Celestini: chiusi i teatri e i luoghi di cultura, la priorità per molti è fare elemosina alle discoteche

Ascanio Celestini torna a chiedere sostegno sui lavoratori e lo fa con un post su Facebook dai toni accesi, anche in relazione alle recenti misure intraprese dal governo.

“Migliaia di lavoratori senza lavoro. E il governo prepara la prossima elemosina”, scrive Celestini. “Ora chiude le discoteche dopo aver chiuso gli occhi davanti alle masse di ragazzi che hanno ballato ammucchiati per settimane. E chiude ancora gli occhi davanti ai locali pieni, ai mercatini affollati, alle spiagge che scoppiano di clienti paganti”.

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“Ma i teatri no”, incalza Celestini. “Sono rimasti al chiodo piantato il 15 giugno. Chiusi i teatri e le piazze che avrebbero potuto ospitare il teatro, la letteratura, il cinema, la musica. I festival sono pochi, i comuni hanno mille paure giustificate, gli organizzatori privati non possono rischiare senza aiuti. I service hanno i magazzini pieni di impianti audio e luci e non fanno una giornata di lavoro. E gli artisti tendono la mano per la prossima elemosina. Il governo promette altri 600 euro, forse 1.000. Per tutti. Per quelli che ne avrebbero guadagnati 500 in un anno e per quelli che hanno perso decine di giornate lavorative. Il governo avrebbe dovuto approfittare delle migliaia di piazze che italiani più colti dei nostri governanti ci hanno lasciato in eredità. Approfittare e moltiplicare gli eventi culturali. Eventi pensati in sicurezza”.

“Ma quelle piazze ora”, conclude, “sono occupate dai tavolini dei bar, sono parcheggi o semplicemente restano vuote”.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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