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Caparezza rompe il silenzio e annuncia Exuvia: “il passaggio da una condizione attuale ad una futura”

Luigi Macera Mascitelli

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Cercare di etichettare la musica di Caparezza, nome d’arte di Michele Salvemini (1973), è cosa pressoché impossibile. Rock, hip-pop, cantautorato, rap, musica popolare… dal 2000, anno del primo album ?!, ad oggi, l’artista pugliese non ha mai smesso di evolvere il suo stile, portando a livelli personalissimi la sua espressione musicale. Il tutto, ricordiamolo, con una capacità di paroliere e compositore di testi a dir poco inarrivabile. Che si tratti di velate quanto forti denunce rivolte allo Stato, alla Chiesa o alla mafia della sua Puglia, fino a toccare aneddoti biografici e storie di ordinaria quotidianità, Caparezza non si è mai posto un freno.

«Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il se stesso odierno». Così Caparezza si è sempre autodefinito, sottolineando sempre e comunque, non senza un buona dose di autoironia, il suo percorso di vita come artista e uomo a tutto tondo. E sono proprio queste le parole migliori con cui presentare Exuvia, singolo pubblicato a mezzanotte tra il 30 e il 31 marzo come anticipazione del nuovissimo album omonimo in uscita il 7 maggio 2021. Una notizia giuntaci dallo stesso artista senza preavviso. Così dal nulla.

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Tutto è iniziato ieri sera, 30 marzo, con una storia sul suo profilo Instagram. Nel brevissimo video di 15 secondi Caparezza aveva intimato di restare sintonizzati per la mezzanotte dello stesso giorno, poiché sarebbero giunte grandi novità. E poi boom! Con un post l’artista ha rotto il silenzio dopo 4 anni dall’ultimo spettacolare Prisoner 709. L’ottavo album del menestrello pugliese è stato finalmente annunciato.

«L’EXUVIA , in sintesi, è ciò che rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale. Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata. Sulla copertina c’è un simbolo che rappresenta il passaggio da una condizione attuale (cerchio grande) ad una futura (cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture).»

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Non è un caso che in apertura abbiamo riportato un’autodefinizione che lo stesso Caparezza si è sempre dato. L’intento infatti era proprio quello di mostrare come l’artista, in oltre vent’anni di carriera, abbia sempre cercato di uscire dagli schemi. Quelle pareti, soprattutto mentali, che ci chiudono all’interno della comfort zone, decretando la paralisi delle idee che lentamente diventano stantie.

«La mia EXUVIA è dunque un personale rito di passaggio in 14 brani -ha continuato Salvemini- il percorso di un fuggiasco che evade dalla prigionia dei tempi andati per lasciarsi inghiottire da una selva in cui far perdere le proprie tracce.»

Uscire dalla propria stessa pelle, ormai indurita. Rompere con il proprio io del passato e costruire (ancora) una nuova fase di vita e musicale. Proprio come si apprende dalle parole del singolo omonimo: «Mi sono preso i miei spazi ma ho lasciato che il tempo fuggisse. Faccio un mucchio di cambi quindi adesso chiamatemi mister». Evolvere, maturare, migliorare e stravolgere. Un processo che già si intuì nel 2017 con Prisoner 709, ma che con Exuvia giungerà a compimento: la frattura totale con il prima e la conseguente rinascita.

L’ottavo album di Caparezza è già disponibile per il pre-ordine in formato CD e LP. L’acquisto, inoltre, consentirà di ricevere un codice con cui sarà possibile prenotare in anticipo i biglietti del tour promozionale, che, pandemia permettendo, inizierà a febbraio 2022.

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25 anni, laureato in “Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Metallaro da quando ha memoria. La chitarra elettrica e il Death metal sono i suoi migliori amici. Appassionato di fitness, sport, videogames, musica e lettura (fantasy e opere filosofiche soprattutto). Speranzoso di trovare, un giorno, il suo posto nel mondo. Nel frattempo “Run! Live to fly! Fly to live! Do or die!”

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“Mi manchi negli occhi”, in uscita il nuovo singolo di Tricarico

Redazione

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A pochi mesi di distanza dall’uscita di “Mi manchi negli occhi“, torna Tricarico con un nuovo singolo, “La Bella Estate“, la cui uscita è prevista per venerdì 23 aprile per Artist First. Questo singolo, prodotto da Vittorio Corbisiero, è un pezzo allegro e scanzonato, dove Tricarico con grande ironia racconta di come la protagonista della sua “bella estate” sia stata una donna molto speciale, non un’amante, non un amore romantico, bensì sua nonna, scelta al posto di molte altre avvenenti figure femminili.

