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Teatro

Il Teatro Ciak non smette di sognare: al via la nuova stagione teatrale

Mantenendo la parola data, Il Teatro di Via Cassia riparte dal 16 ottobre con un cartellone ricco di proposte e nomi prestigiosi

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Non smettiamo di sognare. Questa la dichiarazione di intenti che la direzione del Teatro Ciak ha auspicato, già da molti mesi, per sé e per il suo pubblico.

Mantenendo la parola data, Il Teatro di Via Cassia riparte dal 16 ottobre con un cartellone ricco di proposte e nomi prestigiosi.

“La conseguenza inevitabile – dice il Direttore Michele Montemagno– dopo sette mesi di inattività senza aver ricevuto alcun sostegno pubblico, sarebbe quella di chiudere definitivamente. Abbiamo ricevuto solo un piccolo ristoro relativo agli affitti da parte della Regione Lazio. La nostra non vuole essere una lamentela, dato il contesto della pandemia non semplice da gestire per nessuno, ma sentiamo l’esigenza di denunciare fermamente l’assenza del Mibact che, avendo a disposizione delle risorse economiche,  ha deliberatamente legiferato per aiutare solo “alcuni” Teatri con determinati requisiti che nulla hanno a che fare con la gestione di un Teatro. Questo atteggiamento vessatorio da parte del Ministero, che dovrebbe salvaguardare la Cultura nel nostro paese, riguarda tutto il Teatro “Privato”, che inesorabilmente rischia di sparire.

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Con questa politica rivolta solo ai Teatri Pubblici e a quelli già finanziati dal FUS, oltre al Covid anche il Ministro Franceschini passerà alla storia. Noi riapriamo quindi contando solo sulle nostre forze, continuando ad indebitarci con le banche e avendo a disposizione solo la metà dei nostri 400 posti.

Ma dopo aver fatto un investimento imponente per la ristrutturazione dell’ex cinema di Via Cassia solo due anni fa, non abbiamo intenzione di farci sopraffare dall’indifferenza delle istituzioni che non si curano del più importante Teatro del XV municipio, che indubbiamente ha ridato linfa vitale ad un quartiere vastissimo privo di spazi per la vita culturale dei suoi 160.000 abitanti”.

La direzione del Ciak, nelle persone di Michele Montemagno e Linda Manganelli, ha quindi deciso di non limitarsi ad andare in scena solo con piccoli spettacoli pensati per diminuire i rischi, già altissimi senza pandemie, ma ha voluto con la nuova stagione 2020/2021 alzare la posta. In cartellone infatti saranno presenti produzioni che vedono la partecipazioni di grandi protagonisti del Teatro italiano con compagnie numerose come nel caso di “Dieci Piccoli Indiani” di Agatha Christie e de “Il Processo” di Franz Kafka.

Non è casuale la scelta di questo importante romanzo” – dice la Direzione del Teatro –  “Infatti il paradosso di apprestarsi a costruire progetti teatrali, di imprendere nella teatralità in un momento in cui essa è percepita da una parte del pubblico come possibile vettore di contagio, costringe tutti gli operatori teatrali, imprenditori, autori, artisti, tecnici, nonché il pubblico, a lavorare in una condizione kafkiana. Purtuttavia pervicacemente agiamo, augurandoci che il risultato delle nostre azioni produca effetti commisurabili ai nostri sforzi”.

DAL 16 AL 18 OTTOBRE 2020

La Pirandelliana presenta
CORRADO TEDESCHI E DEBORA CAPRIOGLIO
AMORE MIO AIUTAMI
di Rodolfo Sonego
Con Loredana Giordano e Roberto D’Alessandro Antonio Friello
adattamento teatrale di Renato Giordano regia di Renato Giordano

Liberamente ispirato alla sceneggiatura di Rodolfo Sonego, da cui il film del 1969 diretto da Alberto Sordi e interpretato da Alberto Sordi e da Monica Vitti, Amore mio aiutami è la classica commedia all’italiana degli anni 60. Raffaella e Giovanni sono sposati e innamorati. Lei però inizia a provare attrazione per un altro uomo e gioca la carta della sincerità per tentare di salvare la propria relazione col marito, purtroppo con risultati disastrosi.

