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Gianni Rodari e il sottotesto politico di cui nessuno parla

La dimensione dimenticata del Rodari politico, vera forza motrice delle sue filastrocche infantili

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Con una pandemia in atto, c’è stato chi ha avuto la temerarietà di uscire, gel e mascherina, rischiare il tutto per tutto e infilarsi in una libreria per comprare una raccolta di Gianni Rodari. È un gesto audace ma per Rodari si può fare, sembra, e le case editrici lo sanno. Ogni tanto lo ripropongono nelle vetrinette, in qualche nuova veste con un’introduzione di quel docente di Milano e una postfazione di quella penna di Repubblica. Ora che sono cent’anni dalla nascita di quell’intellettuale pallido e militante, qualcuno ha deciso di ricordarlo – più di qualcuno, in realtà – intasando le bacheche social di filastrocche. Ma fuori da quella specie di rivoluzione di colore o forma che tutti stanno citando, c’è la componente politica – il vero “colore” di queste storielle:

Bella la bandiera tricolore
sboccia al sole come sboccia un fiore.
Ma le bandiere sono tutte belle,
fatte per sventolare insieme come sorelle…
L’italiana, l’inglese, la francese,
la russa, la cinese
e quella di Maometto:
mille più mille bandiere a braccetto”

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Rimane difficile pensare davvero che “Bandiere” sia stata scritta dai bambini di Vho. La firma è quella di Rodari, che scrive questo inno all’uguaglianza delle bandiere (la russa e la cinese con l’italiana) negli anni in cui si registrano le morti di centinaia di dissidenti nei rispettivi regimi – non me ne vogliano gli ex pci – in cui il Nostro amava fare delle lunghe vacanze di piacere. L’uomo che scriveva della cicala e la formica, e che si faceva amare per la sconclusionata scrittura infantile, era lo stesso che sul “Manuale del Pioniere” (1951) appuntava, a proposito della rivoluzione culturale nelle scuole: “Bisogna sollecitare le organizzazioni democratiche (Partiti, Udi, associazione Italia-Urss, ecc.) perché organizzino spettacoli cinematografici per ragazzi, procurandosi anche qualcuna delle molto belle pellicole per ragazzi prodotte nell’Unione Sovietica e nelle democrazie popolari”.

E fortuna la ebbe con la connivenza trentennale degli amici maestri, di intere classi dirigenti, di un’idea che poi si è insediata, subdola, a spacciare finta moneta sperando nella benevolenza del lettore giovane e ingenuo – che oggi è un lettore adulto e ingenuo. Quando ricordiamo le sue filastrocche, ricordiamo l’autentico baedeker del comunismo, la propaganda verso un mondo che non soltanto dovrebbe esserci estraneo per costituzione, ma che è stato il seme dell’odio e la radice di quel finto spirito di inclusione che oggi coinvolge l’istruzione italiana e i suoi figli della buona dottrina.



Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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Ilaria Mainardi e il ritorno a Twin Peaks

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“Il racconto di un sogno. Ritorno a Twin Peaks” di Ilaria Mainardi è un saggio divulgativo ricco di spunti di riflessione, che si focalizza sul terzo atto del capolavoro seriale di David Lynch. Come afferma il critico cinematografico Luca Pacilio nella prefazione: «Mainardi, tra le nebbie di Twin Peaks, prova a indovinarne i contorni – confrontando pareri, equiparando testi – e, fidandosi del suo intuito e della conoscenza della geografia lynchiana, ne dipinge un ritratto sorprendente.»

«In che anno siamo e cosa è successo davvero in questa storia che tende i margini del quadro fino a straripare nel non visibile?»

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Is it the future or is it the past? Con David Lynch non ne siamo mai certi: i bordi si sfumano, le maglie si allargano, lo spaziotempo e ogni sua logica esplodono in un Big Bang di intuizioni e suggestioni. Raccontare tale caos primigenio come se fosse un sogno è l’obiettivo di questa disamina del terzo capitolo dell’iconico Twin Peaks, una lettura metaforica che ne esplora il simbolismo con l’ausilio della critica cinematografica e della filosofia, della religione e della psicologia.

