Connect with us

Attualità

Iced Earth: Jon Schaffer è ricercato dalla polizia per l’assalto al Congresso

Luigi Macera Mascitelli

Published

on

Jon Schaffer, storico leader e fondatore della band heavy metal statunitense Iced Heart, è ufficialmente ricercato dalla polizia di Washington D.C.. Lo si apprende da Metalitalia.com (link alla notizia qui) a seguito dei fatti che lo hanno coinvolto ieri nell’assalto al Congresso presso il Campidoglio.

Il noto vocalist è stato fotografato tra i manifestanti all’interno dell’edificio da Roberto Schmidt e la foto è visualizzabile sul sito di Getty Images (link qui).

MyZona

La polizia di Washington ha pubblicato ben 38 foto di alcuni rivoltosi (tra cui lo stesso Jon). Tramite un comunicato ufficiale, poi, gli investigatori hanno intimato i cittadini ad aiutare nelle indagini al fine di identificare i responsabili.

Leggi anche: Biden proclamato presidente dal Congresso, 4 le vittime dopo gli scontri

Non è comunque la prima volta che il leader degli Iced Earth ha partecipato ad una manifestazione pro Trump. Già il 15 novembre in una sfilata il vocalist avrebbe rilasciato pesanti dichiarazioni alla giornalista del Die Welt Carolina Drüten (link qui per maggiori info).

L’immagine di Jon Schaffer ha creato molto scalpore all’interno della community metal mondiale. Molti sono i fan che hanno manifestato il loro sdegno sul profilo Instagram dell’artista.

25 anni, laureato in “Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Metallaro da quando ha memoria. La chitarra elettrica e il Death metal sono i suoi migliori amici. Appassionato di fitness, sport, videogames, musica e lettura (fantasy e opere filosofiche soprattutto). Speranzoso di trovare, un giorno, il suo posto nel mondo. Nel frattempo “Run! Live to fly! Fly to live! Do or die!”

Attualità

Orietta Berti vorrebbe duettare con i “Naziskin”

Luigi Macera Mascitelli

Published

on

Sanremo continua a regalare emozioni. Dopo il tragicomico evento che ha visto come protagonista Orietta Berti alle prese con 3 pattuglie della polizia, la cantante ci regala un’altra grande perla: «Non mi dispiacerebbe fare un duetto con Madame, come con Ermal Metal, ma anche con i Naziskin»

Sorvoliamo sull’errore di distrazione nell’aver aggiunto una “l” in più al nome di Ermal Meta. Magari in quel momento stava pensando agli Slayer o ai Sepultura. Chi può dirlo?! No, l’apice di cotanta epicità è certamente un altro, immortalato per sempre nel video della diretta social che la vede storpiare malamente il nome dei Måneskin.

MyZona

Gelo, stupore, sudore a freddo e una risata clamorosa in procinto di farci sputare i polmoni. Queste le fasi che attraverserete dopo aver ascoltato Orietta Berti nel frangente incriminato. Migliaia e migliaia sono state le condivisioni sulle maggiori pagine trash di Facebook ed Instagram. Insomma, Orietta nazionale ci ha fatto sognare ancora scrivendo un’altra pagina di storia nella timeline delle figure di m***a più epiche. Grazie!

Continue Reading

Attualità

Too fast like Orietta Berti: la fuga dalla polizia è un’ode all’inverosimile

Luigi Macera Mascitelli

Published

on

Fulmini e saette, effetti speciali e odi alla follia. Che il Festival di Sanremo abbia inizio. E che l’inizio, per dirla con Jim Carrey in The Mask, sia sfumeggiante. Ma quando la realtà supera la fantasia, si sa, spesso si fatica a crederci. Orietta Berti, colonna portante della musica leggera italiana, amatissima dal pubblico tricolore per la sua simpatia, per la sua dolcezza e per la sua genuinità, è stata protagonista – suo malgrado – di un episodio grottesco e dai connotati tragicomici.

Lo ha raccontato lei stessa, nel salotto de La Vita in Diretta. Ma cosa sarà mai successo all’Orietta nazionale? Domenica notte è stata inseguita da tre volanti della polizia. Orietta Berti come 1727 WorldStar, il fratellino del web, quello che si schianta contro i muri e viene esaltato per le gesta francamente opinabili? No, neanche un po’, perché il sorriso di Orietta è vero, è bello. E ci piace, anche e soprattutto quando racconta le sue disavventure.