Date da definire

SPETTACOLI TEATRALI PRODUZIONI Presenta
MARISA LAURITO
LYSISTRATA
da Aristofane
Con Mario Scaletta e Monica Guazzini
Adattamento di Nicasio Anzelmo e Mario Scaletta
Regia Nicasio Anzelmo

E’ uno spettacolo pensato in un periodo di “guerra”, di altra natura (ma sempre di guerra si tratta). Regolamentato dalle “condizioni speciali per la messa in scena”, tre attori raccontano e vivono la Lisistrata di Aristofane. E’ un gioco musicale, una gioiosa commedia musicale, dove Lisistrata e i personaggi, aiutati dalle canzoni, narrando cos’è la guerra, invitano ad usare “l’antidoto” per la pace: l’amore e il sesso.

DAL 20 AL 22 NOVEMBRE 2020

Artisti Associati e Synergie arte teatro presentano
BENEDICTA BOCCOLI ROSITA CELENTANO MILENA MICONI
QUESTE PAZZE DONNE
di Gabriel Barylli
Traduzione e adattamento Daniela Scarlatti e Claudia Tomio
Regia Stefano Artissunch

Tre donne sole, reduci da storie affettive molto diverse, si ritrovano a passare insieme la notte di Natale. Dalle loro confessioni, in bilico fra commedia e melodramma, emergono storie di amori negati e vissuti, intrecci, gelosie, figli segreti, in un colorito carosello di sentimenti e nevrosi femminili sullo stile di Almodovar. La piéce, scritta dal giovane autore austriaco Gabriel Barylli, è uno sguardo autentico, divertente, sensuale ed intelligente sul mondo femminile, che celebra la donna come “inno alla vita”

DAL 19 DICEMBRE 2020 AL 24 GENNAIO 2021
Teatro stabile del Giallo presenta
MARIANO RIGILLO CICCI ROSSINI
E NON RIMASE NESSUNO
Di Agatha Christie
Traduzione di Edoardo Erba
Con Massimo Reale, Linda Manganelli, Ruben Rigillo, Fabrizio Bordignon
Regia Anna Masullo

Nigger Island, una piccola isola deserta al largo della costa del Devon, attende dieci persone che lì troveranno la loro morte. Una misteriosa voce li invita a rispondere di crimini commessi e che nessuna giustizia ha mai potuto punire. Dieci persone che intrappolate sull’isola, vengono uccise una ad una, seguendo le rime di un’antica filastrocca finché “…E non rimase nessuno”.
Dieci Piccoli Indiani. La migliore storia che Agatha Christie abbia mai scritto.

DAL 5 al 7 FEBBRAIO 2021

SPETTACOLI TEATRALI PRODUZIONI Presenta
MILENA VUKOTIC, THIMOTY MARTIN
A SPASSO CON DAISY

DI Alfred Uhry
Adattamento teatrale di Mario Scaletta
Regia di Nicasio Anzelmo

Già Premio Pulitzer e film da quattro Oscar, “A spasso con Daisy” è ora un delizioso spettacolo teatrale. la bravissima Milena Vukotic dà vita all’anziana Daisy in una storia delicata e divertente capace di raccontare con umorismo un tema complesso come quello del razzismo nell’America del dopoguerra. Una commedia leggera piena di ironia, di grazia e di respiro. Emozionarsi non è mai stato cosi divertente.  

Dal 19 febbraio al 28 marzo 2021

Ubik Produzioni e Teatro Stabile del Giallo presentano
IL PROCESSO di Franz Kafka
Adattamento teatrale di Massimiliano Giovanetti
Regia Anna Masullo

Una mattina, apparentemente come un’altra, forti colpi risuonano alla tua porta. Ti svegli dal tuo sonno tranquillo e scivoli vorticosamente dentro uno degli incubi più temuti: essere accusato e processato per qualcosa che non hai commesso e che è ignota al “tribunale” stesso. Joseph K., il protagonista, è il designato di turno. Con lui, come scrive Primo Levi, “si viaggia per meandri bui, per vie tortuose che non conducono mai dove ti aspetteresti”.

