Instagram censura la locandina di “Madres Paralelas”, ma poi si scusa

Madres Paralelas” è il nuovo film del regista spagnolo Pedro Almodòvar e, come è stato confermato di recente, sarà proiettato mercoledì 1 settembre durante la serata di apertura della 78esima Mostra del Cinema di Venezia 2021. Come suggerisce il titolo, “Madres Paralelas” tratta il tema della maternità, argomento molto caro ad Almodòvar, il quale nel corso degli anni si è fatto portatore di tematiche delicate, quali la famiglia e i rapporti umani.

Le protagoniste della pellicola sono Janis (Penélope Cruz) e Ana (Milena Smit), due donne single che hanno deciso di portare avanti una gravidanza non desiderata. Queste si trovano a condividere la stessa stanza di ospedale aspettando di partorire. Le due future madri cercheranno di sostenersi l’un l’altra in un momento difficile, il quale porta con sé paura, domande e dubbi sul futuro.

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Tutto molto bello, se non fosse che giusto all’uscita della locandina del film, creata dall’artista Javier Jaén, sia esploso un polverone. La locandina mostra l’immagine di un capezzolo in primo piano, dal quale fuoriesce una goccia di latte. Questo assomiglia ad un occhio che lacrima. E qual è il problema? È forse volgare? Stiamo parlando di maternità, l’immagine parrebbe in linea con un film che parla, appunto, di questo.

Peccato che Instagram non la pensi in questo modo. Difatti, poco dopo la pubblicazione della locandina, il caro social non si è fatto scrupolo di rimuovere i post contenenti l’immagine. Il motivo? Contenuti osceni. “Ha violato le linee guida del social network contro la nudità”. Questa è la motivazione fornita.

Il creatore della locandina del film si è espresso in seguito in questo modo, provando a giustificare il proprio lavoro artistico: “Questa è probabilmente la prima immagine che ho visto quando sono nato. Un’azienda come Instagram mi dice che il mio lavoro è pericoloso, che le persone non dovrebbero vederlo, che è pornografico. A quante persone stanno dicendo che il loro corpo è cattivo, che il loro corpo è pericoloso?”.

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Fortunatamente, in seguito a tutte le lamentele che sono arrivate dopo la censura fuori luogo di Instagram, la società madre del social network ha fatto un passo indietro e si è scusata con Almodòvar e con Jaén, affermando quanto di seguito:

“Il poster del film ha infranto le nostre regole contro la nudità, esistono però delle eccezioni per consentire la nudità in alcuni circostanze, ad esempio quando c’è un chiaro contesto artistico”.

I post contenenti la locandina sono stati ripristinati, aggiungendo “Siamo davvero dispiaciuti per la confusione”.

il trailer del film

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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