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Coronavirus: addio a Germano Celant, critico d’arte e massimo esponente della contemporaneità italiana

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Germano Celant, voce seguitissima della critica internazionale e tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana e del suo rinnovamento, è morto il 29 aprile scorso all’età di 80 anni a causa del Covid-19. Era da circa due mesi ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale San Raffaele di Milano. Ancora attivissimo, stava curando per Michelangelo Pistoletto un catalogo ragionato della sua opera. Aveva manifestato i primi sintomi di ritorno in Europa dagli Stati Uniti, dove era stato per l’Armory Show. Ricoverato, racconta l’amico Pistoletto, era stato a lungo in rianimazione. Poi, come è successo a tanti, quando sembrava che si fosse ripreso sono arrivate complicazioni dovute anche al diabete.

Celant è nato a Genova nel 1940 da una famiglia di origini modeste, un padre impiegato in una ditta di import-export e madre casalinga. Da giovanissimo iniziò a frequentare il vivace ambiente culturale che si stava sviluppando in quegli anni nella città ligure. Conobbe il gruppo dei cantautori, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco e frequentò lo stesso liceo di Fabrizio De Andrè. Laureatosi in Lettere contro la volontà del padre che l’avrebbe voluto ingegnere, nella metà degli anni ’60, iniziò a scrivere per riviste di cultura, nel 1964 lavorò alla progettazione di un libro sul design della Olivetti e, viaggiando tra Milano e Torino, conobbe Arturo Schwarz, Gian Enzo Sperone, il gruppo di artisti che sarebbe confluito nell’Arte Povera ed ebbe occasione di vedere la mostra di Andy Warhol, con Leo Castelli e Ileana Sonnabend tra gli invitati.

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In quasi sessant’anni di carriera, è stato autore di oltre 50 pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici, nonché collaboratore di note riviste fra le quali L’Espresso con la rubrica Arte. «Autorevole e istrionico, sempre vestito di nero, una grande chioma argentea ad incorniciare il volto fino all’ultimo giovanile, i giubbotti di pelle che ne tradivano l’amore per il rock e per la cultura americana, Celant in realtà rifiutava la definizione di padre dell’arte povera».

“Non ho inventato niente – spiegava in una intervista del 2017 ad Antonio Gnoli di Repubblica- arte povera è una espressione così ampia da non significare nulla. Non definisce un linguaggio pittorico, ma un’attitudine, la possibilità di usare tutto quello che hai in natura e nel mondo animale. Non c’è una definizione iconografica di arte povera”.

Il critico è noto, appunto, come fondatore, nel 1967, dell’Arte Povera, movimento costituito attorno ad artisti del calibro di Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali, Mario Merz e Luciano Fabro, e basato, attraverso l’utilizzo di materiali poveri, organici e deperibili, privi di valore intrinseco, sulla riappropriazione del rapporto Uomo-Natura, il recupero dell’immanenza dell’azione, dell’archetipo e dell’importanza del gesto artistico, in opposizione all’imperante cultura dei consumi e alla mercificazione dell’arte che stava prendendo piede quando si affermò. Una delle ultime neoavanguardie italiane, iniziata con una prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova e in grado poi di superare i confini nazionali per finire al MoMA di New York.

Tra gli atti fondativi del movimento e del rinnovamento dell’arte italiana ricordiamo, nel 1968, la mostra Arte Povera più azioni povere, nell’ambito della Rassegna Internazionale di Pittura agli Arsenali di Amalfi, organizzata da Marcello Rumma e recentemente ricordata in una mostra al Madre di Napoli, e il convegno successivo, durante il quale intervennero anche critici come, tra gli altri, Achille Bonito Oliva, Gillo Dorfles, Filiberto Menna, Angelo Trimarco. Successivamente Celant precisò la direzione teorica del gruppo, attraverso scritti, come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.

Celant ha curato mostre in tutto il mondo, dal 1977 al Guggenheim di New York di cui è stato a lungo senior curator of Twentieth-Century Art (e dove ha organizzato, nel 1994, l’importante mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l’arte italiana alla cultura americana), al Centre Pompidou di Parigi (1981), ha lavorato poi per la Royal Academy of arts di Londra (1989), per Palazzo Grassi a Venezia (1989).

