Addio a Enzo Sciotti, Re delle locandine cinematografiche

Ciao a tutti gli amici virtuali, da oggi non potrò più farvi vedere i miei manifesti, di cui sono tanto orgoglioso, è stato un piacere e un onore interagire con tutti voi. Io sono volato via e vi tengo tutti nel cuore. Alla prossima vita”.

È così che nella giornata di domenica 11 aprile, è arrivata repentina e inattesa una di quelle notizie che mai avremmo voluto ricevere. All’età di 76 anni, si è spento l’illustratore Enzo Sciotti, autentico mostro sacro delle locandine cinematografiche.

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Nato a Roma il 24 settembre 1944, Enzo iniziò a lavorare sin da giovane in uno studio di cartellonistica cinematografica di Cinecittà. L’arte di Sciotti è nella descrizione che appare sul sito ufficiale dell’illustratore romano. “Nella sua carriera ha realizzato circa tremila manifesti cinematografici per altrettanti film di grande successo, nazionali ed internazionali. Il tratto pittorico ed il genio goliardico di Enzo Sciotti hanno impresso un carattere riconoscibile in tutto il mondo e contribuito al successo della cosiddetta Commedia all’italiana“.

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Horror, fantascienza e commedia all’italiana erano alla base dei lavori che l’hanno visto protagonista di alcune tra le più famose e iconiche locandine cinematografiche di tutti i tempi. Highlander – L’ultimo immortale, Dèmoni e Dèmoni 2 per la regìa di Lamberto Bava, Phenomena di Dario Argento, L’allenatore nel pallone, Febbre da cavallo, Nero veneziano, L’armata delle tenebre di Sam Raimi, Non entrate in quella casa, Unico indizio la luna piena, Borotalco, Tex e il signore degli abissi, Un gatto nel cervello di Lucio Fulci, Pleasantville e tanti, tantissimi altri.

Una lista infinita di capolavori del cinema italiano e mondiale, così come innumerevoli sono gli artisti oggetto dei suoi ritratti: Edwige Fenech, Lino Banfi, Gloria Guida, Tomas Milian, Carlo Verdone, Alberto Sordi, Adriano Celentano, Giuliano Gemma e ancora a centinaia.

Nonostante l’avvento della computer grafica, Sciotti è rimasto sempre fedele alle tecniche tradizionali come olio e acquerello, che hanno caratterizzato il suo fondamentale contributo al mondo del cinema italiano ed estero.

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