Coronavirus, la cultura trema: decisione giusta oppure azzardo? Psicosi e restrizioni bloccano l’Italia

In attesa di capire cosa accadrà adesso che il provvedimento in merito alle misure previste per il contrasto e la prevenzione al diffondersi del Coronavirus è stato adottato, la domanda è la seguente: chi lavora con musei, teatri, concerti, cinema e altro, come si comporterà? E, di conseguenza, chi dovrà informare di quello che succede in musei, teatri, concerti, cinema e altro, come dovrà continuare a informare?

Nella confusione e nell’attesa, apre oggi alle Scuderie del Quirinale la più grande mostra che sia stata con ogni probabilità organizzata in Italia nell’ultimo quarto di secolo, quella del Divo Raffaello. Ci sono voluti anni per prepararla, un lavoro dietro che è difficile anche solo immaginare e che ha già venduto più di sessantamila biglietti.

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E’ da ieri che rifletto se sia giusto o non giusto pubblicizzare eventi di questo tipo e in questo periodo e non mi do una risposta. Se leggo che qualcuno mi suggerisce seriamente di non rompere i coglioni con argomentazioni serie, codesti giorni, da oggi a tempo indeterminato non scrivo più niente a tema sui social. Però è anche vero che se cominciamo a utilizzare gli strummoli telefoninici e cibernautici solo per parlare di Coronavirus qua si ferma un intero comparto, oltre a quelli che si sono già fermati e a quelli turistici che ci ruotano intorno e, boh, qualcuno questa responsabilità se la dovrebbe prendere non proprio a cuor leggero.

Non si capisce davvero più niente, si legga dunque dietro queste parole non lo spregio di un’emergenza ormai mondiale, ma il desiderio di voler vedere ancora le cose camminare.
Per una volta, un pensiero davvero serio. Questa mostra è semplicemente straordinaria. Non ci sono altre parole.

Speriamo che la paura, i pericoli e la psicosi non portino a farne fallire le ragioni culturali e imprenditoriali. Poi, alla coscienza e alla libertà di ognuno il come comportarsi nei prossimi giorni. E questo vale ovviamente per tutti gli eventi, enormi come questo o minuscoli, ma animati da identiche ragioni.

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