MyZona

“Tre macchine della polizia mi hanno inseguito e mi hanno fermato. Mi hanno seguito perché non ci credevano” ha dichiarato Orietta durante un’ospitata a La Vita in Diretta. Ma cosa avrà combinato di così grave per meritare le attenzione degli agenti? Semplice, si trovava in strada subito dopo il coprifuoco delle 22:00.

“Mi ha fermato la polizia perché erano le 22.05 e, da Bordighera, sono andata a ritirare gli abiti all’hotel Globo di Sanremo. ‘Dove va lei?’, mi hanno chiesto. Ho spiegato che stavo andando a ritirare gli abiti. ‘A quest’ora?’, mi hanno risposto. E io: ‘Per forza, devo provarli, se non mi vanno bene me li devono aggiustare’. Mi hanno seguito fino al Globo perché non ci credevano… Non mi hanno arrestata, mi hanno accompagnato per vedere dove andassi”

Ora, rileggete tutto l’articolo con in sottofondo i Motley Crue. Tutto avrà un sapore diverso, ribelle ed esuberante. Orietta Berti, too fast for polizia!

Continue Reading

Attualità

“Una stella per Nella”: la graphic novel su Auschwitz realizzata da due studentesse

Riccardo Colella

Published

on

Appena Nella arriva nel campo di concentramento viene mandata nelle camere a gas. Abbiamo immaginato che viaggiasse con una bambola, il giocattolo che le dava conforto. Prima di entrare sotto le docce, però, Nella la lascia fuori e le dà un nome: Libertà”. A parlare è Maddalena Stellato, studentessa quattordicenne di Chiavari che, insieme all’amica Marta De Vincenzi, 15 anni per lei, è autrice di “Una stella per Nella”.

Sul finire di novembre le due studentesse liguri hanno visitato il Campo 52 di Coreglia Ligure insieme al direttore della scuola Chiavarese del Fumetto, Enrico Bertozzi, rimanendone profondamente toccate. Il desiderio è stato quello di raccontare graficamente gli orrori dell’olocausto attraverso gli scritti di Maddalena e i disegni di Marta, in occasione del Giorno della Memoria.

MyZona

La storia parla di Nella Attias, una bambina ebrea di 5 anni che, assieme alla sua famiglia, viene prelevata dai nazisti dal campo di prigionia alla Piana di Coreglia e, passando per Milano, troverà la morte ad Auschwitz, dopo aver viaggiato sullo stesso treno che trasportò la senatrice a vita Liliana Segre.

Leggi anche: Maus: la Shoah a fumetti nel capolavoro di Art Spiegelman

La graphic novel ha riscosso così tanto successo da attirare le attenzioni del Quirinale e la conferma è arrivata dalla stessa Presidente dell’Anpi di Chiavari, Maria Grazia Danieli, committente dell’opera. “Stavo per scoppiare a piangere. Fortuna che ero seduta, quando ho risposto al telefono”. Sono le parole della Danieli dopo aver realizzato che all’altro capo del telefono c’era il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Aveva letto molto bene ‘Una Stella per Nella’ ed è rimasto colpito da come abbiano affrontato la vicenda con dolcezza. Un segnale importante anche per le scuole: un riconoscimento per il lavoro formativo che stanno svolgendo. Per noi è importante tramandare la memoria attraverso i giovani, perché un conto è se lo raccontiamo noi anziani, un conto è se lo fanno loro. Quando mi sono resa conto della grazia e della maturità con le quali le due adolescenti avevano riassunto un momento così drammatico, ho pensato di mandarne qualche copia al capo dello Stato. Ho spedito tutto lunedì. Poi venerdì mi squilla il cellulare alle 16.40, rispondo e sento la sua voce sicura e affettuosa che dice: “Sono il presidente Sergio Mattarella…”. Che onore! Era rimasto impressionato dal lavoro delle ragazze e ha detto che appena il Covid lo permetterà le aspetta a Roma al Quirinale”.

Photo credit: Avvenire.it

Continue Reading

In evidenza