Fase 2, ecco come cambia l’accesso alle biblioteche. In molte rischiano di non riaprire più

La Fase 2 dell’emergenza Coronavirus entra nel vivo e anche le biblioteche si preparano a ripartire. Ma come? Sarà inevitabile ricorrere alla prenotazione, ai dispositivi di protezione personale come mascherine e guanti e rispettare le regole di distanziamento sociale. Almeno un metro tra le persone, dunque. Altresì fondamentale e inevitabile sarà il ricorso al termoscanner l’accesso in sala e l’ingresso contingentato. Domani, 18 maggio, queste saranno le basi per ripartire.

Ma non tutti servizi torneranno a pieno regime, anzi. Saranno garantiti affitti ai residenti del posto dove questi avvengono, le restituzioni degli stessi, uno sportello di informazione e forse l’utilizzo delle postazioni internet – laddove presenti – all’interno dell’edificio. Su quest’ultimo punto si valuta l’inevitabile principio della sanificazione costante e reiterata nel corso della giornata. Imprescindibile la sanificazione degli spazi, qualora aperti al pubblico, anche se ad ora non se ne parla di riaprirle

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Come spiegato al Fatto Quotidiano da Rosa Maiello, presidente dell’Associazione italiana biblioteche, “Sono oltre 13mila quelle censite, molte hanno problemi di sedi e di personale. Una situazione aggravata dall’emergenza Covid-19. C’è chi dovrà attendere ancora, altre rischiano di scomparire”. Il rischio, dunque, di assistere a un depauperamento di alcuni tra i luoghi di cultura per eccellenza, è altissimo, ma la necessità di ripartire e guardare al futuro è imprescindibile.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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