A Modest Proposal: quando nel 1729 Jonathan Swift trovò la soluzione agli “assembramenti”

Pubblicato nel 1729 da Jonathan Swift, A Modest Proposal è un pamphlet satirico che anticipa la satira moderna. L’io narrante espone “un metodo onesto, facile e poco costoso” di trasformare il problema della sovrappopolazione tra i cattolici irlandesi nella sua stessa soluzione: darli da mangiare agli inglesi. A questo punto, potrebbe essere una soluzione anche per i nostri tempi: quante persone continuano infatti a lamentarsi dei troppi bambini e giovani che vanno in giro?

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Certo, ora che hanno chiuso bar, ristoranti, locali, centri commerciali e scuole che viviamo in città dove quattro persone sul corso danno l’idea di un assembramento è effettivamente un problema. Se parliamo di giovani, poi, parliamo di gente che vive da mesi di privazioni in un’età dove si ha bisogno di socialità più che di respirare, gente che viene considerata con sospetto e diffidenza, come untori inconsapevoli (perché asintomatici) e ambulanti.

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Giovani che si vedono puntare il dito da adulti che non possiedono altri argomenti che la paura. Senza un esempio, senza una visione, così facendo finta di non sapere che una volta finita la pandemia bisognerà rimettere apposto i cocci economici, culturali e sociali. Facciamo come dice Swift, allora, diamo i nostri giovani in pasto agli inglesi che peraltro hanno dimostrato di sapersela cavare molto meglio.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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