Dal 10 aprile al 09 maggio 2021

Teatro Stabile del Giallo presenta
GIUSEPPE PAMBIERI
GLI INSOSPETTABILI – SLEUTH
Di Anthony Shaffer
Regia di Raffaele Castria

Un thriller mozzafiato. Bellissimo. Un classico imperdibile. Un duello arguto, perverso, ipnotico e selvaggio, assolutamente divertente. Uno spettacolo che inchioda lo spettatore alla poltrona col fiato sospeso,senza respiro, senza pause, un capolavoro del brivido a teatro. Un gioco al massacro in cui lo spettatore rimane intrappolato insieme ai protagonisti. La suspense si fa puro divertimento spingendo dall’angoscia alla risata in un sospiro.

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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“Io sono mia moglie”, Michele Di Giacomo reinterpreta il drammaturgo Doug Wright

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Io sono mia moglie ert fondazione doug wright

Io sono mia moglie racconta la vera storia di Charlotte Von Mahlsdorf, sopravvissuta da travestito all’assalto nazista e al regime comunista a Berlino, recuperando e collezionando oggetti e mobili di antiquariato: un’indagine quasi giornalistica scritta da Doug Wright su un simbolo di libertà e lotta, tra luci e ombre. Una prova d’attore con oltre venti personaggi, che ha vinto il premio Pulitzer nel 2004.

Michele Di Giacomo traduce, dirige e interpreta per ERT Fondazione il testo, presentandolo per la prima volta in Italia sul palcoscenico.

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Lo spettacolo sarà in scena dal 22 giugno al 4 luglio al Teatro Tempio di Modena nell’ambito della stagione ERT del Teatro Storchi.

«Non mi sembra possibile che lei possa esserci. Non dovrebbe nemmeno esistere». Così scrive l’autore a Charlotte Von Mahlsdorf. Ed è infatti incredibile che Charlotte sia sopravvissuta, da travestito, in abiti femminili, nel periodo più cruento della storia del Novecento. Eppure la sua è una storia vera.

I am my own wife, titolo originale di “Io sono mia moglie”, è un monologo in cui un solo attore veste più di venti personaggi, ripercorrendo la vita della protagonista attraverso le interviste che l’autore, anche lui personaggio in scena, registra dal gennaio del 1993: in una stanza disseminata di scatole da scarpe colme di nastri, Doug rivive gli incontri con Charlotte. Lo spazio fisico diventa luogo della mente, in un’ossessiva ricerca volta a comprendere chi sia davvero la persona che ha di fronte, la cui stessa esistenza rappresenta una vittoria sulla storia.

Collezionista compulsiva, Charlotte ha preservato la cultura del periodo Gründerzeit, salvando mobili dalle case degli ebrei deportati, dalle macerie delle bombe della Seconda Guerra Mondiale, dalle abitazioni confiscate dalla Stasi. Oggetti preziosi, con cui dà vita al Gründerzeit Museum, che diventa anche punto di riferimento nascosto per la comunità omosessuale di Berlino Est.

Ma chi è davvero Charlotte? È Lothar Berfelde, il ragazzo che un tempo è stata? È una eroina? O forse una spia della Stasi? Una menzognera? Il suo “travestitismo” è un modo per nascondersi o per mostrare la parte più vera di sé? Su queste domande si costruisce lo spettacolo, in un continuo gioco di maschere che lascia allo spettatore la possibilità di rispondere.

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Teatro

“Il Terzo Reich”: al Teatro Comandini vla nuova installazione di Romeo Castellucci

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Mercoledì 16 giugno al Teatro Comandini (in doppia replica: ore 20.30 e ore 22.00)la Societas presenta, nell’ambito della stagione ERT a Cesena, la nuova installazione di Romeo Castellucci che ha da pochi giorni debuttato alla Triennale di Milano, Il Terzo Reich: realizzazione video di Luca Mattei con i suoni di Scott Gibbons e una performance coreografica d’apertura di Gloria Dorliguzzo e Jessica D’Angelo. Anche martedì 15 sono previste due repliche, negli stessi orari, a cura della Societas.

Il Terzo Reich è una rappresentazione sequenziale di tutti i sostantivi del vocabolario italiano (tradotti poi in diverse lingue) proiettati, uno a uno, su un mega schermo. La totalità del reale è messa a disposizione dello spettatore attraverso il suo equivalente linguistico. Ma la sequenza è frenetica, i nomi si affastellano a una velocità tale che non si ha il tempo di discernerli. Lo spettatore si misura con la capacità della retina e della memoria di trattenere una parola che appare nel baleno di un ventesimo di secondo. I vocaboli che è possibile catturare rimangono impressi di necessità, inculcati a forza.

