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Teatro

Il Teatro Ciak non smette di sognare: al via la nuova stagione teatrale

Mantenendo la parola data, Il Teatro di Via Cassia riparte dal 16 ottobre con un cartellone ricco di proposte e nomi prestigiosi

Antonella Valente

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Non smettiamo di sognare. Questa la dichiarazione di intenti che la direzione del Teatro Ciak ha auspicato, già da molti mesi, per sé e per il suo pubblico.

Mantenendo la parola data, Il Teatro di Via Cassia riparte dal 16 ottobre con un cartellone ricco di proposte e nomi prestigiosi.

“La conseguenza inevitabile – dice il Direttore Michele Montemagno– dopo sette mesi di inattività senza aver ricevuto alcun sostegno pubblico, sarebbe quella di chiudere definitivamente. Abbiamo ricevuto solo un piccolo ristoro relativo agli affitti da parte della Regione Lazio. La nostra non vuole essere una lamentela, dato il contesto della pandemia non semplice da gestire per nessuno, ma sentiamo l’esigenza di denunciare fermamente l’assenza del Mibact che, avendo a disposizione delle risorse economiche,  ha deliberatamente legiferato per aiutare solo “alcuni” Teatri con determinati requisiti che nulla hanno a che fare con la gestione di un Teatro. Questo atteggiamento vessatorio da parte del Ministero, che dovrebbe salvaguardare la Cultura nel nostro paese, riguarda tutto il Teatro “Privato”, che inesorabilmente rischia di sparire.

Con questa politica rivolta solo ai Teatri Pubblici e a quelli già finanziati dal FUS, oltre al Covid anche il Ministro Franceschini passerà alla storia. Noi riapriamo quindi contando solo sulle nostre forze, continuando ad indebitarci con le banche e avendo a disposizione solo la metà dei nostri 400 posti.

Ma dopo aver fatto un investimento imponente per la ristrutturazione dell’ex cinema di Via Cassia solo due anni fa, non abbiamo intenzione di farci sopraffare dall’indifferenza delle istituzioni che non si curano del più importante Teatro del XV municipio, che indubbiamente ha ridato linfa vitale ad un quartiere vastissimo privo di spazi per la vita culturale dei suoi 160.000 abitanti”.

La direzione del Ciak, nelle persone di Michele Montemagno e Linda Manganelli, ha quindi deciso di non limitarsi ad andare in scena solo con piccoli spettacoli pensati per diminuire i rischi, già altissimi senza pandemie, ma ha voluto con la nuova stagione 2020/2021 alzare la posta. In cartellone infatti saranno presenti produzioni che vedono la partecipazioni di grandi protagonisti del Teatro italiano con compagnie numerose come nel caso di “Dieci Piccoli Indiani” di Agatha Christie e de “Il Processo” di Franz Kafka.

Non è casuale la scelta di questo importante romanzo” – dice la Direzione del Teatro –  “Infatti il paradosso di apprestarsi a costruire progetti teatrali, di imprendere nella teatralità in un momento in cui essa è percepita da una parte del pubblico come possibile vettore di contagio, costringe tutti gli operatori teatrali, imprenditori, autori, artisti, tecnici, nonché il pubblico, a lavorare in una condizione kafkiana. Purtuttavia pervicacemente agiamo, augurandoci che il risultato delle nostre azioni produca effetti commisurabili ai nostri sforzi”.

DAL 16 AL 18 OTTOBRE 2020

La Pirandelliana presenta
CORRADO TEDESCHI E DEBORA CAPRIOGLIO
AMORE MIO AIUTAMI
di Rodolfo Sonego
Con Loredana Giordano e Roberto D’Alessandro Antonio Friello
adattamento teatrale di Renato Giordano regia di Renato Giordano

Liberamente ispirato alla sceneggiatura di Rodolfo Sonego, da cui il film del 1969 diretto da Alberto Sordi e interpretato da Alberto Sordi e da Monica Vitti, Amore mio aiutami è la classica commedia all’italiana degli anni 60. Raffaella e Giovanni sono sposati e innamorati. Lei però inizia a provare attrazione per un altro uomo e gioca la carta della sincerità per tentare di salvare la propria relazione col marito, purtroppo con risultati disastrosi.

