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Musica

Abbabula: torna il festival sardo dedicato alla musica e alle parole d’autore

“Perché mai come quest’anno abbiamo sentito il bisogno di dare un segnale forte con un cartellone che permetta al pubblico di ritornare alla dimensione live”

Antonella Valente

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Si accendono le luci sul palco di ABBABULA. Dal 4 al 7 agosto (con un’anteprima il 30 luglio) si svolgerà a Sassari la ventiduesima edizione del più importante festival sardo dedicato alla musica e alle parole d’autore.

Saranno ospiti di Abbabula2020 SAMUEL, frontman dei Subsonica, che porterà sul palco in trio il suo progetto musicale solista; PAOLO BENVEGNÙ, fresco del secondo posto alla Targa Tenco per il “Miglior disco in assoluto”; DAVIDE TOFFOLO, leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti, con il suo spettacolo di musica, parole e immagini “Andrà tutto benino Live”, tratto dalla sua ultima pubblicazione a fumetti “Andrà tutto benino”; MAX COLLINI, anima degli Offlaga Disco Pax prima e di Spartiti poi con la sua caustica lettura antropologica della musica Indie in Italia; il reading “Libertini invisibili. Tondelli vs Calvino” di BEBO GUIDETTI & LODO GUENZI de Lo Stato Sociale; la performance acustica di CIMINI, nuovo nome della scena indie italiana, già campione di ascolti su Spotify; il viaggio tra parole e note di “Maledetti Cantautori” con NICHOLAS CIUFERRI e THE NIRO; “Fate l’amore…Recital per Alda”-omaggio ad Alda Merini, con la voce narrante di COSIMO DAMIANO DAMATO, che con la Merini ha condiviso una lunga amicizia raccontata nel film “Una donna sul palcoscenico” presentato al Festival di Venezia nel 2009, e la musica della cantautrice ERICA MOU.

Abbabula ha sempre dedicato particolare attenzione alla promozione delle realtà artistiche del territorio. Anche in questa edizione, dunque, saranno presentati artisti della scena musicale isolana: LUIGI FRASSETTO, musicista e compositore, che aprirà il festival con il suo omaggio al grande Ennio Morricone, il giovane talentuoso LACANA, sassarese di nascita e bolognese d’adozione, le canzoni della cantautrice ANGELA COLOMBINO, la musica d’autore dalle sonorità pop degli OK BA, la raffinatezza del progetto dicontaminazione BETWEEN MOONS della cantante DANIELA PES e del pianista MARIO GANAU.

L’edizione 2020si aprirà ufficialmente con un’anteprima in programma il 30 luglio nello spazio live del QUOD, locale situato nel centro storico cittadino e partner della manifestazione; la serata ospiterà il dj-set del musicista e compositore FRANCESCO MEDDA “ARROGALLA” e sarà l’occasione per rientrare in contatto con il pubblico del festival e presentare alla città gli appuntamenti dei giorni successivi. La pandemia non ha fermato lo storico evento e la cooperativa di imprenditrici culturali“Le Ragazze Terribili” che dal 1996 organizza questo importante appuntamento, che quest’anno ha scelto un unico luogo, Piazza Moretti, per celebrare quello che vuole essere un cauto ma deciso riappropriarsi di spazi ed emozioni.

“Perché mai come quest’anno– dice Barbara Vargiu, direttore artistico del festival –abbiamo sentito il bisogno di dare un segnale forte con un cartellone che permetta al pubblico di ritornare alla dimensione live”. Nonostante le difficoltà derivate dall’emergenza sanitaria e i conseguenti vincoli per gli spettacoli dal vivo, le organizzatrici hanno scelto di investire ancora una volta energie e risorse in questo evento, diventato nei decenni un appuntamento di rilievo nel panorama musicale italiano. Il festival ABBABULA è organizzato dalla cooperativa Le Ragazze Terribili, con il contributo del Comune di Sassari, degli Assessorati allo Spettacolo e al Turismo della Regione Sardegna e dellaFondazione di Sardegna.

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

Musica

#IOSONO l’album di Innocente tra pop, latin-jazz e atmosfere cantautorali

Fabio Iuliano

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Disponibile sul mercato #IOSONO l’album del cantautore e pianista salentino Innocente, che esce oggi per Cinico Disincanto e Pezzi Dischi. Otto tracce che viaggiano tra influenze pop, latin-jazz e cantautorali, per un lavoro guidato dalla voglia di sperimentazione e ricerca sonora, nel quale emerge come Giorgio Innocente, in un momento storico in cui ci si sposta sempre più verso suoni campionati o effettati, si muova in controtendenza, preferendo sonorità acustiche e pulite, complici le produzioni di Luigi Saccà e Vladimiro Boccia. 

#IOSONO, infatti, è un album suonato dall’inizio alla fine, che non vuole strizzare l’occhio a ciò che va di moda nel mainstream ma sceglie la ricerca nelle sonorità e nel tipo di arrangiamento. Brani dal ritmo frizzante con la presenza costante del pianoforte si alternano a brani dai suoni caldi, capaci di creare un’atmosfera intima. Dal punto di vista tematico si sente il forte legame di Giorgio (Innocente) con il territorio italiano, la sua lingua e soprattutto con la sua terra d’origine: un esempio su tutti il brano Bella ci dormi, ripreso dal Canzoniere Grecanico Salentino, che vuole essere un omaggio alle sue radici. Centrale anche il tema del tempo che assume le sembianze di un “Ser”, così come la tematica ambientale, sempre cara all’artista, fino ad arrivare all’amore, narrato in maniera passionale ma mai scontata. Giorgio vuole presentarsi all’ascoltatore negli attimi di quotidianità, nelle sensazioni dei piccoli momenti, come in una piccola biografia, attraverso una forma testuale ben strutturata ed un linguaggio non necessariamente immediato.

