Bulli e Pupe: dopo 64 anni resta un classico da non perdere

Era il 1955 quando uscì “Bulle e Pupe”, una delle commedie musicali più influenti nel panorama cinematografico. Nathan Detroit (Frank Sinatra) e “Cielo” Masterson (Marlon Brando) sono due giocatori newyorkesi incalliti e si accordano per una scommessa quasi impossibile. Per ottenere la cauzione di mille dollari e allestire una bisca clandestina, Nathan propone a Cielo di portare a cena all’Havana Sarah Brown (Jean Simmons), ufficiale dell’Esercito della Salvezza.

Masterson è sicuro di poter sedurre Sarah proponendole furbescamente di riempire le preghiere della sua missione con una dozzina di peccatori. E la convince. Ma Cielo non ha messo in conto che avrebbe potuto innamorarsi dell’ufficiale e quindi, una volta invaghitosi, rinuncia a ritirare la scommessa. Alla fine giocherà ancora con Detroit ottenendo che l’intera banda dei bulli svolga per un giorno mansioni ancillari alla missione dell’Esercito della Salvezza.

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Tratto dal musical di successo basato sui personaggi di Damon Runyon, la pellicola di Joseph L. Mankiewicz, all’epoca reduce dai successi di “Giulio Cesare” e la “Contessa scalza”ottenne 4 candidature all’Oscar. Al tempo qualsiasi ruolo veniva offerto al fascinoso Marlon Brando. Probabilmente anche lui accettò per scommessa, anche se secondo indiscrezioni Sinatra avrebbe voluto interpretare il ruolo del “rivale”.

La storia d’amore tra Sarah e Cielo va delineandosi sulle note di “If I Were a Bell” e “A Woman in love” intonata da Brando-Simmons. E tante altre canzoni come “Adelaide” dalla voce di Sinatra, la sorprendente “Sit Down You’re rockin’ the boat” del burbero Stubby Kaye e “Luck be a lady” modulata da Marlon Brando nel sottofinale.

Un musical cinematografico sui generis, che ruppe gli schemi soprattutto per lo stile utilizzato. Maggiore introspezione e cura dei dialoghi rivelano il tocco del regista. Un apporto significativo che si evince non solo dai “duelli” tra Brando e Sinatra, ma soprattutto nel personaggio di Sarah che minuto dopo minuto scopre un lato oscuro di sè, proprio quel lato che tenta a tutti i costi di salvare negli altri con la propria missione.

Sono trascorsi 64 anni dalla prima messa in onda e “Bulli e Pupe” continua a far parlare di sè, lasciando un segno indelebile nell’evoluzione del cinema mondiale.


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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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