Date da definire

SPETTACOLI TEATRALI PRODUZIONI Presenta
MARISA LAURITO
LYSISTRATA
da Aristofane
Con Mario Scaletta e Monica Guazzini
Adattamento di Nicasio Anzelmo e Mario Scaletta
Regia Nicasio Anzelmo

E’ uno spettacolo pensato in un periodo di “guerra”, di altra natura (ma sempre di guerra si tratta). Regolamentato dalle “condizioni speciali per la messa in scena”, tre attori raccontano e vivono la Lisistrata di Aristofane. E’ un gioco musicale, una gioiosa commedia musicale, dove Lisistrata e i personaggi, aiutati dalle canzoni, narrando cos’è la guerra, invitano ad usare “l’antidoto” per la pace: l’amore e il sesso.

DAL 20 AL 22 NOVEMBRE 2020

Artisti Associati e Synergie arte teatro presentano
BENEDICTA BOCCOLI ROSITA CELENTANO MILENA MICONI
QUESTE PAZZE DONNE
di Gabriel Barylli
Traduzione e adattamento Daniela Scarlatti e Claudia Tomio
Regia Stefano Artissunch

Tre donne sole, reduci da storie affettive molto diverse, si ritrovano a passare insieme la notte di Natale. Dalle loro confessioni, in bilico fra commedia e melodramma, emergono storie di amori negati e vissuti, intrecci, gelosie, figli segreti, in un colorito carosello di sentimenti e nevrosi femminili sullo stile di Almodovar. La piéce, scritta dal giovane autore austriaco Gabriel Barylli, è uno sguardo autentico, divertente, sensuale ed intelligente sul mondo femminile, che celebra la donna come “inno alla vita”

DAL 19 DICEMBRE 2020 AL 24 GENNAIO 2021
Teatro stabile del Giallo presenta
MARIANO RIGILLO CICCI ROSSINI
E NON RIMASE NESSUNO
Di Agatha Christie
Traduzione di Edoardo Erba
Con Massimo Reale, Linda Manganelli, Ruben Rigillo, Fabrizio Bordignon
Regia Anna Masullo

Nigger Island, una piccola isola deserta al largo della costa del Devon, attende dieci persone che lì troveranno la loro morte. Una misteriosa voce li invita a rispondere di crimini commessi e che nessuna giustizia ha mai potuto punire. Dieci persone che intrappolate sull’isola, vengono uccise una ad una, seguendo le rime di un’antica filastrocca finché “…E non rimase nessuno”.
Dieci Piccoli Indiani. La migliore storia che Agatha Christie abbia mai scritto.

DAL 5 al 7 FEBBRAIO 2021

SPETTACOLI TEATRALI PRODUZIONI Presenta
MILENA VUKOTIC, THIMOTY MARTIN
A SPASSO CON DAISY

DI Alfred Uhry
Adattamento teatrale di Mario Scaletta
Regia di Nicasio Anzelmo

Già Premio Pulitzer e film da quattro Oscar, “A spasso con Daisy” è ora un delizioso spettacolo teatrale. la bravissima Milena Vukotic dà vita all’anziana Daisy in una storia delicata e divertente capace di raccontare con umorismo un tema complesso come quello del razzismo nell’America del dopoguerra. Una commedia leggera piena di ironia, di grazia e di respiro. Emozionarsi non è mai stato cosi divertente.  