In questo disco – spiega Innocente –  sono confluiti brani che hanno caratterizzato non solo il mio percorso musicale, ma anche quello di vita. Ho voluto mettermi a nudo senza filtri, divertendomi a condurre l’ascoltatore/lettore in piccoli labirinti testuali dai quali ognuno può trovare la sua via d’uscita. I temi che affronto sono molto importanti per me, uno su tutti quello ambientale a cui mi sento particolarmente vicino, in quanto attivista del movimento Fridays For Future: la salvaguardia dell’ambiente e i danni ambientali sono diventati una questione sociale, non sono più una questione che riguarda una minoranza. L’amore, invece, lo racconto dondolando tra la ragione e il suo contrario, in un incalzante dubbio. Penso a questo sentimento in maniera utopistica e lontana dal romanticismo, che mi stanca. In Il cuore e l’abat-jour, ad esempio, ho provato a descrivere la storia di un incontro tra un cuore “troppo cerebrale” ed una abat-jour: due soggetti distinti, forse antitetici per i quali “pur considerandone al bisogno l’accensione non ci hanno visto più”. Mi intriga la forza della diversità. In Gitana, poi, l’amore è visto come liberazione dalle abitudini, dalla quotidianità, come trasgressione soprattutto mentale, oltreché fisica, utile a “purificare l’incertezza delle cose”.

L’obiettivo del disco è sperimentare, mischiare, senza necessariamente costruire un “recinto musicale”, senza chiudersi dentro un genere ben definito, cercando di fare buona musica senza seguire gli schemi compositivi che rendono un prodotto sicuramente accattivante dal punto di vista commerciale, ma allo stesso tempo rischiano di farlo risultare anonimo, prodotto in serie.

Giorgio Innocente, classe 1991, è salentino ma vive da diversi anni a Siena. Inizia a studiare pianoforte da giovanissimo, tra i Conservatori di Lecce e Taranto e le accademie, affiancando a questo lo studio delle tecniche vocali. A 17 anni si avvicina al jazz, iniziando a studiarne la tecnica pianistica e vocale, ma si appassiona sempre di più anche alla scrittura che, quasi inevitabilmente, viene messa a servizio della sua musica. Parallelamente all’attività accademica, Giorgio si dedica al lavoro sui suoi brani e all’attività dal vivo, suonando su palchi come il Mediterraneo Festival e il Salent Festival e collaborando con importanti formazioni del territorio pugliese e non solo. Studia jazz con il pianista e Maestro Ettore Carucci presso il Saint Louis College e, nel 2019, pianoforte jazz presso “Siena Jazz” con il Maestro Danilo Tarso, mentre continua a lavorare ai suoi inediti. Il singolo d’esordio, “Il Cuore e l’Abat-Jour”, esce il 28 aprile 2020 per l’etichetta Cinico Disincanto, seguito a giugno da “Gitana”. Il 5 Novembre esce il terzo singolo “Un Raggio a Strapiombo”

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Musica

La famiglia Battisti subì aggressioni comuniste e dovette abbandonare Poggio Bustone nel 1947

Redazione

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Lo storico Pietro Cappellari in visita alla tomba di Alfiero Battisti, padre del cantautore Lucio. “La famiglia Battisti fu vittima delle aggressioni comuniste e nel 1947 dovette abbandonare Poggio Bustone”. Cappellari, in visita al cimitero di Poggio Bustone (Rieti) ha reso omaggio alla tomba di Alfiero Battisti, padre del noto cantautore Lucio.

Leggi anche: La grazia di Lucio Battisti

“Il padre di Lucio Battisti, Alfiero, classe 1913, militò nella RSI come Brigadiere della Guardia Nazionale Repubblicana. Nel dopoguerra fu arrestato, a seguito di denunce, poi risultate non veritiere, presentate contro di lui da due esponenti del PCI. Sembra che subì anche un’aggressione personale. A causa dell’odio dei comunisti, con la famiglia dovette abbandonare Poggio Bustone e spostarsi nel 1947 a Vasche di Castel Sant’Angelo, sempre in provincia di Rieti”.

Leggi anche: A fari spenti nella notte: il viaggio “slow” di Mogol e Battisti

“Nel 1950 avvenne il definitivo trasferimento nella Capitale della famiglia Battisti, emigrazione forzata che portiamo a conoscenza degli abitanti di Poggio Bustone, i quali giustamente vorrebbero creare un museo e altre iniziative in ricordo dell’indimenticabile Lucio”.

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Entertainment

Festival e grandi concerti: se ne riparla forse nel 2023. La previsione di Claudio Trotta

Antonella Valente

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“Gli spettacoli di massa negli stadi, negli autodromi, nei parcheggi, nei parchi, francamente (..) non credo proprio che li vedremo nel 2021, non immagino nemmeno che sia così certo che li vedremo nel 2022, forse nel 2023 o 2024, ma non nel 2021”.

“Questo non è stato dichiarato ufficialmente, ne comprendo le motivazioni ma sarebbe opportuno che se ne parlasse più profondamente e rendersi conto che non abbiamo una prospettiva a lungo termine”.

Con queste parole Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, ha focalizzato l’attenzione sul rischio, ormai sempre più concreto, di rivedere grandi concerti e festival solo tra due anni, nella migliore delle ipotesi.

L’intervista integrale

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