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Cinema

4 anni senza Bud Spencer, il gigante buono del cinema italiano, anche se Bambino

Non amava definirsi attore ma personaggio. Il gigante buono, sempre pronto a prendere le difese dei più deboli, sempre dalla parte giusta e pronto a togliersi di dosso le corazze dell’uomo burbero e apparentemente menefreghista. Sempre con il sorriso stampato sulle labbra, sempre pronto a tirare un pugno a martello a chiunque si frapponga tra lui e la giustizia

Federico Falcone

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A detta di chi scrive, il vuoto lasciato da Bud Spencer era e resta incolmabile. Sono passati quattro anni dal giorno della sua morte, avvenuta nella sua casa a Roma all’età di 86 anni, ma non è passato giorno senza che il pubblico, il suo pubblico, lo ricordasse con affetto e con amore. Giudicare il Carlo Pedersoli come semplice attore è riduttivo e, francamente, avvilente. E’ stato qualcosa di più. E’ qualcosa di più.

Pochi, come lui e il fedele compagno di scazzottate Terence Hill – al secolo Mario Girotti – sono entrati così prepotentemente nel cuore degli italiani. In punta di piedi, film dopo film, battuta dopo battuta, la schiera di fans pronti a lasciarsi trasportare dalle commedie e dai film d’autore dove erano coinvolti è cresciuta sempre di più. Pensare ai due vuol dire, inevitabilmente, pensare a Bambino e Trinità, straordinari protagonisti degli spaghetti western tricolori. Film che anche oggi, a distanza di decenni, non ci stanchiamo di guardare.

Carlo Pedersoli o, se preferite, Bud Spencer, però, è stato anche protagonista di pellicole girate con grandi registi del cinema italiano, come Ermanno Olmi, Carlo Lizzani e Dario Argento. Nonostante l’impatto che i due hanno avuto e hanno sull’immaginario collettivo delle ultime generazioni di italiani, non sempre è stato così. Non sempre il mondo della settima arte ha tributato loro le giuste attenzioni e considerazioni. E questo, a Bud, non è mai andato giusto. Non ha mai nascosto il proprio dispiacere.

In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo, nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival“. Nel 2010, al momento dell’ennesimo ritorno in tv, disse: “Forse qualcuno si era dimenticato di me, ora torno in tv con la fiction I delitti del cuoco, e io sono il cuoco, finalmente“. Dell’incapacità di riconoscerne il valore e dell’ottusità nel non volerlo celebrare a dovere, il cinema e la televisione italiana dovranno interrogarsi per sempre. Per non ripetere lo stesso errore con chi verrà dopo di loro. Per Terence Hill è diverso, forse. Il successo di Don Matteo è qui a testimoniare che le carriere, una volta separate, hanno avuto riscontri differenti.

La scelta di cambiare il proprio nome non fu casuale ma in risposta all’esigenza di fare breccia sul pubblico internazionale e, sì, anche italiano, da sempre esterofilo. Bud Spencer è un omaggio alla birra Bud e al sempre ammirato Spencer Tracy.  “Siamo l’unica coppia al mondo che non ha mai litigato – affermò con riferimento a Hill/Girotti – Ci sentiamo spesso. L’ultima volta che ci siamo sentiti era Pasqua: mi ha detto che voleva venire a mangiare gli spaghetti a casa mia perché lui lo tengono a stecchetto”.

Non amava definirsi attore ma personaggio. Il gigante buono, sempre pronto a prendere le difese dei più deboli, sempre dalla parte giusta e pronto a togliersi di dosso le corazze dell’uomo burbero e apparentemente menefreghista. Sempre con il sorriso stampato sulle labbra, sempre pronto a tirare un pugno a martello a chiunque si frapponga tra lui e la giustizia. Di personaggi così, non ce ne vorrete, ma in giro non ce ne sono poi così tanti, per lo meno non in Italia. E quindi, siamo ancora qui a giudicare il Carlo Pedersoli attore? O, forse, dovremmo giudicare e ammirare il personaggio? In entrambi i casi ci manca. Tanto. Perché si, perché anche gli angeli mangiano fagioli.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Cinema

È morto Walter Bernestein, fu sceneggiatore de Il Prestanome

Antonella Valente

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Come riporta l’Ansa, “Sì è spento a 101 anni Walter Bernstein, sceneggiatore statunitense, oltre che regista, autore di oltre novanta film. L’annuncio della sua scomparsa, avvenuta il 22 gennaio, è stato dato dalla moglie alla Cnn. Tra le sue sceneggiature quella de Il prestanome, con protagonista Woody Allen e diretto da Martin Ritt, che gli valse nel 1977 una candidatura agli Oscar. Scrisse anche Il diavolo in calzoncini rosa, film del 1959 diretto da George Cukor con Sophia Loren, e Quel tipo di donna di Sidney Lumet, sempre con l’attrice italiana.

