“Charlie era una roccia”: l’omaggio al batterista dei Rolling Stones

La foto di un set batteria e la scritta “closed”, in un post senza commenti. Così Keith Richards ha voluto ricordare il compagno Charlie Watts a poche ore dalla scomparsa. Una morte che ha visto numerose reazioni nel mondo della musica, a partire dai gruppi che hanno segnato la storia del rock. Mick Jagger ha scelto un’immagine sorridente del batterista, mentre Ronnie Wood, il musicista più attivo sui social della band, ha condiviso una foto con Watts scrivendo: “Ti voglio bene, compagno dei Gemelli. Mi mancherai molto. Sei il migliore”.

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“Per una volta sono andato fuori tempo”, aveva provato a scherzare in prima persona in un ultimo comunicato diffuso a inizio agosto per giustificare la rinuncia, su consiglio medico, alle 13 tappe del primo tour americano post Covid della band. Un comunicato da cui trapelava ancora ottimismo malgrado il riposo assoluto prescritto dopo l’operazione: “Sto lavorando duramente per tornare completamente in forma, ma oggi, su raccomandazione degli esperti, ho accettato il fatto che questo richiederà un po’ di tempo”. Era invece il canto del cigno, come scrive Alessandro Logroscino sull’Ansa, scritto a tre settimane dal passo d’addio.

Tantissime le reazioni, fra queste quelle di Pete Townshend, Yoko Ono, Eric Clapton, Elton John (“Charlie Watts è stato il batterista sommo, il più elegante degli uomini e un amico brillante”) o dello scrittore Irvine Welsh (“Riposa in pace Charlie Watts…saldo come una roccia in un contesto che avrebbe potuto corrompere la più delicata delle anime”).

O ancora del Beatle superstite per eccellenza, Paul McCartney che s’inchina di fronte al maestro della batteria e “al grande rocker”, come all’amico e “alla bella persona”. Ma soprattutto di Ringo Starr, che lo saluta così: “Dio ti benedica Charlie, ci mancherai. Pace e amore alla tua famiglia, Ringo”.

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“Siamo così profondamente rattristati nel sentire della morte di Charlie Watts” ha scritto Eddie Vedder – frontman dei Pearl Jam – sul suo canale Instagram, “L’impatto che ha avuto sui musicisti e sugli ascoltatori di tutto il pianeta è profondo. Il suo stile e il suono sua della batteria vivranno per sempre nelle canzoni. Quelle canzoni rimarranno per sempre nei nostri cuori: ecco dov’è Charlie, ora. Siamo stati così fortunati ad averlo avuto. Tutto il nostro amore e supporto va a Mick, Keith, Ronnie, a tutta la crew e alla famiglia degli Stones. È stato un vero onore ogni volta che ci siamo trovati con lui”. Al suo messaggio si è unito quello dei compagni di band Matt Cameron e Mike McCready.

Ma l’elenco delle reazioni è realmene sterminato: Patti Smith, Def Leppards, Brian Wilson, Tom Morello, Garbage, Metallica, Flea dei Red Hot Chili Peppers, Lenny Kravitz, che ha scritto “I groove parlano per lui”.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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