Dal 19 febbraio al 28 marzo 2021

Ubik Produzioni e Teatro Stabile del Giallo presentano
IL PROCESSO di Franz Kafka
Adattamento teatrale di Massimiliano Giovanetti
Regia Anna Masullo

Una mattina, apparentemente come un’altra, forti colpi risuonano alla tua porta. Ti svegli dal tuo sonno tranquillo e scivoli vorticosamente dentro uno degli incubi più temuti: essere accusato e processato per qualcosa che non hai commesso e che è ignota al “tribunale” stesso. Joseph K., il protagonista, è il designato di turno. Con lui, come scrive Primo Levi, “si viaggia per meandri bui, per vie tortuose che non conducono mai dove ti aspetteresti”.

Dal 10 aprile al 09 maggio 2021

Teatro Stabile del Giallo presenta
GIUSEPPE PAMBIERI
GLI INSOSPETTABILI – SLEUTH
Di Anthony Shaffer
Regia di Raffaele Castria

Un thriller mozzafiato. Bellissimo. Un classico imperdibile. Un duello arguto, perverso, ipnotico e selvaggio, assolutamente divertente. Uno spettacolo che inchioda lo spettatore alla poltrona col fiato sospeso,senza respiro, senza pause, un capolavoro del brivido a teatro. Un gioco al massacro in cui lo spettatore rimane intrappolato insieme ai protagonisti. La suspense si fa puro divertimento spingendo dall’angoscia alla risata in un sospiro.

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

Teatro

Caos sul Maurizio Costanzo show, il Teatro Parioli prende le distanze e lancia un appello

“Consapevoli che in questo periodo l’Italia e il mondo hanno altre priorità, ricordiamo al dottor Costanzo che cinema e teatri sono chiusi per decreto, e non per loro scelta”

redazione

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In merito alla tempesta social verificatasi in seguito alla messa in onda del Maurizio Costanzo Show del 27 ottobre, il Teatro Parioli si vede obbligato a chiarire che, a differenza di quanto scritto da molte testate giornalistiche, le registrazioni della trasmissione del dottor Costanzo non sono state effettuate presso gli spazi del Parioli.

“Inoltre rileviamo che il dottor Costanzo, in seguito a una richiesta di chiarimento da parte di agenzie di stampa riguardo alle condizioni in cui si sono svolte le registrazioni del suo programma, ha invitato i gestori di teatri e cinema a operare come lui, e cioè a effettuare test sierologici al pubblico, a installare plexiglas fra le poltrone, e ad accogliere quindi gli spettatori in sala senza mascherina, addossando in qualche modo la responsabilità della chiusura dei teatri e dei cinema ai gestori di questi ultimi, additandoli fra l’altro come persone che non fanno altro se non “rompere e fare polemiche” (fonte: Repubblica)

“Consapevoli che in questo periodo l’Italia e il mondo hanno altre priorità, ricordiamo al dottor Costanzo che cinema e teatri sono chiusi per decreto, e non per loro scelta. A tal riguardo, quindi, ci rivolgiamo direttamente al dottor Costanzo con le parole che seguono:

Egregio, la ringraziamo per i suggerimenti, ma le cose non stanno come dice Lei. Se infatti è vero che la legge al momento ci impedisce di aprire, e se è indubbio che nei teatri (anche quando erano aperti) c’era obbligo di mascherina per il pubblico, allora, per favore: eviti di farci passare pure per fessi agli occhi del pubblico.

Inoltre vorremmo approfittare di questo spiacevole episodio per sottolineare che in questo momento difficile la nostra categoria ha bisogno di supporto e unità, non di equivoci, né di strigliate. Quel di cui la categoria a cui apparteniamo ha bisogno, invece, sono ristori immediati, basati su parametri elastici, che non lascino fuori nessuno (come invece accaduto con gli ultimi fondi stanziati dal Ministro Franceschini, che hanno lasciato a bocca asciutta moltissimi fra noi).

Ma non è solo alle istituzioni che ci rivolgiamo: prendendo sempre spunto da quanto accaduto, nel paradosso che ha visto un teatro ricostruito in TV, ci chiediamo se non sia il caso di sottoporre allora proprio agli operatori, ai registi, ai conduttori, e agli autori di programmi televisivi una proposta di solidarietà nei confronti dei teatri privati: c’è chi vuole portare il teatro in TV.