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Una canzone fresca e divertente, perfetta da cantare in macchina mentre si corre verso il mare. Una canzone per sperare in un’estate davvero bella e libera. Il singolo anticipa il nuovo album dell’artista che uscirà a maggio a distanza di sei anni dal precedente, periodo in cui Tricarico si è dedicato principalmente all’altra sua grande passione, la pittura.

Cantautore, polistrumentista, disegnatore ed artista visivo, Francesco Tricarico, classe 1971, inizia a suonare da giovanissimo e si diploma al Conservatorio di Milano. Girovaga con una piccola band suonando jazz nei locali milanesi e si esibisce per qualche mese anche a Parigi.

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Tricarico ha all’attivo sette dischi: “Tricarico” (2002), “Frescobaldo nel recinto” (2004), Giglio (2008), “Il Bosco delle fragole” (2009), “L’imbarazzo” (2011), “Invulnerabile” (2013) e “Da chi non te lo aspetti” (2016).

Musica ed arte sono, per Tricarico, due mondi complementari. Il legame tra la sua musica e le sue opere è molto stretto, e rappresenta la ricerca di un posto nel mondo e di un mezzo per comunicare con gli altri. Ha pubblicato un libro di disegni e racconti “Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino” (2010) edito da Bompiani ed ha esposto i suoi quadri, sia su tela che su carta, all’interno di mostre a lui dedicate.

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Caparezza fra le new entry di Radio Indie Music Like

Fabio Iuliano

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Torna anche questa settimana in radio la classifica degli indipendenti nello storico format Radio Indie Music like prodotto da Paolo Tocco e Giulio Berghella. Ecco i singoli  in onda questa settimana. Si parte dal 20esimo grandino con una new entry con Andrea Laszlo De Simone con il singolo “Vivo” (42 Records).

Altra new entry quella del nuovo singolo degli Extraliscio al 17esimo gradino con “È bello perdersi” (Bettywrong). E saliamo al gradino 14 per fare un altro play sul singolo di Bugo dal titolo “E invece sì” (Mescal). Ritroviamo Motta in salita al gradino 10 con il singolo “E poi finisco per amarti” (Sugar).

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Altra new entry con Caparezza ed il suo singolo “La scelta” (Polydor) che si posiziona al gradino 8 della classifica. Podio solido di conferme: anche questa settimana ritroviamo alla terza posizione il singolo “Amare” (Woodworm) de La rappresentante di lista. In vetta, come detto, restano stabili Colapesce & Dimartino con il sinolo “Musica leggerissima” per Sony.

Prevista un’intervista con AaLe con il singolo “Luminol” che sale al gradino 70 della classifica di questa settimana. Appuntamento alle 20, ogni lunedì. A seguire  Me & Blues” con Gianfranco Piria alle 21. “Un’Altra Musica” con Matteo Ceschi con un focus sulla protesta contro il Vietnam.Alle 23 – “Radici” di Aldo Coppola Neri. Questa sera alla scoperta delle tanto amate Demo.

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L’Inghilterra riparte da Liverpool: concerto con 5mila persone senza norme anticovid

Luigi Macera Mascitelli

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Un primo concreto segno di ripresa della normalità pre pandemia. A darne notizia è la BBC: il prossimo 2 maggio si terrà al Sefton Park di Liverpool (Inghilterra) un concerto pilota all’aperto dei Blossoms con 5.000 spettatori senza mascherine e distanziamento sociale.

Il live fungerà da test per una futura ripresa totale degli eventi dal vivo senza norme anticovid. I partecipanti dovranno sottoporsi ad un tampone rapido, che sarà effettuato in un’apposita struttura organizzata fuori la sede dell’evento. E poi di nuovo a distanza di qualche giorno dal concerto. In questo modo, spiegano le autorità, il monitoraggio dei possibili nuovi contagi sarà costante e il più preciso possibile.

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Oliver Dowden, segretario alla cultura, ha così dichiarato in merito:

«Ora che il nostro programma guidato dalla scienza è in corso, siamo un passo avanti verso un’estate di eventi dal vivo. Testare veri tipi di situazioni ed esaminare diverse misure, è la chiave per riportare il pubblico agli eventi in sicurezza. Spero che non passi molto prima che i concerti possano tornare definitivamente»

Un evento che lascia ben sperare sul futuro della musica dal vivo, soprattutto dopo l’annullamento o la posticipazione dei maggiori live e festival in Europa. Italia inclusa ovviamente, proprio come aveva anticipato Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, in una nostra live esclusiva.

L’Inghilterra ad oggi conta circa 68 milioni di abitanti. Di questi, più di 32,8 milioni sono stati vaccinati con la prima dose, mentre più di 9,9 milioni di persone hanno ricevuto la seconda.

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