Connect with us

Musica

I Gorillaz tornano a stupire: un concerto virtuale per presentare i nuovi brani

Redazione

Published

on

Nella due giorni del 12 e del 13 dicembre LIVEnow apre le porte a Song Machine Live, la performance-evento con cui i Gorillaz presenteranno per la prima volta dal vivo i brani del loro ultimo album Song Machine: Season One – Strange Timez, uscito lo scorso 23 ottobre.

Prima performance live dal 2018, lo show dei Gorillaz verrà trasmesso in tutto il mondo in tre diversi fusi orari e in Italia sarà disponibile sabato 12 dicembre alle ore 12,00 e domenica 13 dicembre alle ore 1,00 e alle ore 20,00.

La più grande band virtuale al mondo si esibirà dal vivo accompagnata dalla magnificenza dei visual di Jamie Hewlett

Con il chitarrista Noodle, il bassista Murdoc Niccals, il batterista Russel Hobbs e il frontman 2D ci sarà Damon Albarn e l’intera live band dei Gorillaz, più molti altri ospiti speciali. La live band comprende Damon Albarn, Seye Adelekan (basso), Jesse Hackett (tastiere), Remi Kabaka (percussioni), Femi Koleoso (batteria), Mike Smith (direttore musicale / tastiere), Karl Vanden Bossche (percussioni), Jeff Wootton (chitarra), con i coristi Matt Allen, Rebecca Freckleton, Petra Luke, Michelle Ndegwa, Ade Omotayo e Angel Williams-Silvera. 

I biglietti sono in vendita al  prezzo di €15,00. Sono inoltre disponibili i biglietti per assistere a tutti e tre gli streaming al costo di €30,00 e anche uno special pack con 4 biglietti e un party virtuale con contenuti esclusivi al costo di €40,00.

Maggiori informazioni sono disponibili su www.gorillazlivenow.com .

Song Machine Live dai Kong Studios è una produzione dei Gorillaz, prodotta da Eleven Mgmt in collaborazione con Block 9 e Pulse Films.

La scorsa settimana LIVENow ha trasmesso “Studio 2054”, lo show di Dua Lipa con tantissimi ospiti, che ha battuto i record di live streaming online con oltre 5 milioni di spettatori. Song Machine: Season One – Strange Timez è uscito il 23 ottobre in CD, vinile e cassetta. Sarà disponibile anche una versione deluxe e super deluxe con 17 brani.

Gorillaz

La band virtuale dei Gorillaz è formata dal cantante 2D, dal bassista Murdoc Niccals, dal chitarrista Noodle e dal batterista Russel Hobbs. Creati da Damon Albarn e Jamie Hewlett, il loro acclamato album di debutto è uscito nel 2001. Gli album successivi, vincitori di prestigiosi premi come i BRIT e i Grammy Award, sono Demon Days (2005), Plastic Beach (2010), The Fall (2011), Humanz (2017) e The Now Now (2018).

I Gorillaz, autentico fenomeno globale, hanno conquistato un enorme successo in modi unici e innovativi, hanno fatto tour in tutto il mondo, da San Diego alla Siria, hanno vinto infiniti premi tra cui l’ambitissimo Jim Henson Creativity Honor. La band è riconosciuta dal Guinness Book Of World Records come il gruppo virtuale di maggior successo al mondo

LIVENow

Una nuova rete di distribuzione di contenuti e una piattaforma di marketing che fornisce soluzioni pay-per-view flessibili per eventi live, quali sport, concerti, spettacoli teatrali, talks, educational e lifestyle. LIVENow offre ai fan i migliori contenuti LIVE attraverso la propria piattaforma e una rete di distribuzione in crescita di editori digitali, canali di social media e società telefoniche. LIVENow fornisce un facile accesso agli eventi a cui vogliono partecipare gli utenti, sui device a loro disposizione.

Lanciato nell’agosto 2020 da Aser Ventures, LIVENow si impegna ad aiutare le persone a vivere l’esperienza e l’emozione degli eventi dal vivo in un modo nuovo ed entusiasmante. La piattaforma si propone inoltre come soluzione di marketing per i brand che vogliono ingaggiare nuovi clienti e/o associare il proprio marchio a contenuti di intrattenimento. Tutte le informazioni sul servizio sono disponibili sul sito di LIVENow.

