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Il grido di allarme di Pino Insegno: “Teatri in ginocchio a causa del terrorismo sanitario”

Pino Insegno non le manda a dire: critica rivolta anche ai “nostri” politici

Antonella Valente

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Pino Insegno non le manda a dire. L’attore e doppiatore romano, in una intervista al “Tempo”, si schiera a difesa dei teatri, dei lavoratori dello spettacolo e anche dei spettatori:

“Penso a migliaia di teatri senza contributi: moriranno. Saltano questa stagione e pure la prossima. No, non si capisce perché dovremo stare così distanziati, con questo terrorismo sanitario che toglie serenità alle persone. Nessuno prenota più biglietti. Grandi e piccoli cinema e teatri pagano la paura messa alla gente”

Chiudere i teatri impedisce a tanti attori di poter proseguire loro carriera. Lo stesso vale per i set cinematografici, a che servirà produrre? Solo per le piattaforme digitali? E come ripaghi gli sforzi economici?”.
Insegno si rivolge anche ai “nostri” politici, rei di non dare il giusto peso all’arte e alla cultura, come in altri paesi d’Europa.

“…penso che l’Italia sia un paese straordinario, fatto di gente straordinaria e di grande qualità. Ma il peso sono i nostri politici. C’è chi insegue ancora il vitalizio, chi non si dimezza lo stipendio, per aiutare, forse ci converrebbe copiare l’estero nelle cose belle, ad esempio Parigi, la Francia. Li rispettano il teatro come il cinema, le produzioni nazionali sono in prima linea, i prodotti esteri devono lasciare una quota di incassi per il cinema francese”.

Anche in Germania miei colleghi hanno ricevuto contributi, non prestiti. Altro che 25mila euro… Abbiamo un socio maggioritario, che è lo Stato. Ogni sera più del 70 per cento se ne va in tasse. Non vedo uno sbocco. A noi non ci aiuta nessuno. Signori della politica, non basta dire che siamo un popolo straordinario. Senza una spinta dello Stato a settembre non ce la faremo”.

Fonte ADNKRONOS
ph. pagina ufficiale facebook

Leggi anche: Colleghi, amici e compagni di avventure: Pino Insegno e Federico Perrotta si raccontano

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Musei, teatri e cinema restano chiusi almeno sino al 15 gennaio

Fabio Iuliano

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I luoghi della cultura restano chiusi sino al 15 gennaio. Serrata per musei, mostre, cinema, teatri, concerti.

Aprono gli archivi e un poco le biblioteche. Questo è quello che viene fuori dal Dpcm del 3 dicembre scorso. Uniche aperture per gli archivi, che tornano pienamente operativi, e per le biblioteche che possono offrire servizi su prenotazione. Le misure entrano in vigore il 4 dicembre e restano valide fino al 15 gennaio 2021.

Le misure sono contenute al comma 10 dell’articolo 1:

al paragrafo m) si stabilisce che “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, mentre il paragrafo r) dispone che “sono sospesile mostre ei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica”.

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Violenza contro le donne: racconto e denuncia attraverso secoli di arte

Fabio Iuliano

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“Il posto delle donne” un progetto che racconta la violenza alle donne attraverso l’arte. Idea e realizzazione a cura di Sabrina Cardone e Diana Di Roio. Questi i quadri mostrati dal video divulgato in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne:

“Lo stupro” di Edgar Degas
“Ratto delle Sabine” di Jacques-Louis David
“Susanna e i Vecchioni” di Francesco De Rosa
“Lucrezia e Tarquinio” di Luca Giordano
“Assassinio in casa” di Jakub Schikaneder
“La morte di Ines Di Castro” di Karl Pavlovic Brullov
“Mi piego al tuo amore” di Roberta Stifano
“Le sagome bianche” – Desx
“Unos cuantos piquetitos” di Frida Khalo
“John l’assassino” di George Grosz
“Le scarpe rosse” di Elina Chauvet

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Francia: musei, teatri e cinema verso la riapertura

Fabio Iuliano

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Parte da sabato 28 novembre il progressivo allentamento alle misure di restrizione applicate in Francia.

Un percorso graduale che dovrebbe culminare con la riapertura di musei, cinema e teatri a partire dal 15 dicembre. Entro quella data, il numero dei contagi giornalieri in Francia è stimato rientrare entro quota 5mila (circa la metà di quelli attuali). In caso contrario le condizioni potrebbero cambiare, ma l’indicazione operativa resta questa.

“La cultura è essenziale per la nostra vita di cittadini”. Il magazine Art Tribune riporta le parole del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Dal 28 novembre è comunque prevista la riapertura delle biblioteche e, se l’andamento della curva epidemiologica dovesse consentirlo, dal 20 gennaio in Francia saranno completamente riaperti anche i licei (attualmente al 50% con la didattica a distanza).

Sempre lo stesso magazine Art Tribune a suggerire un parallelo con l’Italia anche a proposito del Dpcm in uscita.

Sulla possibile riapertura di musei, cinema e teatri (anche graduale) attualmente non si ha notizia: il dibattito è più che altro incentrato sulle modalità di festeggiamento delle ricorrenze di dicembre, se sarà possibile fare i “cenoni” e con quante persone.

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