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Chi guarda, esposto a questo trattamento, subisce il linguaggio sotto l’aspetto della quantità: non percepisce il cosa, ma il quanto. Il Terzo Reich mette in scena la violenza della comunicazione, lo stato di assedio a cui le facoltà percettive umane sono sottoposte, l’assenza di tregua, la negazione di vie di fuga.

Informazioni

per le rappresentazioni del 16 giugno: Teatro Bonci, piazza Guidazzi – Cesena

Prezzi dei biglietti: da € 7 € a € 15 (prevendita 1 euro)

Biglietteria: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 14.00; il giorno dello spettacolo al Teatro Comandini dalle ore 19.30

Leggi anche: “Euro 2020, sport e musica per guardare oltre: esplosione di colori alla cerimonia inaugurale

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Teatro

Il regista Pompei racconta Grassi, Strehler, de Bosio nel suo volume “Teatro al centro”

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fabrizio pompei

È uscito Teatro al centro, il libro con cui il regista Fabrizio Pompei, ormai fra i nuovi protagonisti del teatro abruzzese, mette a frutto la preparazione e l’esperienza di docente di Storia dello spettacolo, attualmente in ruolo all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il volume, imperniato sulle maiuscole figure di Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Gianfranco de Bosio, fa parte della rinnovata Collana di Studi storici dello Iasric, l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, e appare per i tipi delle Edizioni Menabò di Ortona.

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Mentre finalmente le sale teatrali vanno rianimandosi, dopo la lunga stagione di chiusura obbligata dalla diffusione del Coronavirus, è certamente di buon auspicio l’apparizione dell’impegnativa ricostruzione storica con cui Pompei racconta la rinascita vissuta dalla scena italiana negli entusiasmanti decenni della seconda metà del Novecento.

La generazione degli anni Venti aveva maturato una profonda esigenza di rinnovamento che del teatro seppe fare il luogo fisico e mentale in cui interrogarsi sul senso della propria funzione socio-culturale e sul destino dell’intera società. Fu in quel contesto che la regia si affermò nel teatro italiano grazie ai nuovi teatranti cresciuti negli anni del fascismo e poi, nel dopoguerra, diventati punto di riferimento per la rinascita teatrale.

Anche grazie a un’estesa ricerca di fonti storiche inedite, come lettere, interviste e testimonianze dei protagonisti del volume, Pompei ripercorre gli anni di formazione e prima attività dei giovani registi, i quali, tra momenti esaltanti e crisi profonde, tra successi e cadute, animarono un momento particolarmente denso nella storia del teatro e del Paese.

Un importante contributo di conoscenza viene offerto nel volume con l’intervista a Gianfranco de Bosio, protagonista della Resistenza e ultimo testimone ancora in vita di quella “generazione in fermento” alla quale va riconosciuto il merito d’aver fondato in Italia la moderna regia teatrale. Ulteriori contributi sono costituiti dall’introduzione di Gabriele Lavia e da un saggio di Errico Centofanti sull’esperienza dei Carri di Tespi.

LE PRESENTAZIONI

Mercoledì 9 giugno alle 15, il volume di Fabrizio Pompei verrà presentato online sulla piattaforma Meet; in aggiunta all’Autore, a Maria Teresa Giusti e Pierfrancesco Giannangeli, interverranno Maria Rita Simone, docente di Arti Performative nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, e lo storico e giornalista Giovanni Tassani.  Questo è il link alla piattaforma Meet  

Sabato 12 giugno, all’Aquila, la sala eventi della libreria Colacchi ospiterà la presentazione del volume. Verrà introdotta da Carlo Fonzi, Presidente dello Iasric (Istituto abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia contemporanea), Maria Teresa Giusti, docente di Storia contemporanea nell’Università di Chieti e direttrice della Collana di Studi Storici dello Iasric, Marcello Gallucci, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, oltre a Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Verrà inoltre proiettato un video con un nuovo contributo appositamente registrato per l’occasione da de Bosio e sarà ovviamente della partita anche l’autore, Fabrizio Pompei.

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