Anker

Anker Innovations è un leader globale nella tecnologia di ricarica e uno sviluppatore di prodotti di consumo per supportare audio wireless di alta qualità, sicurezza domestica, intrattenimento ed elettrodomestici smart. Questa innovazione è guidata dai suoi quattro brand chiave: Anker, Eufy, Nebula e Soundcore. Per ulteriori informazioni su Anker Innovations, sui suoi marchi e prodotti visita il sito www.anker.com

Musica

Janis Joplin, cinque tracce dell’icona rock che hanno segnato un’epoca

Una breve carriera, stroncata a 27 anni ma caratterizzata da una voce graffiante, arrabbiata, travolgente e piena di tutta l’anima del blues rock

Luigi Macera Mascitelli

Published

on

Gli anni ’60: un periodo di grandi trasformazioni politiche, economiche e generazionali. L’epoca dei Beatles, di Jimi Hendrix, di Jim Morrison e dei The Doors, della rivoluzione hippie… Il grande dito medio in faccia ad una società fin troppo bigotta e borghese, con tutti i suoi schemi prestabiliti e confezionati. Un calderone in cui forze contrastanti diedero vita ad un’epoca in cui la musica divenne portavoce della nuova generazione. É in questo contesto che vide la luce la voce del soul e del blues rock: Janis Joplin.

Nata in quel lontano 19 gennaio 1943 e cresciuta ribelle sin da quando era in fasce. Destinata ad essere parte integrante di quel turbolento periodo. Soprattutto per essere stata una delle poche nel mondo della musica ad aver mandato a quel paese lo stereotipo femminile dell’epoca che vedeva la donna subordinata e relegata in casa ad accudire i figli. Ecco, il dito medio di cui parlavo prima.

Una breve carriera, stroncata a 27 anni ma caratterizzata da una voce graffiante, arrabbiata, travolgente e piena di tutta l’anima del blues rock. Oggi Janis Joplin avrebbe spento 78 candeline e per ricordarla non potevamo non riproporre una lista delle 5 tracce che l’hanno marchiata a fuoco nella storia della musica. Ovviamente senza ordine di importanza e a carattere soggettivo. Buona lettura e buon ascolto!

Maybe (1969)

Tratta da I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!, il primo album solista della Joplin. Una delle migliori performance canore nella quale la voce dall’artista si scioglie all’interno della melodia, per poi graffiare e di nuovo mescolarsi. La traccia è un continuo ossimoro in cui il blues e il soul si incontrano, mentre le orchestrazioni jazz in sottofondo regalano un mood vibrante e profondo.

Me and Bobby McGee (1970)

Inizialmente scritta dal cantante country Kris Kristofferson ed intitolata Me and Bobbie McGee, poiché dedicata ad una donna. La Joplin la incise nuovamente nel 1970, pochi giorni prima della morte, cambiando il nome in Bobby e riadattando alcune parti del testo. La traccia venne poi inserita in Pearl, l’ultimo album della cantante, pubblicato postumo nel 1971. Il brano scalò le classifiche americane e mondiali, e mostrò una Janis in versione country pressoché sbalorditiva, al pari di Johnny Cash.

Cry Baby (1970)

Anch’essa estratta dall’album Pearl. Il brano racconta del dolore di una donna lasciata dal suo uomo, di cui lei è ancora follemente innamorata. La Joplin interpreta questo sentimento con un pathos senza eguali, quasi urlando dalla disperazione, per poi chiudersi in quello che sembra un pianto. La bellezza struggente del testo si fonde con una performance da brividi che fa scendere le lacrime. Inutile dire che questa sia una delle migliori prove canore mai affrontate dall’artista.

Summertime (1968)

Il brano venne scritto nel 1935 da George Gershwin. Esistono diverse cover famosissime dello stesso, tra cui quella della Joplin. La registrò quando ella ancora militava nei Big Brother & The Holding Company e subito divenne un simbolo della scena hippie. Janis si ispirò quasi sicuramente alla versione del 1936 di Billie Holiday, storica cantante jazz e blues. In questa ninna nanna la Joplin è sensuale, dolce ma allo stesso tempo fedele al suo mood irriverente, rabbioso e ruvido.

Piece Of My Heart (1968)

Quando pensiamo a Janis Joplin, automaticamente Piece Of My Heart è il primo brano che viene in mente. In questa versione rock c’è tutta l’anima ribelle e sfrontata dell’artista. Un solo ascolto basta per capire come mai sia divenuta una voce leggendaria. Qui è lei la vera protagonista, a tal punto che la sua performance canora rese immortale ed unico il blues rock dei Big Brother. Non è un caso che l’album Cheap Thrills occupò il primo posto nella classifica americana dei più venduti dell’anno. Un vero e proprio fuoco che brucia di passione, ribellione e libertà.

