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Musica

Via la corrente, Tosca sfida il “coprifuoco” e finisce il concerto in unplugged

Fabio Iuliano

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Occhio a sforare orari di chiusura di questi tempi, si rischia di finire il concerto senza corrente. Questo è quello che è successo a Tosca, ospite a Napoli di un festival diretto da Eugenio Bennato. Un agente solerte riesce a far staccare la spina, ma lei non si arrende e prosegue in unplugged. Ecco il racconto dell’artista postato qualche giorno fa su Facebook.

Rientrata ora in albergo. Rifletto. Raccontare o tacere? Rischiare o “lascia perde che + mejo”? Vabbè vi racconto.
Stasera ero ospite del festival con la direzione di Eugenio Bennato a Napoli. Un festival che parla di rivoluzione, di integrazione. Una di quelle cose belle in cima al Vomero davanti ad un museo. Minaccia pioggia. Prima di me suona Cesare Basile. Si ritarda un po’… Basile finisce alle 23. Il tempo del cambio palco… 23 e 20 salgo con i miei musicisti sul palco. Un concerto pacato, tranquillo, Napoli ai nostri piedi ci sorveglia sorniona.
Alle 00 e 20 mi fanno cenno che si deve finire. Coprifuoco. Un agente delle forze dell’ordine si sbraccia! Coprifuoco! Grida. Si agita. Faccio un ultimo pezzo. Esco e la gente grida bis! Bis!
Ri-esco di nuovo, vogliono “Ho amato tutt
o” ultimo in scaletta e ahimé cassato. Decido di farlo… 3 minuti; solo 3 minuti. L’agente minaccia multe e arresti… e così sul più bello ordina di staccare la spina.
Ebbene sì signori, in pieno inciso hanno staccato la corrente.
Ma non mi arrendo, vado davanti e a voce nuda canto con la chitarra in acustico. Nessuna spina staccata potrà mai fermarmi. Nessun comportamento da regime. E mentre il poliziotto se ne andava io e Napoli abbiamo vissuto un incanto unico.
Pensi sig agente questi tre minuti forse saranno i più belli di quest’anno per me… e lo racconterò… mi piacerebbe sapere la sua versione e questi 3 minuti di vita soppressa a che cosa le sono serviti. Comunque, io, i miei musicisti e Napoli stasera siamo stati un tutt’uno. Nonostante tutto.

Grazie amici partenopei. Vi voglio bene. Tranne uno…

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Bring Me The Horizon: pubblicano il nuovo ep e annunciano il prossimo tour

La band ha anche annunciato il tour nelle arene, che avrà inizio il 21 settembre 2021 a Glasgow

redazione

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E’ uscito “Post Human: Survival Horror” (RCA Records/Sony Music), nuovo ep dei Bring Me The Horizon. Senza mai smettere di spingersi oltre le loro barriere creative, anche durante il lockdown, i Bring Me The Horizon hanno realizzato un lavoro che ad oggi è tra i loro progetti musicali più eccitanti, originali e complessi.

Le prime due tracce estratte dall’ep, “Parasite Eve” e il più recente brano “Obey” realizzato insieme al loro conterraneo inglese Yungblud, hanno ricevuto un grande riscontro dalla critica e dal pubblico, con oltre 115 milioni di stream combinati audio e video. Altri featuring presenti nell’ep sono le Babymetal, le Nova Twins e Amy Lee degli Evanescence.

Questa la tracklist di “Post Human: Survival Horror”:

1.           Dear Diary

2.           Parasite Eve

3.           Teardrops

4.           Obey with YUNGBLUD

5.           Itch For The Cure (When Will We Be Free?)

6.           Kingslayer ft. BABYMETAL

7.           1×1 feat. Nova Twins

8.           Ludens

9.           One Day The Only Butterflies Left Will Be In Your Chest As You March Towards Your Death feat. Amy Lee

La band ha anche annunciato il tour nelle arene, che avrà inizio il 21 settembre 2021 a Glasgow.  Queste tutte le date nel Regno Unito: 21 settembre – Glasgow, The SSE Hydro; 22 settembre Cardiff, Motorpoint Arena; 24 settembre – Sheffield, FlyDSA Arena; 25 settembre – Birmingham, Utilita Arena; 26 settembre – London, The O2 Arena.