È stato direttore della prima Biennale di Arte e Moda (1996) a Firenze e curatore della Biennale di Venezia (1997) con l’esposizione di Futuro, Presente, Passato, alla quale hanno partecipato 67 artisti internazionali, tra i più in vista. Di nuovo, nel 2001, è stato commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ma Biennale, nel 2004 è supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di Genova 2004, Capitale Europea della Cultura. Dal 2005 è curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano e, dal 2008, della Fondazione Vedova a Venezia.

Nel 2004 realizza a Genova la grande mostra Arti & Architettura. Nel 2013 a Ca’ Corner della Regina, sul Canal Grande, aveva riallestito When Attitudes Become Form, una mostra di Harald Szeemann del 1969, che aveva segnato un prima e un dopo nel panorama del secondo Novecento. In occasione di Expo 2015, ha curato la mostra Art & Food alla Triennale di Milano. Dal 2015 aveva assunto la direzione artistica di Fondazione Prada a Milano, una carica prestigiosa che lo porta ad organizzare mostre con personaggi importantissimi dell’arte, ma anche del cinema, dell’architettura e del mondo accademico.

Nel 2019, in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia, presso il Palazzo Ca’ Corner della Regina, aveva curato la grande retrospettiva in omaggio all’artista, amico e compagno di viaggio Jannis Kounellis, scomparso nel 2017. L’ultima mostra da lui curata è stata Richard Artschwager, la prima grande antologica europea dedicata allo scultore americano, realizzata grazie alla collaborazione di alcune tra le più prestigiose gallerie internazionali, in programma da ottobre 2019 a febbraio 2020 al Mart di Rovereto e ospitata oggi al Guggenheim di Bilbao.

A poche ore dalla notizia della morte, è giunta la voce di Fondazione Prada, che lo saluta con profondo dolore. Anche da Firenze arriva il rammarico per la scomparsa del grande critico d’arte, a ricordarlo, è Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura della città. A Firenze Celant era legato, oltre che per le già citate mostre, anche per la vicinanza alle sperimentazioni di Art/tapes/22 e per le collaborazioni con Centro Di.

All’ultimo commiato si uniscono anche Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento, Patrizia Asproni, Presidente di ConfCultura e di Fondazione Museo Marino Marini di Firenze, e infine, il ministro Dario Franceschini: “Oggi il mondo della cultura e della creatività piange la scomparsa di un suo altro grande esponente. Germano Celant, critico d’arte e curatore cui si deve una delle avanguardie creative italiane più feconde del Novecento, lascia un’Italia impoverita del suo genio e del suo talento”.

Ylenia Mazzarella nasce in Abruzzo il 21\06\1996. Nel 2019 si laurea in Studi Storico-Artistici presso la Sapienza,Università di Roma, con una tesi dal titolo “La fortuna del Cristo Velato, da Sanmartino a Jago”. Durante il periodo di studi lavora per i Musei del Comune di Roma e collabora alla realizzazione di progetti volti alla promozione delle risorse storico-culturali e naturalistiche abruzzesi. Attualmente è iscritta al corso di Laurea Magistrale in Storia dell’arte

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Villa Ada Roma Incontra il mondo: al via la XXVII edizione con Giancane, Margherita Vicario e Arto Lindsay

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Villa Ada Giancane Michela Vicario

La XXVII edizione di Villa Ada Roma Incontra il Mondo è pronta a partire per liberare nuovamente le energie dello spettacolo dal vivo. Sessanta concerti, decine di incontri e dibattiti culturali si susseguiranno senza sosta fino al 18 agosto, all’interno di un ricco cartellone che quest’anno ha un titolo che risponde a una volontà, un desiderio e un augurio: “La musica che cura”.

Si inizia mercoledì 23 giugno con Giancane, uno degli artisti più amati dalla città. Cantautore dal grande senso dell’umorismo e dalla chiara vocazione country, la sua “Ipocondria” è stata la sigla della celebre “Rebibbia quarantine”, la serie disegnata da Zerocalcare che ha regalato spensieratezza agli utenti del web durante il difficile periodo della pandemia.

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Tra osservazioni pungenti, ironia e una profonda curiosità nei confronti degli stati ansiosi, Giancane è l’autore di una nuova grammatica cantautorale di chiara provocazione e vocazione popolare, senza dismettere la vocazione folk’n’roll e country-neomelodica che l’hanno reso celebre.