Noi del Parioli, invece, proponiamo in questo momento emergenziale di portare la TV in teatro. E proponiamo alla TV di usare, all’interno dei suoi format anche le nostre maestranze (tutte, nessuna esclusa). Nell’attesa della riapertura (prioritaria, ovviamente, ma purtroppo verosimilmente lontana nel tempo), le strutture teatrali private sarebbero forse onorate di ospitare dirette o registrazioni di produzioni audio-visive. 

Questo darebbe respiro e orizzonte anche e soprattutto alle strutture più piccole per dimensioni e più fragili per economie, troppo spesso dimenticate, e che tuttavia rappresentano linfa artistica e creativa per il settore. Auspichiamo sinceramente che gli operatori del settore TV possano riflettere su quanto proposto, e sostenere in questo modo tutti i teatri privati che non ricevono fondi ministeriali, per aiutarli a sopravvivere. 

Perché alle riflessioni fatte va aggiunta anche questa: Gli spazi pubblici o sovvenzionati sopravvivranno a questa bufera. I teatri e gli spazi culturali gestiti da privati, senza sovvenzioni, sono condannati a morte o, nel migliore dei casi, a lenta agonia. Insieme a loro, soffriranno tanti artisti, tanti tecnici, tanti operatori della filiera produttiva. Infine, a pagare il prezzo più alto sarà la libertà dell’imprenditoria privata e dell’espressione artistica: a reggere alla botta saranno solo coloro che godono di finanziamenti pubblici, e inevitabilmente anche le scelte artistiche del futuro saranno condizionate da questa stortura. Un aiuto concreto a vantaggio dei teatri privati è indispensabile perché questi ultimi continuino a restare un baluardo di libertà espressiva anche quando la tempesta che li ha travolti sarà finita.

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Teatro

Una maratona teatrale di 24 ore, la proposta dei teatri privati dopo il Dpcm

redazione

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In seguito alla chiusura imposta a teatri e cinema dall’ultimo Dcm firmato dal premier il 24 ottobre, l’Atip – Associazione teatri italiani privati presieduta da Massimo Romeo Piparo esprime grande sconcerto e delusione in una lettera indirizzata oggi al presidente del Consiglio Conte, ai ministri Franceschini e Speranza, al commissario per l’emergenza Borrelli e al coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Miozzo.

Ma l’amarezza delle ultime ore non ha spento la voglia di ripartire per uscire dal baratro della crisi degli ultimi mesi: per questo l’associazione ha indetto per il prossimo mercoledì 25 novembre, esattamente 1 minuto dopo la mezzanotte (quando cioè cesserà l’obbligo di chiusura imposto dal Dpcm), la “Giornata Nazionale dello Spettacolo dal Vivo”: 24 ore di confronto e condivisione nei maggiori teatri privati italiani, da nord a Sud, che riapriranno per la prima volta in contemporanea dopo lo scorso marzo.

Al centro della Giornata nazionale incontri con politica, istituzioni, personalità del mondo della Cultura e dello Spettacolo su temi di vitale importanza: non assistenzialismo ma misure fiscali da parte dello Stato, maggiori tutele per i lavoratori, la ridefinizione dei criteri di assegnazione del Fondo Unico per lo Spettacolo, il rapporto del Teatro con la Tv e la Scuola, le differenze tra teatro pubblico e privato.

Nata nel maggio scorso, l’Atip vede come nucleo fondatore 18 grandi teatri privati sparsi lungo tutta la Penisola, ma nelle ultime settimane molte realtà produttive e numerosi teatri si sono aggiunti. I Teatri fondatori – da soli – sviluppano 28.984 posti a sedere; 2300 giornate di spettacolo dal vivo in una stagione; 2.5 milioni di biglietti venduti; 60 milioni di euro di incasso; 6 milioni di IVA sui biglietti.

