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C’è acqua sulla Luna!

“Questa scoperta sfida la nostra comprensione della superficie lunare”

Federico Falcone

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Quella che era un’ipotesi, a lungo rincorsa come un sogno, si è trasformata in realtà. C’è acqua lontano dal nostro pianeta.

Lo ha reso noto la NASA, ieri, nel corso di una conferenza stampa. Sulla Luna, il nostro satellite, l’unico posto nell’universo finora raggiunto dall’uomo (salvo tesi contraria) è stata scoperta una chiazza d’acqua nelle zone illuminate dal Sole, quelle equatoriali che volgono sguardo verso la Terra. L’occhio del telescopio Sofia è andato più lontano del solito, ha esplorato, scrutato e, infine, trovato nella zona del cratere Clavius.

Non è facile comprendere quanto saranno sfruttabili queste riserve d’acqua. Certo è che, per la missione Artemis, si tratta di una scoperta fondamentale. Così come per i viaggi nello spazio e per le altre missioni che prevedono il ritorno dell’uomo sulla Luna, nel 2024. A questo punto cambiano gli scenari e le previsioni dei mesi e degli anni addietro e tale scoperta apre a nuove prospettive.

Punto di partenza, molto probabilmente, sarà lo studio della regolite lunare che ha intrappolato le molecole. Dai dati che emergeranno dalle ricerche si valuterà come procedere nelle prossime esplorazioni e, soprattutto, a cosa realmente ambire. Insomma, si apre una nuova pagina per la scoperta del cosmo. L’acqua sulla Luna, stando a una prima supposizione, sarebbe arrivata attraverso i meteoriti che, nel corso dei millenni, hanno impattato con la superficie.

Questa si sarebbe conservata grazie alle diverse zone in ombra che avrebbero preservato le molecole presenti. Si stima che la quantità individuata sia di 100 ppm – 412 ppm (parti per milione) nel primo metro circoscritto. La quantità totale, però, non è ancora chiara.

Il telescopio SOFIA ha dimensioni di 2,7 metri con un diametro effettivo di 2,5 metri. Questo consente di studiare il Sistema Solare e tutte quelle situazioni dove sono presenti polveri che bloccano la luce visibile (ma non gli infrarossi). Inoltre la possibilità di spostarsi in tutto il Mondo permette anche di cambiare “punto di vista” sul fenomeno da osservare.

Paul Hertz (direttore della divisione astrofisica alla NASA) ha dichiarato “avevamo indicazioni che l’acqua che conosciamo – potrebbe essere presente sul lato soleggiato della Luna. Ora sappiamo che è lì. Questa scoperta sfida la nostra comprensione della superficie lunare e solleva interrogativi intriganti sulle risorse rilevanti per l’esplorazione dello spazio profondo”.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Scarlett Johansson chiede la scarcerazione di Patrick Zaki e altri 3 attivisti: “non siete soli”

Redazione

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“Far sentire la propria voce in Egitto oggi è pericoloso”. Inizia così il video pubblicato su Youtube da Scarlett Johansson che scende in campo per Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto. La star hollywoodiana, citando anche altri tre appartenenti all’Ong egiziana per la difesa dei diritti civili ‘Eipr‘, chiede “l’immediato rilascio” dei quattro il cui “unico reato è essersi sollevati per la dignità dell’Egitto”. Loro devono continuare a lavorare per la difesa dei diritti civili, dice l’attrice americana,  perché “rappresentano il coraggio”. Poi chiude con “Non siete soli”.

Leggi anche: Egitto: morto in carcere il regista Shadi Habash che denunciò la repressione del Governo. Aveva 25 anni

Dopo l’omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano ritrovato morto alla fine di gennaio del 2016, che ha profondamente scosso anche la comunità internazionale, i fari sono tutti puntati sul regime egiziano, reo di far sparire i suoi oppositori. La sua morte ha provocato un acceso dibattito anche in Italia sull’opportunità di avere legami con il Governo di un Paese che anche Amnesty International ha definito “incapace di tutelare e proteggere i diritti della persona”. Sul corpo dello studente triestino furono trovati diversi segni di tortura.

Solo pochi giorni fa Huda Nasrallah, l’avvocata di Zaki, ha potuto visitare in carcere lo studente egiziano, detenuto dallo scorso febbraio. “Da nove mesi dorme per terra senza materasso. Ho chiesto una pomata e un fasciatore per la schiena al fine di alleviare i dolori provocati dalla posizione scomoda”.

“Il sollievo che deriva dal fatto che Patrick incontri i familiari e oggi anche la sua legale è però molto attenuato, quasi annullato, dai dettagli che poi arrivano da questi incontri. L’idea che Patrick da nove mesi dorma per terra la dice lunga sulle sofferenze aggiuntive che il regime carcerario egiziano produce, oltre al fatto che sta trattenendo un innocente. Ribadiamo la richiesta, ancora una volta, al Governo italiano perché si dia seriamente da fare in vista anche del 7 gennaio, il Capodanno copto. Noi desideriamo che quel giorno Patrick sia libero per festeggiare il Capodanno con la sua famiglia e che poi i successivi giorni del 2021 li passi dove desidera, magari a Bologna dove lo aspettiamo e lo aspettano in tanti”, ha dichiarato all’Ansa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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#TWOF1: Speciale Buckley: Tim, Jeff e la grazia delle stelle

Redazione

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Durante la settimana dedicata al primo anno di attività di The Walk of Fame non poteva mancare un approfondimento su una delle voci più belle della storia della musica: Jeff Buckley

Rivedi lo speciale scritto e ideato da Alessandro Martorelli ( Teatranti Tra Tanti) in collaborazione con il musicista Pierpaolo Battista.

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Festival e grandi concerti: se ne riparla forse nel 2023. La previsione di Claudio Trotta

Antonella Valente

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“Gli spettacoli di massa negli stadi, negli autodromi, nei parcheggi, nei parchi, francamente (..) non credo proprio che li vedremo nel 2021, non immagino nemmeno che sia così certo che li vedremo nel 2022, forse nel 2023 o 2024, ma non nel 2021”.

“Questo non è stato dichiarato ufficialmente, ne comprendo le motivazioni ma sarebbe opportuno che se ne parlasse più profondamente e rendersi conto che non abbiamo una prospettiva a lungo termine”.

Con queste parole Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, ha focalizzato l’attenzione sul rischio, ormai sempre più concreto, di rivedere grandi concerti e festival solo tra due anni, nella migliore delle ipotesi.

L’intervista integrale

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