Un festival nel festival, due concerti in uno, 8 artisti sul palco.

Giovedì 24 giugno arriverà Spaghettiland, la rassegna della nuova musica italiana organizzato dal celebre Spaghetti Unplugged.

Si inizia alle ore 19 con William Mezzanotte, in arte Nayt. Ventisei anni, grande carisma, già sei album all’attivo, è tra i nomi di maggior spicco del rap italiano. Con lui sul palco Esseho, nome d’arte di Matteo Montalesi, classe ’97, polistrumentista, autore e produttore romano, con un esordio di oltre due milioni di stream sulle piattaforme con il suo singolo Bambi.

Si proseguirà alle 21,30 con Margherita Vicario, istrionica artista che divide la sua carriera tra la musica e la recitazione per tv e cinema. Con il suo nuovo album “Bingo” è già in vetta alle classifiche di vendita. Un fantastico viaggio in technicolor, che scruta e legge il presente in maniera audace e mai banale. Non finisce qui. Il palco sarà aperto anche ad alcune nuove proposte: Chiamamifaro, Davide Amati, Emsaisi, Nuvolari e Trage suoneranno all’interno del progetto Road to Spaghettiland con il sostegno del MIC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Venerdì 25 giugno Villa Ada ospiterà un artista dal lavoro seducente, eclettico e provocatorio, capace di attraversare confini geografici e musicali. Cantante, chitarrista, produttore e compositore, tra i fautori della “no wave”. Arto Lindsay arriva a Roma con “Voce e Vortice”, in una serata imperdibile organizzata dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti. 

Era il 31 luglio del 1981 quando Carmelo Bene portò in scena a Bologna la sua “Lectura Dantis”, dedicando i versi della Divina Commedia e il suo spettacolo alle vittime della strage di matrice fascista che un anno prima, nella stazione ferroviaria, aveva provocato 85 morti e oltre 200 feriti. Tra il pubblico quel giorno c’era anche Lindsay, che nella Capitale riadatterà in musica quello spettacolo a 40 anni dalla performance e a 700 anni dalla scomparsa di Dante.

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In una scena svuotata, fatta di sola luce e al centro di un allestimento audio a spirale come un vertiginoso girone dantesco, l’artista statunitense riunisce una piccola compagnia di musicisti/rumoristi, i droni sonori di Melvin Gibbs, il millenario canto carnatico di Roopa Mahadevan, la voce radicata e radicale di Rachele Andrioli, il violoncello maestosamente umano di Redi Hasa, e parte alla ricerca di una sua misura musicale dentro l’incommensurabile voce delle torri di Bologna.

Sabato 26 giugno sarà in scena Tutte le poesie possibili, da Castelporziano a Villa Ada30 poeti italiani si alternano sul palco in una straordinaria riedizione del mitico festival dei poeti che nel 1979 ha portato migliaia di persone ad ascoltare poesie sul litorale romano. L’evento si inserisce all’interno della rassegna La Bella Estate di Renato: l’iniziativa dedicata alla figura di Renato Nicolini, alla sua visione della cultura e all’Estate Romana, il magnifico frutto del suo impegno decennale come assessore alla Cultura del Comune di Roma.

A cura di Pasquale Minieri, Lidia Riviello, Elisa Davoglio e Angelo Zanecchia, la serata – gratuita –  inizierà alle ore 20,30 e sarà introdotta da Andrea Cortellessa, con l’omaggio musicale (in video) affidato a Paolo Fresu.

Oltre i numerosi interventi dal vivo, sono previsti collegamenti da tutto il mondo con Michaël Battala (Marsiglia), Frédéric Forte (Parigi), Maël Guesdon (Parigi), François Lespiau (Marsiglia), Angelo Nestore (Malaga), Mustapha Qossoqsi (Nazareth), Jennifer Scapettone (Chicago), Paul Vangelisti (Los Angeles). Claudio Morici è il protagonista di un divertente intermezzo teatrale mentre le performance musicali sono affidate a Raiz con Michele Ascolese, Paolo Damiani, Andrea Satta con Stefano Ciuffi, Claudio Orlandi con il gruppo Pane, Giulia Anania. In video partecipano Maria Pia De Vito e Paolo Fresu.

