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Gassman porta a teatro la Napoli degli anni ’60. L’idea piace ma la riuscita non convince

Ottima soluzione per il weekend romano o per la settimana prossima. Fronte del Porto infatti sarà in scena fino al 15 dicembre al Teatro Argentina

redazione

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Dopo lo straordinario successo di Qualcuno volò sul nido del cuculo prosegue il successo di un’altra “storia cinematografica”, quella di Fronte del Porto. Alessandro Gassmann dirige Daniele Russo e altri 10 attori in una riscrittura in cui Enrico Ianniello fonde le suggestioni del testo originale con quelle dei poliziotteschi napoletani degli anni ‘80.

Assistiamo a una storia ambientata nella Napoli di 40 anni fa che gioca, dal punto di vista formale, con le musiche dei film, con i colori sgargianti della moda, con i riferimenti culturali di quegli anni. Sulla scena la storia prende vita tra la baraccopoli di Calata Marinella, la Chiesa del Carmine, il molo Bausan, la Darsena Granili e l’avveniristica Casa del Portuale di Aldo Rossi.

Fronte del Porto sarà in scena fino al 15 dicembre al Teatro Argentina

Gassmann ‘regista’ ha ormai una sua cifra riconoscibilissima, fatta di inserti tecnologici e di messe in scena dal forte sapore cinematografico. La riuscita è sempre piuttosto buona, anche se, cinematografizzando il teatro, si dovrebbe optare anche per qualche ellissi in più. Aspetti precipui di montaggio.

L’idea di portare su un palco l’ormai classico che beatificò paganamente il grande Marlon Brando è affascinante. Così come quella di traslare la storia nel porto di Napoli. Il cast appare discreto anche se certi recitati potrebbero eccedere la misura della pazienza di qualcuno. Però questo è teatro, non cinema o televisione, e non si possono pretendere tutte sticomitiae o monologhi di venti minuti.

Foto Mario Spada

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Joan Baez canta “Un mondo d’amore” per l’Italia e Morandi replica con un duetto virtuale

Fabio Iuliano

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La leggenda del folk Joan Baez ha reso omaggio agli italiani che hanno cantato in balcone nei primi giorni del lockdown per il coronavirus cantando in diretta Facebook “Un mondo d’amore”, la canzone portata al successo da Gianni Morandi.

Il cantante bolognese ha poi replicato con un video che sfrutta la tecnologia per ricreare un duetto virtuale.

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Angelo Duro riscrive i dieci comandamenti: Voglio che questo messaggio arrivi al Papa

I dieci comandamenti al tempo del coronavirus: l’analisi di Angelo Duro

Antonella Valente

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“Questa settimana sono qui per tirarvi sù il morale, basta lamentele”, così esordisce sul proprio profilo Instagram Angelo Duro, inviato delle Iene, ma anche uno dei massimi provocatori del web e della tv italiana.

Dall’inizio della quarantena il comico ha allietato i suoi fan con delle dirette serali in cui ha esaminato l’emergenza che stiamo vivendo in un’altra ottica, facendo ridere ma smascherando le contraddizioni della nostra società. Spesso non si riesce a distinguere fino a dove arrivi il suo personale pensiero e da che punto cominci la sua comicità. Angelo Duro odia il perbenismo e fotografa il nostro spaccato sociale nel modo più realistico possibile, anche se non sembra. A volte le sue parole fanno male, ma sono sincere e decisamente più veritiere di altri parolieri in giro per la tv o i social.

La realtà che stiamo vivendo ci deve far riflettere, anche, sulla vita che si conduceva prima. E non tutti pare lo stiano facendo. Talmente tanto abituati, ad esempio, a respirare aria inquinata che quasi non ci sembra vero di riuscire ad apprezzare un ambiente più pulito. Come dovrebbe essere.

“L’aria che c’è adesso in giro, gli manca quella puzza di catrame, di nafta. (..)Esisterà al mondo un sommelier di aria? (..) Quando vado a buttare la spazzatura mi metto la testa nel cassonetto e tiro due boccate perchè mi manca quell’odorino, quel sapore, mi manca”.

Questo uno dei punti salienti della diretta di Angelo Duro di ieri sera. Ma non solo.

Critica, non tanto velata, anche ai politici e alla Chiesa. “In queste settimane ho sentito dichiarazioni da tutti, da calciatori che non prenderanno più lo stipendo, aziende che si stanno adoperando per fare le mascherine, i camici (..) Gli unici che non si sono esposti sono stati i politici e la Chiesa, nonostante il Papa sia apparso in quella immagine che secondo me è distopica, rappresenta il futuro della religione, il Papa da solo e piazza San Pietro vuota, perchè secondo me è quello che si appresta a fare se la Chiesa non si modernizza, è vecchia, ancora si basano sui dieci comandamenti (..) devono cambiare, devono fare i 10 comandamenti al tempo del Covid 19, vanno adattati”.

“Quindi io mi sono permesso – continua Duro – e spero che questo video arrivi al Papa, di scaricare i 10 comandamenti e analizzarli, che nel periodo di emergenza in cui siamo adesso non possono essere presi alla lettera”.

L’analisi di Angelo Duro:

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Riassunto della diretta di ieri notte.

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foto Facebook ufficiale

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Vicky Cornell accusa i Soundgarden di costringere la madre a esporsi al Coronavirus recandosi in tribunale

Fabio Iuliano

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Sviluppi delicati per la vicenda legale, avviata lo scorso dicembre, con cui Vicky Karayiannis, vedova di Chris Cornell, ha chiesto ai Soundgarden il pagamento corretto dei diritti d’autore e l’assegnazione della proprietà del materiale di suo marito, morto nel 2017.

La vedova Cornell ha ha raccontato che si sta “insistendo senza pietà per la deposizione immediata” della madre che, essendo anziana, è “un individuo a rischio” e che potrebbe quindi incappare in gravi problemi di salute se esposta al Coronavirus”. Ha aggiungendo anche che la band sta “sfruttando l’epidemia per scopi vessatori”.

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