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Cinema

Luca: il nuovo film Disney-Pixar è ambientato in Italia

Riccardo Colella

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È stata fissata per il 18 giugno 2021 l’uscita di Luca, il nuovo film Disney-Pixar che sarà ambientato in Italia. Se è vero che i precedenti successi della casa statunitense si sono spesso basati sulle esperienze personali e sui ricordi dei registi, non è un caso che la produzione abbia voluto affidare a Enrico Casarosa, la direzione del prossimo progetto.

Sono nato a Genova, e ho trascorso le mie estati sulle spiagge”, ha dichiarato il regista al magazine britannico Empire. “Ho conosciuto il mio miglior amico quando avevo 11 anni. Io ero molto timido e ho incontrato questo ragazzino piantagrane che viveva una vita totalmente diversa dalla mia. Volevo fare un film proprio su quel tipo di amicizie che ti aiutano a crescere”.

Lo stesso regista ha voluto, con Luca, rendere omaggio ai cineasti italiani del passato e ai capolavori felliniani, aggiungendo quel tocco fiabesco e innocente così evidente nei film di Hayao Miyazaki.

L’Italia e la Liguria, quindi, al centro del prossimo film Disney-Pixar. La storia parla della profonda amicizia che nasce tra Luca e Alberto, due ragazzini che trascorrono l’estate sulla riviera ligure, tra trenette al pesto, giri in motorino e gelati sulla spiaggia.

Il rapporto tra i due amici, però, sarà messo a dura prova da un’oscura verità che si cela dietro alla figura del protagonista. Per entrambi, sarà un’importante occasione di crescita personale.

Il sodalizio tra Enrico Casarosa e la Pixar nasce nel 2006, quando il regista genovese collabora come storyboard artist alla realizzazione di Cars – Motori ruggenti. In seguito collabora alla realizzazione di Ratatouille e Up, entrambi vincitori agli Oscar come miglior lungometraggio d’animazione.

Il debutto da regista, invece, avviene nel 2011 col cortometraggio La luna, presentato in anteprima al Festival Internazionale del film d’animazione di Annecy e che, ottiene la candidatura agli Oscar 2012.

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Cinema

Pandemia e cinema chiusi bloccano l’uscita di No Time to Die

Federico Falcone

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Dovremo attendere la fine dell’anno per vedere “No Time to Die“, nuovo film della saga di James Bond. Ben tenendo a mente, però, due fattori determinanti affinché ciò possa realmente verificarsi: l’andamento in meius della pandemia e la possibilità di riapertura per i cinema. Aspetti, questi, indispensabili perché una pellicola che punta a incassi record non può prescindere dal botteghino cinematografico. E ora, purtroppo, i cinema sono in assoluto standby, quindi fare previsioni è altrettanto complesso. Dicasi lo stesso per la pandemia.

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Originariamente il film sarebbe dovuto uscire lo scorso anno ma poi è stato rinviato all’autunno 2020 e successivamente all’aprile di quest’anno. Le previsioni non hanno tenuto conto, però, di una seconda ondata del coronavirus, delle sue varianti e del rischio altissimo di una terza ondata primaverile. Impossibile, quindi, promuovere il film in queste condizioni.

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L’account ufficiale del film ha riportato l’ennesimo cambio data. Tutto slitta all’8 ottobre 2021. Inevitabile. La saga di Bond appassiona, da sempre, il pubblico di tutte le età e anche se questo sarà l’ultimo episodio con protagonista Daniel Craig, l’appeal di 007 è ben lungi dal tramontare. Il cast include Ralph Fiennes, Léa Seydoux, Naomie Harris, Ben Whishaw, Christoph Waltz e Jeffrey Wright, interpreti rispettivamente di M, Madeleine Swann, Moneypenny, Q, Blofeld e Felix Leiter.

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