Domenica 27 giugno chiuderà la prima settimana della manifestazione il glam-punk’n’roll dei Giuda, band romana a vocazione internazionale, tra le maggiori esponenti del rock’n’roll italiano potente e grintoso.

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Uniti da una comune passione per le esibizioni dal vivo, li caratterizza un sound di stampo seventies, ma perfettamente a fuoco nei confronti di sonorità più moderne. L’ultima uscita discografica è il box set dedicato al decennale dell’album Racey Roller composto da tre singoli in formato 7” con demo e outtakes, un booklet con la storia degli inizi della band, la tessera ufficiale della Giuda Horde e vari gadget. 

Oltre ai nomi già annunciati, si aggiungono al cartellone di Villa Ada Donatella Rettore, Enzo AvitabileFilippo Giardina, la serata con Adriano Viterbini, Riccardo Sinigallia e Ice oneComete e Time 2 Rap Festival, l’appuntamento organizzato dall’etichetta romana Time 2 Rap Records che presenta al pubblico gli artisti del suo roster.

Confermata anche in questa edizione l’Area Free a ingresso gratuito, aperta dalle ore 19 al dibattito e al confronto con il mondo dell’associazionismo e personalità del mondo culturale.

La manifestazione rientra nel progetto promosso da Roma Culture all’interno dell’Estate Romana, curato dal Dipartimento Attività Culturali e realizzato in collaborazione con SIAE.

Tutti gli eventi si svolgeranno in linea con le disposizioni governative per garantire la massima sicurezza secondo le norme di contrasto al Covid.  Durante le performance nel Main stage i posti saranno seduti (non numerati) e distanziati in base ai nuclei di promiscuità.

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“Estatica”: Pescara è pronta a ripartire con 3 mesi di eventi dal vivo

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È stata presentata al porto turistico la 12esima edizione di Estatica, quella della ripartenza. 3 mesi di concerti, spettacoli, sfilate, partite di calcio, degustazioni  e acrobazie circensi in programma dal 19 giugno al 19 settembre, per un totale di oltre 50 appuntamenti. Il taglio del nastro dell’estate pescarese avverrà dunque con Acustica, prima serata dal vivo dopo mesi di coprifuoco. Appuntamento nell’arena del porto turistico, biglietto 1 euro su CiaoTickets e in diretta streaming sulla pagina FB della rassegna. 

La serata – conosciuta anche come Solstizio d’Estatica data la prossimità dell’evento con il 21 giugno – mette in scaletta ben 7 formazioni musicali, pronte a suonare fuori dal palco circondate dal pubblico (mascherina obbligatoria). Gli artisti in programma sono i Dago Red band affiatata già vincitrice dell’Italian Blues Challenge. Setak pseudonimo di Nicola Pomponi emergente chitarrista e cantautore abruzzese, la sua cifra stilistica è il cocktail tra dialetto regionale e suoni internazionali. Tati Valle cantautrice del Paranà ormai da anni residente in Italia, amica di lungo corso della rassegna che questa volta presenterà Só. I Terza Corsia ossia il duo formato dal cantante Gianluca di Febo e dal chitarrista Giuseppe Cantoli. LMG Laboratorio Musicale Globale con il flautista Marco Felicioni, il percussionista Pino Petraccia e il chitarrista Ugo Sala, che fondono suoni pop, world music e classica. I Magadog nati nel 2005 da un’idea di don Tino e ormai considerati gli ambassador del Reggae Made in Abruzzo. Sacripante 13,un trio giovane formato da Antonio Labbro Francia (chitarra), Giovanni Brandolini (chitarra) e Mariaelisa Cardone (voce). 

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Dopo l’inaugurazione,Estatica proseguirà con il suo nutrito cartellone, “un risultato reso possibile – ha sottolineato il presidente del Marina, Carmine Salcegrazie alle preziose collaborazioni con realtà come l’Ente Manifestazioni Pescaresi, Concerti Sotto le Stelle e Teatriamoci. Il tutto a conferma che collaborare è il segreto per continuare ad ottenere grandi risultati”. 

