Fedez, per L’Espresso si autocensura per soldi

Fedez è ormai sulla bocca di tutti. Fan, critici, haters e semplici annoiati di quanto succede qua e là in tv e sui giornali.

Se dal concerto del I maggio è stato a lungo sulle prima pagine di quotidiani cartacei e online, nonché al centro di trasmissioni televisive e continuamente in trend sui social, il rapper milanese torna a far parlar di sé.

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Questa volta però non riguardo diritti civili, lavoratori e querelle con la Rai.

A far scalpore è un’inchiesta de L’Espresso, secondo la quale Fedez “si censura da solo. Per soldi”. Lo scoop infatti rivela che il nuovo paladino delle libertà sia legato da vincoli contrattuali con “azionisti e finanziatori del rapper in Doom” i quali “gli impongono il bavaglio in cambio di ricavi milionari”. Pena la perdita di ricavi fino a 15 milioni di euro.

Dunque, come evidenzia ancora l’inchiesta, “il gruppo Be, suoi azionisti e finanziatori in Doom amministrata dalla mamma Annamaria Berrinzaghi, gli ha imposto di non “rilasciare dichiarazioni inerenti al settore bancario e assicurativo che cagionino un danno alla società”.

Un bel colpo per colui che al Concertone si era scagliato contro censura e bavagli di Mamma Rai (con cui ora è in atto una causa). Il suo quindi non posso salire sul palco e dire quello che voglio?” sembra ancor più aria fritta di quanto non fosse stato allora.

Sebbene la vicenda dell’evento di inizio maggio sia stata ingigantita, in quanto sembra abbastanza chiaro la non intenzione di censurare (non più di quanto successe nel 1994 a Elio e le storie tese) ma solo una critica a quanto avrebbe voluto dire (anzi senza condizionale in quanto ha detto esattamente quello che voleva, come giusto che sia), Fedez è diventato il cavallo di Troia per urlare ancora una volta alla mancanza di democrazia, alla censura verso i più emarginati e quant’altro. Tutto ciò di cui si parla, per onor di cronaca, tutti i giorni. Ovunque.

Federico Leonardo Lucia però, sottolinea L’Espresso, durante la festa dei lavoratori “certo non poteva criticare le politiche sindacali e fiscali di Amazon poiché ne incarna i valori essendo suo ambasciatore per 800.000 euro. La multinazionale di Jeff Bezos, tra l’altro, ha già avviato la produzione del documentario The Ferragnez che riprende la famiglia di Chiara Ferragni e di Fedez 24 ore su 24″.

Il volto della campagna #iorestoacasa voluto dall’ex Premier Conte, per ora non ha ancora risposto. 

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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