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Global Village, Rockin’1000 raduna 2.500 musicisti per il più grande stage virtuale di tutti i tempi

Fabio Iuliano

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Un virtual concert da record: oltre 2.500 musicisti, provenienti da 5 continenti diversi, 80 paesi e 250 città. Ecco Rockin’1000 Global Gig, organizzato a Dubai in collaborazione con Global Village in collaborazione con Arn (Arabian Radio Network) per celebrare l’apertura della 25esima stagione del Global Village, la principale destinazione multiculturale dedicata alle famiglie, dove scoprire le culture di tutto il mondo attraverso il cibo, lo shopping e l’intrattenimento.

Rockin’1000 ha messo in campo una formazione di tutto rispetto: 986 chitarristi, 447 batteristi, 361 bassisti, 94 tastieristi, 598 cantanti, 54 fiati tra tromboni, trombe e sax. Tutte le tracce sono state registrate da casa.

Il repertorio individuato per Rockin’1000 Global Gig prevede quattro cover classificate tra le più grandi canzoni rock di tutti i tempi: “What a Wonderful World” nella versione punk di Joey Ramone, “Rockin ‘All Over the World” degli Status Quo, “You Get What You Give” dei New Radicals e infine “We Will Rock You” dei Queen.

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“Vent’anni”: i Maneskin si mettono a nudo nel nuovo singolo

redazione

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E’ previsto per domani il ritorno della band italiana più irriverente e provocatoria che ha conquistato le classifiche negli ultimi anni. “Vent’anni” è il nuovo singolo dei Måneskin.

La band, ospite della web serie “Star Walks – Quando il PArCo incontra la musica”, ha presentato in anteprima il singolo con una performance live nell’ineguagliabile scenario dei palazzi imperiali sul Palatino, un’esibizione senza pubblico in uno dei luoghi più iconici al mondo. A distanza di due anni dall’album di debutto “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, i Måneskin ritornano sulla scena in grande stile con un brano diretto e introspettivo che dà il via a una nuova fase del gruppo.

Scritta dai Måneskin e prodotta con Fabrizio Ferraguzzo, “Vent’anni” è una rock ballad cruda e contemporanea scritta in forma di lettera aperta in cui si intrecciano i pensieri di Damiano con quelli del suo alter ego più maturo, dando vita a un dialogo che vuole incoraggiare i ventenni spesso già disillusi sotto il peso dei giudizi e delle incertezze sul futuro.

“Ho scritto quello che io stesso avrei voluto sentirmi dire da qualcuno più adulto ora che ho vent’anni” racconta il cantante. Parole rivolte ai coetanei, ma che fanno ricordare anche a chi ventenne non lo è più quanto “farà male il dubbio di non essere nessuno”, quanto a quell’età faccia paura, ma allo stesso tempo sia naturale sbagliare, spinti dal desiderio di fare qualcosa di grande perché “sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri”.

“Vent’anni” è una canzone che il gruppo dedica alla propria generazione, un messaggio carico di libertà e di voglia di lasciare il segno. Ad accompagnare l’uscita del brano, il fotografo Oliviero Toscani firma la campagna di lancio ritraendo la band con un’immagine che vuole essere un messaggio forte, senza filtri: liberarsi dalle sovrastrutture ed essere autentici, se stessi, senza veli inutili. 

“Libertà non vuol dire essere liberi di fare ciò che si vuole. – riflette Oliviero Toscani – Io, per esempio, mi sento libero quando sono incatenato a un progetto, perché in quel momento mi libero di tutti i miei complessi e limiti. Ecco per me essere libero è liberarsi dei complessi, non aver paura di sbagliare, di ricominciare, vuol dire di essere libero di rimettere tutto in discussione.” 

Un appello lanciato con la canzone che vuole arrivare dritto al pubblico, in particolare alla Generazione Z cresciuta a pane e social dove l’apparenza, l’essere quello che non si è e l’hating sono spesso fonte di grande ansia. Dove si sente l’impossibilità di vivere un amore liberamente seguendo le proprie inclinazioni per colpa di stereotipi e pregiudizi.

Iniziando a esibirsi live da giovanissimi nelle strade di Roma, i Måneskin con la loro straordinaria carica hanno velocemente conquistato il pubblico, spazzando via stereotipi di genere, mescolando influenze e stili in un mix originalissimo e unico, arrivando a collezionare con il primo tour 67 date sold out in Italia e in Europa, oltre a 14 dischi di platino e 5 dischi d’oro.

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