Ha poi posto l’accento sulla ripartenza dell’intero mondo dello spettacolo il presidente della Camera di Commercio Chieti Pescara, Gennaro Strever: “Migliaia di professionalità e talenti sono stati messi in ginocchio dalla pandemia, ma noi possiamo, insieme, lavorare per risollevare la cultura, quella italiana, che non ha pari al mondo. Agli artisti vanno i più sentiti ringraziamenti da parte della Camera di Commercio Chieti Pescara perché nonostante le chiusure, la cassa integrazione, i mancanti incassi, i silenzia assordanti nei teatri e sugli spalti, oggi sono qui per difendere la cosa più bella del mondo, l’arte. Sono certo che quest’anno le cose andranno molto meglio perchè, come dico sempre, dopo le grandi tragedie fioriscono sempre delle bellissime primavere“.

Sono inoltre intervenuti, a testimonianza della fruttuosa sinergia tra Comune, Camera di Commercio e Marina di Pescara, il sindaco Carlo Masci e l’assessore al Turismo e Grandi Eventi Alfredo Cremonese in linea nell’affermare che:“Pescara è una città effervescente  che fa parlare di sé e continua ad attirare curiosità, anche grazie ad iniziative esemplari come Estatica”. 

Dopo le date riservate agli Europei di calcio (il 20 giugno alle 18 con Italia-Galles e il 26 giugno per gli ottavi di finale, in caso di qualificazione degli Azzurri – ingresso libero fino ad esaurimento posti), la rassegna entrerà nel vivo domenica 27 giugno con Cover-Lover E cantava le canzoni. Il primo concerto del format sarà dedicato a Mia-Ornella-Mina, il secondo è invece in programma per l’8 agosto con Baglioni-Venditti-Zero (ingresso 2,50 euro su CiaoTickets)

Tornano anche i film all’aperto di CINEstatica che quest’anno saranno tutti dedicati alle produzioni regionali (l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, tranne per la serata del 2 agosto): il 15 luglio sarà proiettato L’italiano che inventò il cinema di Stefano Anselmi, prodotto da Daniele Baldacci. Il 30 luglio Confessioni di uno zero di Andrea Malandra, ispirato all’omonimo romanzo di Giovanni Di Iacovo. Il 2 agosto – IN PRIMA NAZIONALE – Headin’ Home di Silvio Laccetti, ovvero un viaggio lungo 20 anni nella musica dei Dago Red (ingresso 2,50 euro con live alla fine del docufilm). Si chiude il giro il 20 agosto con Il treno degli altipiani di Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli dedicato alla Transiberiana d’Italia e alla strada ferrata Sulmona-Isernia.

Anche quest’anno, impreziosiscono il programma di Estatica collaborazioni di spicco come quella con l’Ente manifestazioni pescaresi. In particolare, le date firmate EMP vanno dal 29 giugno al 12 luglio, quando l’arena accoglierà dapprima gli spettacoli di Funambolika Festival internazionale del Nuovo Circo (dal 29 giugno al 4 luglio) e a seguire quelle del Pescara Jazz (dall’8 luglio al 12). Così il festival dedicato alle arti circensi, diretto da Raffaele De Ritis, proporrà – IN PRIMA NAZIONALE – gli Havana Acrobatic Ensemble, in arrivo da Cuba,nello spettacolo Amor (prima serata il 29 giugno alle 21.15 e repliche a seguire. Biglietto 10 euro, bimbi fino a 12 anni, 5 euro). 

A cominciare dal giovedì 8 luglio e per 5 giorni consecutivi, si passa al PJ e al relativo ciclo di doppie serate: giovedì 8 Verdi e Puccini in jazz, e a seguire Modalità Trio con Nico Gori, Massimo Moriconi, Ellade Bandini; venerdì Christian Mascetta trio e a seguire Enrico Rava Fred Hersch duo; sabato Marco Fumo in piano solo e il Fabrizio Bosso quartet; domenica Carlo Morena in piano solo e D’Andrea/Douglas 4et. Si chiude il giro lunedì 12 luglio con la Colours Jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti (biglietti 18 euro più diritti di prevendita, Rava/Hersch 25 euro più d.p.). 

La maratona dello spettacolo (oltre al 15 luglio dedicato a CINEstatica), riprende con un tris di date: venerdì 16 luglio è la volta del pianista Michele Di Toro (ingresso 10 euro + d.p.); sabato spazio al talento in rapida ascesa, Setak, che presenterà – IN PRIMA NAZIONALE – il nuovo album Alestalé insiemealla sua band (biglietto 10 euro + d.p.). Domenica è invece il format Teatriamoci ad accendere la serata, con uno spettacolo scritto da Pier Francesco Pingitore. Sul palco Martufello e Manuela Villa, insieme a Federico Perrotta, Morgana Giovannetti, Valentina Olla, Alessandro Tirocchi (ingresso 18 euro). 