Provando a fare ordine, a comprenderlo quanto più possibile senza annullarne del tutto il mistero. Perché forse è proprio lì, nella sua perturbante indeterminatezza, che si annida il fascino visionario del regista di Missoula.

Ilaria Mainardi risiede a Pisa, sua città d’origine. Qui ha visto maturare l’amore per il cinema, scrutato col rispetto e la sospensione incredula che si deve a ciò che è al tempo stesso familiare e misterioso. Con Les Flâneurs Edizioni ha pubblicato il romanzo La quarta dimensione del tempo (2020). Collabora con il sito di critica cinematografica www.spietati.it.

La casa editrice nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità.

Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

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Segreti di stelle nelle poesie di Isabella Bignozzi

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isabella bignozzi poesie transeuropa

Le stelle sopra Rabbah, raccontate da Isabella Bignozzi (pubblicata per la storica e indipendente Transeuropa) sono le poesie che la richiamano a un’ispirazione colma di libere analogie e descrizioni, in una natura pullulante di sorprese e di una vitalità tanto carica quanto sfuggente. La poetessa, al suo splendido esordio, scrive versi in piena contemplazione e passioni segrete. Il suo sguardo verso l’alto e verso l’imperscrutabile inaugura un racconto di visioni e intuizioni che resistono al tempo, scrutandone il mistero. È una poesia ricca di istantanee suggestive alle quali Bignozzi accondiscende, per volontaria partecipazione creativa, all’enigma della vita.

Notte di enigmi lucenti

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alla finestra crateri

aria di pietra, sabbia rossa, maschere d’oro

tempo che traspare

connubio di vetro, il respiro trattenuto delle costellazioni

qui

l’odore di un buio d’edera.

Sul pianoforte un metronomo addormentato”.

La forza di questa poesia risiede proprio nella sua purezza: Bignozzi si nasconde dietro ogni parola e ogni ricerca d’innocenza. Tutto il suo pensiero – finanche la percezione fisica del suo stare al mondo – diviene tramite entro il quale si manifesta un senso di meraviglia, che induce a uno stato di trance.

Leggi anche “Pasqua”, il richiamo di speranza nella poesia di Ada Negri

Ogni stella ha la sua diversità e unicità, e per questo la silloge avanza con varianti di ambientazioni, ritmi, spesso sfociando in una forma prosastica di confessione che con minuzia descrive la quotidianità – un’esperienza salvifica del corpo e dell’anima, colto nella parvenza della banalità. 

Spenti i ceri, smontate le pale d’altare

rimane

il meeting di crescita personale

l’abbuffata di cibo orientale”.

Le poesie si rivelano con associazioni di definizioni fantasiose e imprevedibili: in un intreccio semantico inflessibile che prefigura proprio quel viaggio tortuoso nella notte dell’essere, la notte di stelle sopra Rabbah, terra di confine, di spaesamento e ricordo di sé.

La poesia di Bignozzi sovrascrive un riconoscimento finale della coscienza, unico grumo autentico di luce a sorreggere il senso della scrittura che elabora sempre la domanda ultima sull’esistenza. E che si arrende alla bellezza struggente della vita.

di Pietro Fratta

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Dylan Dog omaggia Vasco Rossi: “Sally”, “Albachiara” e “Jenny” sono le protagoniste

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Dylan Dog omaggia Vasco Rossi. Grazie all’inedita collaborazione tra uno degli artisti italiani più amati di sempre e Sergio Bonelli Editore, per la prima volta nella sua storia, l’Indagatore dell’Incubo sarà protagonista di un ciclo di tre episodi ispirati a tre celebri canzoni del rocker di Zocca: “Sally”, “Albachiara” e “Jenny”.

