossia colei che nel film si rese protagonista della scena più “intrigante” (come anticipato, edulcoriamo le nostre espressioni altrimenti colorite) presente nei 105 minuti della pellicola. Secondo i più attenti pensatori e subfilosofi della Settima Arte, anche degli ultimi trent’anni di cinema. Qui il dibattito si apre, diventa feroce e oggetto di infinite controversie su inquadrature, giochi di luce, sottofondi musicali e movimenti di camera. Con la scena su cui focalizziamo la nostra attenzione in questo articolo tutti, ma proprio tutti, s’improvvisano esperti di cinema e fotografia cinematografica. Che poi – aridaje – di questi dettagli tecnici non frega un cavolo a nessuno.

Quando Santanico Pandemonium (Salma Hayek, appunto) sbuca fuori dal sipario del palchetto interno al locale, tutti i nostri sogni più maliziosi, carnali e reconditi prendono vita. “Vestita” con un succinto bikini che lascia intravedere ben più di un misero pensiero, danza con addosso un pitone albino che le scorre su tutto il corpo, accarezzandola laddove ognuno di noi posa il suo sguardo. Tutti avremmo voluto essere quel pitone. Impossibile sottrarsi a quello sguardo magnetico che fissa gli ospiti del Titty Twister e, non ultima, la telecamera attraverso la quale anche noi diventiamo parte del simposio vampiresco. La tavolata composta da Seth Gecko (George Clooney), Richard Gecko (Quentin Tarantino), Jacob Fuller (Harvey Keitel), Kate Fuller (Juliette Lewis) e Scott Fuller (Ernest Liu) è praticamente imbalsamata, mummificata dallo stupore.

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Le note di “After Dark“, brano eseguito dal prode Tito Larriva, frontman e leader indiscusso della band Tito Y Tarantula, accompagnano la sensuale danza di Santanico Pandemonium. L’aria si fa bollente o meglio, incandescente. La tempesta ormonale è enfatizzata dalle atmosfere latine suonate dal nativo di Ciudad Juarez, città messicana tra le più violente al mondo, con un tasso di omicidi che farebbe impallidire anche il più aggressivo protagonista di GTA. È il suo momento, è il momento di Salma Hayek che oggi compie 55 meravigliosi anni e che, in riferimento a quella scena, a distanza di qualche anno dichiarò:

“Stavano facendo il casting per delle spogliarelliste per Four Rooms (non ne facevo parte), e il giorno delle riprese, la mattina, Robert (Rodriguez) mi ha contattata e mi ha chiesto: ‘per favore puoi venire ed essere la stripper? Non vedremo il tuo volto, basta che ti infili un costume da bagno. Metti un costume e non vedremo il tuo volto’. E io ho fatto esattamente così. Dopo quella danza, Quentin (Tarantino) l’ha vista e ha scritto per me la parte per From Dusk till Dawn dove naturalmente mi ha fatto ballare solo per lui“.

“Quentin mi disse: ‘ah, comunque ballerai con un serpente‘. E io gli ho risposto: ‘Non posso farlo. È la mia più grande paura!’ Ma lui mi disse: ok, lo farà Madonna allora al posto tuo. Ho già parlato con lei ed è disposta a ballare con il serpente.’ Così ho dovuto superare la mia più grande paura. Ho dovuto cadere in trance per farlo. Ed è stata improvvisata. Non c’era un coreografo, niente“, ha spiegato Salma Hayek.

“Potrei parlarti per ore di quel film. Ricordo la scena in cui mi versavo addosso il whisky con Quentin che beveva succhiandomi l’alluce: io dovevo rimanere fissa su di lui a guardarlo in maniera seducente. Mi rivolgevo solo a lui, cosa che ha fatto imbestialire George Clooney! D’un tratto George diceva: ‘ma non mi guarda nemmeno un po’, perché?’. E Quentin rispondeva: ‘sono io lo sceneggiatore, decido io chi guarda!’. Andò più o meno così”. Il perché, caro Quentin, lo sappiamo bene. Oh, se lo sappiamo…

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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