Le altre due date di Teatriamoci – mini rassegna a cura dell’attore Federico Perrotta – sono il 10 agosto con Pablo e Pedro (da Zelig) e il 21 con lo stesso Perrotta in I Matti di Dio (ingresso 18 euro per entrambi gli appuntamenti).  Da segnare sul calendario anche la serata Re-Code del 31 luglio dedicata alla moda. La sfilata è a cura della Nami (Nuova accademia moda italiana) e Rita Annecchini (ingresso su inviti). Che donna 6 è invece il recital dell’attrice Tiziana Di Tonno pronta a rappresentare 6 diverse figure femminili in una. Da un’idea dell’autore e regista di Massimiliano Elia.

Ancora, tra gli incontri di agosto, il Medit Voices di Angelo Valori (mercoledì 4, ingresso 10 euro); il giornalista Marco Gregoretti in Tre morti, due feriti e… un percorso rocambolesco, a tratti comico, che parte da fatti di cronaca; il 7 agosto sarà invece l’inossidabile Simone Flammini a dirigere le band per lo scontro a suon di musica del CombatRock – The Beatles vs. Rolling Stones.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla doppietta 17/18 agosto: martedì Ricky Portera si esibirà con la sua band (ingresso 18 euro) e mercoledì toccherà invece agli Audio2. Chitarrista di Lucio Dalla e degli Stadio il primo, duetto sulla scia di Mina e Lucio Battisti il secondo, le due serate saranno un’occasione preziosa per godere della musica dal vivo en plein air.

Ultima in ordine cronologico, torna la fruttuosa collaborazione con Maurizio Di Fulvio e i suoi storici Concerti sotto le Stelle in programma per agosto: Carlos Piñana Trio (il 3 agosto, biglietto 10 euro); Pejman Tadayon Ensemble (il 6 agosto, biglietto 10 euro); Fuego en la sangre (lunedì 9, biglietto 10 euro); Art tango ensemble (mercoledì 11, biglietto 15 euro) e Archetipo Ensemble (il 16 agosto, biglietto 10 euro); Gianluca Sulli Group (il 19 , biglietto 10 euro); e il 23 agosto Nada (“la bambina che non voleva cantare”, come recita la nuova serie tv a lei dedicata) con il Maurizio Di Fulvio trio (biglietto 15 euro).

Il 22 e il 25 agosto saranno invece dedicati al teatro d’improvvisazione Estrodestro in Codice a sbarre (ingresso 13 euro, ridotto 8) e all’Orchestra Marmediterra con il maestro Vincenzo De Filippo (biglietto 10 euro).

Ben tre infine, le occasioni da non perdere per gli amanti delle cene fuori casa. Dal 21 al 25 luglio è la volta dello Street Food e dei suoi appetitosi truck (primi piatti, secondi, formaggi, pizze e tanto altro). Attesa dal 12 al 15 agosto, invece, BraciAmo – Grigliato & Mangiato un evento che mette al centro la brace di legna a fuoco vivo e che arriva al Marina di Pescara per la prima volta. Si chiude il mese – dal 26 al 30 agosto – con il festival dedicato alla birra artigianale abruzzese: Fermenti d’Abruzzo. Cinque serate di degustazioni, intrattenimento, corsi e workshop con mastri birrai. 

Il gran finale spetta alla 35esima edizione di Mediterranea dal 17 al 19 settembre. L’evento più amato del calendario promozionale firmato CCIAA si svilupperà in una 3 giorni incentrata su enogastronomia e turismo, ovvero due volani fondamentali per l’intera Regione che si rafforzano e danno luce l’un l’altra: le mete turistiche potranno essere scoperte grazie alle tipicità agroalimentari e viceversa. 

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Tedx L’Aquila: tutti i protagonisti

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Un evento tra i più importanti nella sua declinazione territoriale. Dodici ospiti quotati in una sola giornata tra autori, insegnanti, giornalisti, influencer, religiosi, artisti e blogger. Conto alla rovescia per sabato 26 giugno dalle 9 all’auditorium di Renzo Piano nel parco del Castello con Tedx L’Aquila.