L’appuntamento andrà a scandire l’estate 2021. Un evento che permetterà ai fan del cantante di ingannare l’attesa delle nuove date del tour di Vasco (riprogrammato per il 2022) e che si inserirà per Sergio Bonelli Editore nell’ambito delle celebrazioni degli 80 anni della Casa editrice, che festeggia così anche il celebre personaggio creato da Tiziano Sclavi. Per l’occasione, la sceneggiatura degli albi è stata affidata a tre delle autrici di punta della scuderia di via Buonarroti: Paola Barbato, Gabriella Contu e Barbara Baraldi, che hanno dato un’interpretazione personale alle emozioni suscitate in loro trasferendole nel mondo di Dylan Dog. Corrado Roi, Sergio Gerasi e Davide Furnò hanno visualizzato il tutto con la loro arte. Gigi Cavenago e Fabrizio De Tommaso hanno illustrato le copertine.

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Leggi anche: ““La trattoria del cardinale”: brevi storie sul rapporto tra corpo e spirito a tavola”

Spiega Vasco Rossi: «Ho sempre amato la sintesi e i fumetti in questo son perfetti: il racconto si dipana per immagini e poche parole ma quelle che bastano a farti capire un mondo intero di cose. Il mio percorso direi che va da Nembo Kid a Tex Willer per arrivare fino a Dylan Dog, il più colto, raffinato e impegnato, il suo mondo visionario mi ha affascinato. Ancora oggi è per me un mito e sono strafelice di incontrarlo. A proposito, da Dylan Dog sono passato direttamente ai libri di filosofia».

Racconta Tiziano Sclavi: «Una volta ho fatto un sogno. Di solito i miei sogni sono incubi paurosi e disperati, ma quello, caso più unico che raro, era felice. Non ricordo come si svolgeva, so solo che a un certo punto cantavo “Voglio una vita spericolata”. Era indubbiamente un segno. Segno che qualcosa di Vasco mi era entrato nel profondo».

Aggiunge Michele Masiero, Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore: «È curioso come gli aggettivi che si possono usare per Vasco e per Dylan siano facilmente intercambiabili tra i due: ribelle, insofferente agli schemi, determinato eppure fragile, disilluso eppure vitale. Insomma, umano, molto umano. Inevitabile, quindi, che fossero destinati a incontrarsi».

Al centro dei tre episodi che terranno banco sulla serie regolare di Dylan Dog per le uscite di giugno, luglio e agosto vi saranno l’ineffabile mondo interiore dell’Indagatore dell’Incubo. Quella sensibilità, quei sentimenti e quegli smarrimenti che hanno contribuito a renderlo tanto amato dai lettori. Ogni albo si ispirerà a una canzone di Vasco Rossi e a una delle sue muse. Avrà, inoltre, una duplice copertina: una regolare da un lato e, sull’altro lato, una speciale cover da collezione che vedrà l’atteso incontro tra Vasco Rossi e Dylan Dog.

Per l’occasione, ogni albo avrà una foliazione speciale e sarà arricchito da 16 pagine extra che conterranno una speciale intervista di Luca Crovi a Vasco, i testi delle canzoni cui si ispira l’episodio, l’editoriale di Michele Masiero e, nel primo albo, anche uno scritto di Tiziano Sclavi e uno di Davide Bonelli.

A inaugurare il progetto editoriale sarà proprio “Sally”, in uscita il 30 giugno: una storia d’amore e ossessione, in bilico tra emozioni, memoria, morte e follia, come nella miglior tradizione dell’Indagatore dell’Incubo, firmata da Paola Barbato e dal Maestro delle Ombre Corrado Roi. Tutti e tre gli albi, curati da Roberto Recchioni, saranno come sempre disponibili in edicola, in fumetteria e sul sito di Sergio Bonelli Editore.

IL PROGETTO EDITORIALE

Sally” scritto da Paola Barbato e disegnato da Corrado Roi, dal 30 giugno

“Albachiara” scritto da Gabriella Contu e disegnato da Sergio Gerasi, dal 30 luglio

“Jenny” scritto da Barbara Baraldi e disegnato da Davide Furnò, dal 31 agosto

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