Continue Reading

Musica

Waiting on a War, il brano dei Foo Fighters per guardare oltre la paura

Redazione

Published

on

Sulla scia di No Son of Mine, i Foo Fighters aggiungono un altro tassello di “Medicine at Midnight” , con il nuovo singolo Waiting on a War, già disponibile in digitale e da venerdì 22 gennaio in rotazione radiofonica.

Il nuovo album “Medicine At Midnight”,  in pre-order qui uscirà il prossimo 5 febbraio in diverse versioni: digitale, CD e vinile.

Prodotto da Greg Kurstin e dai Foo Fighters, registrato da Darrell Thorp e mixato da Mark “Spike” Stent, “Medicine At Midnight” racchiude in 37 minuti 9 tracce.

Si tratta del decimo disco della band che quest’anno ha festeggiato 25 anni di carriera costellata da dozzine di Grammy, numerosi premi, riconoscimenti e concerti in tutto il mondo. 

In netto contrasto con la dichiarazione «final f*ck you to 2020» che accompagnava “No Son of Mine”, “Waiting on a War” è invece una maestosa opera melodica con un crescendo continuo che esplode nel finale.

Dave Grohl ha raccontato il personale aneddoto che l’ha ispirato per la canzone

“Da bambino, cresciuto nei sobborghi della capitale Washington, ho sempre avuto paura della guerra. Avevo incubi di missili nel cielo e di soldati nel cortile. Incubi molto probabilmente provocati dal clima di tensione politica dei primi anni Ottanta, così come dal fatto che vivevo a due passi dal Campidoglio. Ho passato la giovinezza sotto la nuovola oscura di un futuro senza speranza – commenta Grohl – Lo scorso autunno, mentre l’accompagnavo a scuola, mia figlia di 11 anni si è girata verso di me e mi ha chiesto: “Papà, ci sarà una guerra?” Mi si è stretto il cuore mentre guardavo i suoi occhi innocenti. Di fatto, mi sono reso conto che lei ora sta vivendo sotto quella stessa nuvola di un futuro senza speranza. La stessa mia percezione di 40 anni fa.”

Proprio quel giorno ho scritto “Waiting On a War”. Ogni giorno ti aspetti che il cielo cada. Cosa c’è di più di questo? Cosa c’è oltre questa attesa? Ho bisogno di guardare oltre. Tutti ne abbiamo bisogno. Ho scritto questa canzone per mia figlia Harper che merita un futuro, proprio come ogni bambino.”

Tracklist “Medicine At Midnight”

  1. Making a Fire
  2. Shame Shame
  3. Cloudspotter
  4. Waiting on a War
  5. Medicine at Midnight
  6. No Son of Mine
  7. Holding Poison
  8. Chasing Birds
  9. Love Dies Young

Leggi anche:

Continue Reading

Attualità

Jon Schaffer in stato di fermo dopo l’assedio al Campidoglio

Redazione

Published

on

Alla fine è successo: il chitarrista degli Iced Earth, Jon Schaffer si è costituito ieri alle autorità federali e al momento è in stato di fermo. Era ricercato dall’Fbi per aver partecipato all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Su di lui pendono ben 6 capi di accusa. Lo rende noto WishTv.

Al momento delle proteste, Schaffer è stato fotografato con un cappellino degli Oath Keepers, un’organizzazione anti-governativa di estrema destra composta da decine di migliaia di persone tra membri attuali o veterani delle forze armate, che si autodefiniscono come “difensori della Costituzione degli Stati Uniti” e rifiutano di rispondere agli ordini se da loro considerati in violazione della stessa.

Non è comunque la prima volta che il leader degli Iced Earth ha partecipato ad una manifestazione pro Trump. Già il 15 novembre in una sfilata il vocalist avrebbe rilasciato pesanti dichiarazioni alla giornalista del Die Welt Carolina Drüten (link qui per maggiori info).

L’immagine di Jon Schaffer ha creato molto scalpore all’interno della community metal mondiale. Molti sono i fan che hanno manifestato il loro sdegno sul profilo Instagram dell’artista.

Continue Reading

In evidenza