Ma conosciamo da vicino ciascuno dei 12 speaker coinvolti che avranno a disposizione dai 15 ai 20 minuti per confrontarsi sul tema scelto: “Contatto”. Alex Mucci, modella e influencer che su Instagram conta 3,5 milioni di follower. È anche laureata in ingegneria aerospaziale. Il suo vero nome è Alessia ed è nata nel 1988 a Pescara.

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Subito dopo l’esame di maturità ha portato avanti gli studi accademici, trasferendosi prima a Torino e poi a Sydney. Una volta rientrata in Italia, il suo canale Instagram è cresciuto a dismisura con il nickname “Alexis”. Grazie alla vittoria nell’ultima edizione di X Factor, Casadilego – nome d’arte di Elisa Coclite – non ha bisogno di presentazioni.

Giovane cantante abruzzese, nata da genitori entrambi cultori della musica, ha già avuto modo di dimostrare le sue qualità come autrice e interprete. Il 4 marzo scorso è stata ospite della serata duetti di Sanremo 2021 con Francesco Renga. Il suo nome è ispirato alla canzone Lego House di Ed Sheeran di cui è grande fan.

Tra gli ospiti più attesi c’è don Luigi Maria Epicoco. Originario della Puglia ma ordinato all’Aquila, è autore di  libri e articoli scientifici di carattere filosofico e teologico. Particolarmente apprezzato tra i più giovani per il modo di comunicare, anche attraverso i social. Più volte ha collaborato con papa Francesco con cui firma insieme il libro “San Giovanni Paolo Magno”.

Interessante, in tal senso, anche l’intervento di Alessandro Bertirotti. Professore e autore, si propone sempre alla ricerca di una spiegazione scientifica, che fa un’eccezione solo davanti alla fede. Professore universitario e antropologo della mente, si propone nel panorama didattico come un ricercatore del comportamento umano.

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Tra i docenti, atteso anche Luca Pezzuto professore di storia dell’arte moderna all’Università dell’Aquila, oltre che assegnista di ricerca all’Università di Roma “Tor Vergata”. Si occupa prevalentemente della cultura figurativa tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento nell’Italia centrale.

Anche il Gran Sasso Science Istitute sarà rappresentato sul palco dei Tedx, con Nicola Guglielmi. Professore di matematica e autore di circa 100 pubblicazioni internazionali, studia alcuni importanti aspetti matematici che si celano dietro i motori di ricerca e i sistemi di raccomandazione delle principali piattaforme online.

Nel parterre degli ospiti anche la giornalista romana e scrittrice Valeria Montebello. Scrive di costume per Rivista Studio, il Foglio, l’Officiel e altro. Lavora come trend hunter, ossia si occupa di intercettare le future tendenze per conto di un’agenzia pubblicitaria. Per quello che concerne il marketing, assisteremo al panel di Alessandro Mazzù.

Da 15 anni si occupa di consulenza marketing. Nello specifico è un consulente web marketing. E, volendo essere proprio pignoli, gli piace definirsi “il consulente per i consulenti di web marketing”. Tra gli esperti di comunicazione – in particolare quella relativa alla tecnologia e all’innovazione, ci sarà anche Giovanni Mattiazzo.

Curioso il contributo della blogger e divulgatrice Marta Santospirito. Ha fondato Plug the fun, blog per fare ricerca e in seguito per recensire i sex toys che le aziende le mandano, oggi varia con anche racconti erotici, film, libri e si estende anche su Instagram con divertenti domande fatte ai suoi follower. Sul palco, nella giornata, anche la tatuatrice Laura De Paolis.

Il tatuaggio vero e proprio – sembra dire – racconta una storia. Le piacciono le storie e i tatuaggi, non importa quanto ben fatti, se non raccontano una storia che ti coinvolge emotivamente, e sono lì solo per decorazione, allora non sono un vero tatuaggio.

Spazio, infine, ad Antonia Monopoli: attivista, peer educator, attrice e scrittrice. Dal 2002 milita e lotta attivamente contro la transfobia e la discriminazione nei confronti di persone transgender e diventa una delle principali esponenti dell’attivismo transgender in Italia.

Per maggiori informazioni: https://www.tedxlaquila.com/

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