I teatri ‘fondatori’ di Atip sono (in ordine alfabetico): Ambra Jovinelli, Roma (800 posti), Augusteo, Napoli (1420 posti), Celebrazioni, Bologna (966), Colosseo, Torino (1503), Creberg, Bergamo (1526), Degli Arcimboldi, Milano (2346), Geox, Padova (4500), EuropAuditorium, Bologna (1700), Lyrick, Assisi (1000), Manzoni, Milano (850), Metropolitan, Catania (1780), Morato, Brescia (1800), Politeama, Genova (1054), Quirino, Roma (850), Repower, Milano (1730), Sistina, Roma (1565), Team, Bari (2056), Verdi/A. Pagliano, Firenze (1538).

Di seguito, il testo integrale della lettera:

Oggetto: Il nuovo DPCM emanato in data 24 Ottobre u.s. desta sconcerto e delusione nel settore dei lavoratori e delle Imprese dello Spettacolo dal Vivo Privato.

Nonostante i ripetuti accorati appelli rivolti alle Istituzioni attraverso ogni forma di comunicazione pacata e responsabile, il settore dello Spettacolo dal Vivo Privato sta subendo un’ennesima battuta d’arresto che potrebbe rivelarsi fatale per la sopravvivenza stessa dell’intero comparto.

Nella assoluta consapevolezza che l’emergenza sanitaria sia concreta, preoccupante e vada quindi affrontata con forza e determinazione, le Imprese che producono e organizzano Spettacoli dal vivo si sono adoperate con ogni mezzo, anche affrontando serie difficoltà di liquidità, affinché i propri spazi e le proprie attività fossero altamente rispondenti ai criteri indicati dal Governo attraverso il proprio organo consultivo (CTS).

Diamo atto al Governo di aver cercato di sostenere il settore annunciando sussidi e fondi di ristoro all’intero Settore della Cultura. Tuttavia rileviamo che la maggior parte dei fondi sono stati destinati al Cinema e alle Istituzioni Teatrali di carattere Pubblico, riservando parti marginali di intervento alle Imprese Private.

ATIP, unendosi al coro unanime della protesta di queste ore, chiede a gran voce di poter continuare a svolgere il proprio lavoro con serietà e rispetto delle regole, salvaguardia della salute e dell’incolumità dei propri lavoratori nonché del proprio pubblico, e invita formalmente gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico, nonché  gli On.li Ministri Franceschini e Speranza, a fare visita ai nostri locali per accertarsi di persona dell’alto livello di sicurezza garantito, affinché possano rivedere con sollecitudine il provvedimento emanato: non ci sarà una seconda chiamata se oggi si vanificherà lo sforzo compiuto dalle nostre Imprese per la ripartenza –seppur già ampiamente contingentata- di un bene così prezioso come “la cura della mente e dell’anima” che solo la Cultura sa somministrare.

Massimo Romeo Piparo – Presidente ATIP

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Teatro

Stop ai teatri, protesta all’Aquila con sigilli e nastro adesivo sulla bocca

Fabio Iuliano

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Una catena con tanto di lucchetto per sbarrare la porta e il nastro adesivo sulla bocca al posto della mascherina. Gesto eloquente quello di Manuele Morgese, direttore artistico del Cinema teatro Zeta dell’Aquila, contro lo stop alle attività culturali previste dall’ultimo decreto anti-Covid.

“Non c’è nulla da dire, i miei dipendenti andranno in cassa integrazione, io posso solo fare questo”, afferma al magazine specialista VirtuQuotidiane mentre chiude le porte del nuovo foyer inaugurato solo qualche settimana fa nel Parco delle Arti, in località Monticchio.

Il teatro, come tutti si era adeguato rispettando tutti i protocolli di sicurezza e riducendo i posti in sala da 200 ad appena 60. Non è bastato a risparmiare la nuova serrata.

Il Teatrozeta ha annullato tutta gli spettacoli in calendario sino alla fine dell’anno.

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